Confesso che vorrei essere profondamente diversa da quella che sono, anche se non ho termini di paragoni con un'altra me stessa, probabile o impossibile, anche se talvolta mi assale il dubbio, o meglio la certezza, che io in origine fossi diversa. Ma non ne ho alcuna prova e nessuno che possa smentire o confermare.
Così devo presupporre, ob torto collo, che io sia nata strutturata esattamente come sono.La mia sfrontatezza intellettuale non ha limiti, concedo alla mia fantasia di tutto e di più.
Da questi stadi ne emergo estenuata, inebriata. Come drogata.
E' la passionalità la nota dominante del mio carattere che nella vita quotidiana imbriglio nei rigori dell'autocontrollo ma che nella mia fantasia sfoga libera come un vento desertico, ardente, la cui meta, ancora ed ancora, punta inesorabile alle terre più depresse, quelle refrattarie alla fertilità e all'ingravidamento. Più brulle sono le zolle più feconda è la mia fantasia. Deu ex machina: dove entro in scena io niente più è stabile, convenzionale, sacro o parallelo. Nessuna cosa ha un nome se non quello da me stabilito al momento. E nessun senso, se non quello che decido debba avere in quel momento, cosicché nessun nome e nessuna cosa potranno esistere uguali in altri luoghi. Ed anche se, per assonanza e forma, potrebbero sembrare, garantisco che non lo sono perché è il mio genio a stabilirne l'identità. Transitoria e mutevole come ogni cosa in questo mio delirante universo dada. Perfino il tempo, che qui scorre in verticale. Il tempo psicologico dei sonnambuli e degli insonni. E quello retroattivo dei narcolettici. Un tempo illusorio. Difforme. Controverso a quello simmetrico e circolare dei calendari: compiuto e novello, uguale e diverso, nell'avvicendarsi degli anni e nel succedersi delle stagioni. Progressivo. Coerente e mansueto. Addomesticato ai bisogni quotidiani del convenzionale. Del pattuito. Del circoscritto. Un tempo cronologico limitato alle necessità primarie della semina e del raccolto e a quelle elementari del sonno e della veglia. Mentre in questo mio delirante universo dada tutto è invece frastagliato, folle e incoerente. Talmente assurdo, ai miei stessi sensi, da indurmi la necessità di un teorema piano, esistenziale, a cui far riferimento.
La grammatica impostata sulla scala della matematica: espressione di un baricentro programmato sul ciclo arcaico del sonno e del risveglio e nelle due fasi, sull'intervallo passivo dei sogni. Quell'intervallo che io invece vivo ad occhi aperti, perché di quelli, nel mio dissacrante fervore distruttivo ne ho cancellato ogni memoria. Tabula rasa. Solo nei brevi istanti in cui chiudo gli occhi, nell'inquieto dormiveglia che io chiamo sonno, riesco ad intravederne qualche flash back molto sfocato e solo parziale. Remoto. Freddo. Una reminiscenza aliena che non mi appartiene.
Ma di questo non ho alcuna prova e nessuno che possa smentire o confermare.
Marilena

L'equilibrio di cui tu parli, un ciclo normale di sonno, sogno e risveglio. Un ciclo matematico se ci fosse una vera formula applicabile a noi, come numeri, all'infinito. Ma non è così. E tu, allora, sei costretta contro ogni tuo volere, a viver in una serra di fiori notturni, dove i rumori ed i raggi della luna, spesso dirottati in una semplice lampadina, non possono riscaldarti ne corpo e ne mente, e ne darti quel meritato riposo che compensa ogni sforzo diurno.
RispondiEliminaIl tuo mondo, sorella, nell'emisfero dell'insonnia. Malattia? Imperfezione d'una formula? Non certamente un dono!
Un bacio che abbia l'effetto d'un dolce addormentarsi nel sogno ciclico d'un conseguente risveglio!
Buona domenica!
Elisena
E' l'equilibrio esistenziale di cui, Eli, ho sempre difettato e che oggi si riflette nell'insonnia.
RispondiEliminaSe non fosse così devastante non dormire notti intere, forse, sarei disposta a trovare l'insonnia anche romantica.
E' il mio sistema nervoso che è in perenne deficit di quiete e, la mia mente febbricitante, a volte, lo esaspera ancora di più.
Dormire una notte intera fa bene alla mente oltre che al corpo e, di sicuro, le mie giornate sarebbero meno letargiche :)
Un bacio a te, Eli, che riesci sempre a catturare, dei miei vaneggiamenti, l'essenziale.
Marilena
Amarantosa inquieta in cerca di equilibri probabilmente impossibili per noi esseri umani.
RispondiEliminaEppure dalle tue veglie sorgono fantasie, racconti, meraviglie. Chissà se una vera pace produrebbe altretanto ......
Ti auguro però notti dormienti e assolute, magari con sogni da mille e una notte. miao
Gli equilibri non sono mai stati il mio forte, Lucy, fin da ragazza ho sempre avuto bisogno di sopperire alle mie troppe insicurezze, fidando in quelle altrui.
RispondiEliminaE' un meccanismo perverso questo che t'imprigiona nei rapporti da cui scaturiscono dipendenze assolute.
Per me è facile parlare di dominio e sottomissione, li ho psicologicamente sperimentati entrambi, e non per debolezza, o per mancanza d'intelligenza, eh si che la lucidità l'ho sempre avuta, anche quando perseveravo nell'errore, ma per mancanza di quel baricentro che da equilibrio a tutta la struttura nella sua interezza, neurologica ed emotiva.
Ora, poi, che vivo con gli occhi sbarrati anche le mie notti, quell'equilibrio è davvero difficile d'acquisire.
Confido, per non sopperire, nella mia caparbietà e nella fede nella svrittura.
Un bacio, grande amica
Marilena
P.S. - Non sto al pc stasera, giusto il tempo di postare un paio di commenti, ho amici che vengono a prendersi un caffè, ci sentiamo magari domani. Un bacio
Ok stasera sono in linea .....
RispondiEliminaAllora hai finito Adriano, ero sicura che ti sarebbe piaciuto moltissimo, è un testo incredibile che ti rapisce lewntamente.
Un bacione micionastregosa
Ti vedo su un letto d’ombra abbandonato il corpo che cerca tregua al suo peso
RispondiEliminamentre si fanno fluidi i confini e si mesce la notte e buio che nell’anima ristagna.
Se tu avessi un gatto lo terresti sulle ginocchia per sentire le fusa, indotte o ipotizzate, forse potrei finalmente stenderti, sì, un gatto assente, è senza dubbio causa d'insonnia.
Vaga la tua mente che non trova pace.
Uno scritto vibrante che a me é piaciuto perché lo vivo spesso.
Un caro abbraccio streghetta nera!
Giulia
"Le memorie di Adriano" mi è piaciuto immensamente, oltre la storia c'è però la magia della scrittura della Yourcenar, è lei che mi ha incantata!
RispondiEliminaLeggerò ancora altro di lei, nella mia lista dei libri ci ho infilato anche "L'opera in nero", rinascimento ed alchimisti, tema stregonesco.
Un bacio, Lucy, e grazie delle fotine
Marilena
Hai ragione, Giulia, un gatto me lo devo pur prendere!
RispondiEliminaCompletamente nero e con gli occhi di smeraldo (lo stesso colore di quelli del portoghese)di sicuro le sue fusa ed il suo calore concilierebbero il sonno.
L'insonnia è un problema grande......solo chi ne soffre, o ne ha sofferto, può capirlo.
Magari aprirò un gruppo FB per gli insonni, con tanto di contatti skype e chat!
Oppure, in alternativa, mi troverò un amante che sappia anche raccontare fiabe.
Un bacio, streghetta bionda
Grazie
Marilena
Ciao Marilena,un testo interessante,io sono un libero pensatore e la notte molte volte il sonno prende il mio corpo e lascia la mente libera,libera di vagare,tra pensieri di ogni genere,ma dormo anche bene,al mattino al risveglio viene a trovarmi un piccolo e bellissimo demone verde fluorescente con dei fogli scritti e quelli sono i miei pensieri,che io devo dire condivido,per forza sono i miei.
RispondiEliminaL'uomo che pensa troppo mette incinta il suo cervello e dall'ombra umida e notturna sacri mostri nascono.
Molto interessante il testo sotto,alle volte mi perdo.
Buona serata.
Un abbraccio.
Ciao Massimo, è che dall'insonnia protratta per troppo tempo, a volte, scaturiscono mostri paurosi, come quando si è bambini, che si temono le ombre nella stanza o immagini che dall'armadio esca fuori un fantasma cattivo.
RispondiEliminaE di fantasmi è piena la mia mente, soprattutto quando s'avvicina la notte comincio a provare ansia e paura......ma confido nei farmaci e nella mia caparbietà e nell'amore di chi mi è vicino.
Un bacio e grazie :)
Marilena