Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.
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lunedì 20 febbraio 2012

Tutto questo amore

In questa sontuosa notte color indaco, l'antro è solo un punto sfocato, non rilevabile da nessun satellite.
Sconosciuto a tutte le mappe.
Irraggiungibile.
E pervaso dall'amore.

Tutto questo amore, questa energia positiva e sessuale ci penetra, epidermide e cuore, cervello e sensi, con l'improcrastinabile consapevolezza di non mandarne sprecato neppure un atomo
 Questa lussuriosa notte segreta che ci nasconde al mondo ma ci sorprende nudi nelle nostre private solitudini, nelle nostre inconfessate fragilità, nei nostri clandestini bisogni di esuli.
Testimoni di una sopravvivenza.

Tutto questo amore si espande intorno e ci avvolge nel profumo stordente del desiderio, perchè le febbri dell'anima sconvolgono il corpo prima ancora che il cuore.
E' la carne che esige il primo riscatto.
E' lei che detta i ritmi e stabilisce le geometrie.
E' lei che va acquietata, accarezzata, esaltata.
Ed ecco, allora, sei gambe, sei braccia, sei mani, che si cercano e si trovano, sciolgono nodi e ne avviluppano nuovi, nell'urgenza del piacere e nella voglia di saziarlo.

La donna rossa.
La donna nera.
L'uomo indaco.
Finalmente in pace.
Finalmente al sicuro.

Tutto questo amore non ci obbliga a niente altro che ad essere noi stessi.
Se il Paradiso è un luogo fisico, allora è qui, in questa stanza, un punto sfocato nella notte.
Non rilevabile da nessun satellite.
Sconosciuto a tutte le mappe.
Irraggiungibile.

Solo domani, quando l'occhio del satellite, come quello di Dio, riprenderà il suo severo giro d'ispezione per sincerarsi dell'impeccabilità del complesso funzionamento della meccanica celeste, (orbite ellittiche, fuochi di Keplero, moto di rotazione e la sua costante) riemergeremo dalle profondità marine dell'amore e del sesso, affiorando alla superficie, tra fontane d'acqua ed infrangimenti di onde, purificati, e già pronti di nuovo a peccare.

sabato 18 febbraio 2012

La casa dell'amore

Cristiano Diogo De Santos, conosciuto alle cronache come il Portoghese, ha portato per la prima volta nell'antro il profumo sublime dell'eros, sconvolgendo la variegata flora e fauna femminile che lo abita, rendendola preda di un peccaminoso deliquio ormonale.
Quando lui vi ha fatto il suo ingresso, l'antro si è colmato di benigni effluvi sessuali, come un' armonia botticelliana, una tenera primavera dei sensi, un fulgore di pelle e di occhi, il prodigio di rinate sensibilità primitive ed animalesche, del tatto, della vista e dell'olfatto.
Il suo odore di maschio ha risvegliato i sensi di tutte le creature femminili, dentro e fuori il perimetro abitativo, trasformando questa buia caverna nella luminosa casa dell'amore.
Così, tremule margherite sono sbocciate premature dalle zolle nevose, freddolose ed impudiche, si sono aperte per fargli dono della loro vergine primizia.
Per lui, una minuscola cinciarella ha sfidato lo spazio aperto, per posizionarsi su un ramo strategico, ed il suo canto articolato ha continuato a vibrare, ininterrotto, come un accorato richiamo d'amore mentre, dallo stagno prospiciente, una goffa anatra moretta si esibiva nella commovente metamorfosi di un cigno.
Lizard/Monna Lisa, l'enigmatica lucertolina bionda, è sgusciata dal suo rifugio sotto il focolare per fargli dono del lembo della sua coda. L'estremità recisa ha continuato a contorcersi, ai piedi di Cristiano, come una muta semicroma, sinuosa e palpitante d'amore. Attraverso quella innocente mutilazione, simile allo strappo dell'imene nell'atto dello sverginamento, Lizard gli si offriva rilucendo d'amore come un'odalisca.
Poi, dai murales di Kilroy, sono sbocciate ninfee e fiori di loto, germogliando copiosi nell'umido spazio abitativo di Iggy.
Perfino le travi, dove i Freaks abitualmente dimorano, hanno subito la vigorosa invasione delle bouganville, gravide di fiori e cespi gemellari, una esplosione prenatale di colori e profumi di giardino.
Sopra la culla di BLOG, le api della giostrina hanno iniziato a flirtare con le farfalle del copriletto: c'è da scommetterci che popoleranno il mondo di una nuova specie.

Ma tutto questo amore ha scatenato la virulenta gelosia degli altri maschi dell'antro, che hanno così dichiarato guerra al Portoghese, decretandolo indesiderato ospite.
E' una strana alleanza quella che sta nascendo tra il folle Iggy, l'innocente Kilroy e l'agguerrito, crudele, manipolo dei Freaks.
BLOG, il mio figlio obeso e nichilista, invece, si è  negato a questa bislacca coalizione, ritagliandosi il ruolo neutrale di storico e biografo, osservatore e voce narrante, di questa nuova epopea esistenzialista.

giovedì 16 febbraio 2012

Il martire dell'amore

Mari - Non voglio entrare in competizione con te quindi mettiamo subito in chiaro le cose e, visto che sono io quella in carne ed ossa, ti conviene farti da parte senza troppe obiezioni!
Amaranta - E chi lo dice che sei proprio tu quella vera?
Mari - La realtà dello specchio. Tu non hai ombra, non hai contorni, esisti solo nel mio sguardo. Soprattutto nella mia testa
Amaranta - Ti sbagli, lui mi vede eccome. C'è quell'enorme mazzo di rose ad attestarlo!

Nell'antro troneggiano due bouquet  imperiali di rose: rosse per lei, screziate per me, accompagnate da un unico biglietto, a firma di Cristiano Diogo De Santos, martire dell'amore.

E' ciò che reca scritto il biglietto: Cristiano Diogo De Santos, martire dell'amore.
 Nel rigo sottostante c'è il suo invito a cena.

Amaranta -  Di sicuro un uomo non banale
Mari -  Io lo conosco.
Amaranta - Davvero?
Mari - L'ultima volta l'ho visto a Parigi, poi, di lui, ho perso le tracce. Cristiano Diogo De Santos altri non è che il Portoghese. Di sicuro ne avrai sentito parlare.
Amaranta - Ma certo, il matematico ed avventuriero, protagonista di uno scandalo epocale, quando una sua amante, incinta di lui ed infuriata per il suo tradimento, ha tenuto in ostaggio, per una notte intera, gli avventori del bistrot dove erano soliti incontrarsi.

 Stupefacente come Amaranta riesca, col pragmatismo evirante della sintesi, a far sembrare ordinaria quella storia di follia e di perdizione.

Mari - Cristiano è un'anima persa, un irrecuperabile. Un martire dell'amore.
Amaranta - Un uomo da conoscere, allora.
Mari - E' un incantatore che ha subito una malia. Irrimediabilmente perso per il mondo, e per i sentimenti. Un Ulisse che conserva un solo, palpitante ricordo: quello del suo naufragio. Un vero peccato, perchè l'uomo è davvero magnifico.
Amaranta- E' un tuo amico, non possiamo certo rifiutare il suo invito.
Mari - No, non possiamo.

E così, all'ora convenuta, ci poniamo entrambe in attesa di Cristiano.
Amaranta, vestita di lussurioso rosso rinascimentale ( lei potrebbe benissimo, per amore o per odio, tenere in ostaggio non solo un bistrot ma l'intero mondo e senza lo scrupolo del gran casino che scatenerebbe) ed io, nel sempiterno tubino nero, che ha pur visto altri splendori.
Altri inviti a cena.
Altri batticuori.
La donna nera.
La donna rossa.
E, nel destino del Portoghese, ancora una volta, due donne al suo seguito.
Ma forse, questa provocazione, è contemplata nei suoi calcoli, nel mettersi alla prova, per riemergere dal pallore di un  ricordo, ritornare a rivivere ciò che egli un giorno è stato e, forse, potrebbe ancora essere: uno sperimentatore, un pioniere, un erudito della filosofia della matematica e di quella del sesso, prima di essere traslato, dal teoretico limbo del calcolo delle probabilità direttamente allo Stige del martirio.
Un apostolo errante.
Un fuggitivo.
Consapevolmente, Amaranta ed io, sappiamo di prender parte ad un'esperimento, assistenti al processo di trasmutazione della sua anima metallica in anima aurea.
Testimoni della riuscita, o del fallimento, dell'opus alchemicum, di Cristiano Diogo De Santos, conclamato martire dell'amore.

Il Portoghese, questa notte, deve aver cavalcato una stella, o un frammento di meteorite, perchè il cielo di Blogosphere si è magicamente tinto d'indaco, quando è giunto avvolto, come nella seta di una donna gelosa, nelle strette pieghe della tagelmust che gli corona il capo, e gli vela il volto, dove brillano febbrili i suoi occhi di martire.
E nessun altro, stanotte, sulla faccia della terra, è più affascinante di quest'uomo tormentato che erra, affannato, con i suoi stupefacenti peccati, ed i suoi inestricati incubi, nascosti nelle pieghe turchine della sua tagelmust.