Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

giovedì 13 agosto 2015

La bizzarria creativa che non genera mostri ma creature enigmatiche.



Sicuramente è questo attuale un periodo confuso.
Dormo di più, l'umore, senza neppure troppi sforzi, è quasi sempre improntato al positivo, nonostante le vicissitudini che hanno caratterizzato l'ultimo periodo delle mie ferie.
Ma c'è questa stanchezza mentale, che non mi riesce di superare, e contro cui mi batto, ahimè, sempre più debolmente, con la conseguenza di un rifiuto alla scrittura e alla lettura.
Così, tutto ciò che impegna l'intelletto è vissuto come una fatica, con poi gli inevitabili sensi di colpa e di frustrazione, che cerco di contrastare con proponimenti a lungo termine, quasi fossero dei farmaci a rilascio programmato.

Ma quante parole ho smarrito nel frattempo?
Avvilita prendo nota della creatività altrui: io che ero così traboccante di parole sono ridotta a ricopiare piccoli stralci dal mio blog e pubblicarle sulla pagina di Amaranta, per ricordare a me stessa che un tempo anch'io ero in grado di creare.

Tutte le mattine mi siedo al computer col proposito di scrivere, ma poi non succede.
Un lungo periodo d'inattività creativa questo che sto attraversando, anche se mi sento fisicamente bene, mi rendo conto che è comunque un benessere relativo, poiché mancante di questa parte essenziale di me.

Forse è vero che è la sofferenza a generare le cose più belle e così, quando viene a mancare, subentra il vuoto.
Ci si conforma alla routine, si accetta supinamente quella normalità che nello stato di malessere è stata posta sotto accusa, adeguandosi facilmente a quegli stessi schemi fino a quel momento rifiutati.

Inizio a pigiare sui tasti in attesa che le parole si materializzino da quella zona remota di me stessa  che in passato s'è rivelata fonte inesauribile di favolose idee, tanto più meravigliose quanto più incoerenti ed irrealizzabili.
La bizzarria creativa che non genera mostri ma creature enigmatiche.
Così lontane dalla realtà da risultare, per chiunque altro, insondabili.
Ma non per me
Marilena

lunedì 27 luglio 2015

La radice è la stessa ma i rami sono dissimili


AMARANTA
E così, in virtù del mio carattere, ho da subito messo in chiaro le cose: sono la tua alter ego, quindi non sono te. Ho una mia vita che prescinde la tua e nella quale non gradisco intromissioni. Sei tu ad aver bisogno di me e non viceversa.
Questo a sfatare la leggenda che noi alter ego siamo blocco unico con l'altro.

MARILENA
Nulla di più vero.
Diversissime io ed Amaranta, che di un'altra identica a me non avrei saputo cosa farci.
Quando lei è entrata a far parte della mia esistenza era una creatura indefinita, dotata però di un temperamento forte. Dominante.
Era quello di cui, in quel momento, avevo bisogno: un carattere e non una figura, poiché io stessa risultavo, al mio sguardo e a quello del mondo, appena tratteggiata sul filo dell'invisibilità.

LA RADICE E' LA STESSA MA I RAMI SONO DISSIMILI
Spesso mi domando se sono io ad averla concepita o è lei, creatura metafisica, che dalla lontananza di quel confine sfumato che divide, e al contempo unisce, i mondi paralleli, ha scelto me.
Risultato, questo, di una trasmutazione, quella fusione nucleare a freddo, che pur frettolosamente etichettata come pseudoscienza, è in realtà fenomeno reale, seppur relegata alla cerchia ristretta dei medium e dei visionari, in ottemperanza al fasullo teorema che ciò che non vediamo non esiste.
L'errore è appunto in quel guardare con gli occhi, ignorando deliberatamente tutto ciò che la mente, e gli altri sensi, percepiscono.


Dunque all'inizio la mia alter ego non possiede, al pari di me, una propria fisionomia: il volto nascosto nella penombra dei capelli dove solo gli occhi rifulgono di una lamina sottile di luce.
Simile ad un fiabesco animale, Amaranta non procede in posizione eretta, ma gattona, nella posizione dell'agguato, mani e piedi al suolo, silenziosa e tetra come un grosso felino all'erta, pronto a scattare al primo segnale di pericolo.

I capelli spioventi sulla faccia, gli occhi imponderabili dietro gli occhiali scuri, mi trascinavo nei miei stadi depressivi, apatica o furibonda, che altri umori non conoscevo.
Gli angeli neri e la strega, l'antro e le creature che vi coabitavano, al centro di  un paesaggio arido ed ostile (ora potrei facilmente affermare, con enfasi dottorale, che quel panorama era rappresentativo del mio malessere ma, in quel periodo, per me era la solitudine esistenziale, il relegamento coatto in un lembo di purgatorio per espiare le mie colpe reali e quelle presunte, attraverso una condanna di cui io, nel duplice ruolo d'imputato e giudice, avevo stabilito la durezza e la durata).



Nel frontespizio del mio "Diario", Amaranta è seduta  di spalle sulla riva di un mare notturno, la schiena scoperta e i capelli che s'intuiscono diramati ancora a nasconderle il volto.
E' questo il periodo dei naufragi, che spesso tornano nelle mie cronistorie.
Punto di partenza, e di ritorno, è sempre l'antro.
I naufragi sono solitari e, quando avvengono, Amaranta non è mai con me.
E' seduta, in attesa dei miei rocamboleschi rimpatri, sulla riva buia di quel mare in  eterna penombra.

Sono stati quelli i momenti di esaltazione e fallimento che sempre, ed in quest'ordine, si succedevano in maniera convulsa nella mia vita di allora.
L''affrancamento dalle catene esistenziali mi portava a salpare le ancore per avventurarmi in viaggi eccitanti, e al contempo spericolati, in nome di quell'indipendenza che, in realtà, ero ancora lontana dall'aver acquisito, e che inevitabilmente mi avrebbe condotta al naufragio.


La permanenza nell'antro, testimoniata da una non sempre facile coabitazione, mi ha indotto a mettere a fuoco, in ragione di una perentoria richiesta della mia alter ego, la  sua fisionomia, partendo dall'assunto che "la radice è la stessa ma i rami sono dissimili".
Differenze, fisiche e caratteriali, di cui ampiamente ho dissertato nei capitoli de "L'antro Della Strega" dove risaltano evidenti le nostre personali peculiarità sulle quali, entrambe, fin da subito abbiamo concordato dovessero esserci, in nome di quell'autonomia esistenziale di cui godono tutti i miei personaggi di carta.
Ma c'è una caratteristica a cui nessuna delle due ha voluto rinunciare: i capelli con la frangia.




Capelli corti o lunghi, ma la frangia ancora permane, ad attestare l'atavico potere delle leggi della genetica.
In questo primo piano di Amaranta, facente riferimento all'etichetta "Block Notes", le differenze sono più visibili, con soddisfazione di entrambe, dal momento che anch'io, oggi, al pari di lei reclamo il mio diritto all'unicità.

E così mentre acquisivo maggior conoscenza di me stessa anche la mia alter ego maturava, sempre più completa, nella sua dirompente essenza.
E lei stessa scopriva di desiderare di appartenere al mondo degli umani con la stessa intensità con cui io avevo agognato appartenere a quello delle creature metafisiche.
Ovviamente nessuna delle due potrà mai completamente appartenere all'universo dell'altra, ma in virtù di quella provvidenziale fusione a freddo che ha poi originato questa trasmutazione, l'accesso, per entrambe, è diventato possibile.


Così possibile che ora lei gestisce una pagina fb: l'eroina di carta è diventata scrittrice delle sue gesta.
Ed io, come si confà ad una madre comprensiva o ad una sorella maggiore o ad un'amica complice, sono riuscita, seppur con difficoltà, a metter da parte i  sentimenti del possesso, della paura e dell'egoismo, lasciandola libera di andare senza pretendere la sua presenza ogni volta che si presenta una difficoltà, o solo per il semplice piacere della sua compagnia.
Quell'affrancamento che Amaranta pur non avrebbe avuto nessuna difficoltà ad ottenere anche senza il mio benestare, ma che pure in nome di quelle radici comuni, ha voluto ci fosse.



Questa la sua ultima performance sulla sua pagina fb.
Sparita la frangia?
No, solo tirata indietro.
A questa peculiarità neppure Amaranta riesce a rinunciare.

martedì 21 luglio 2015

Metamorfosi di una donna immaginaria

Amaranta ai primordi
Immagine per l'etichetta " Diario"
Questa per l'etichetta "L'Antro della Strega"
Quest'altra, invece, per la raccolta "Block Notes"

La prima immagine nella pagina fb "Amaranta"
La recente metamorfosi sulla stessa pagina
In ultimo, quella che sarà la futura trasformazione

domenica 19 luglio 2015

Vacanze romane

Pomeriggio avanzato, le finestre spalancate su un panorama immoto ancora inondato di sole, dove solo giunge il rumore ovattato delle auto che scorrono sull'asfalto gommoso, mentre da una pianura immaginaria giunge il frinire di grilli e cicale, sommersi in un mare rosso di papaveri.
Il sole desertico lambisce il confine estremo tra la città reale e la prateria immaginaria, ammantandoli nello stesso fantastico crepuscolo di rame e di fuoco.
Il tramonto, che stenta ad arrivare, ha camuffato i suoi colori furtivi in strisce scintillanti di agata e acquamarina, bagliori riflessi del miraggio di una spiaggia remota.
E ancora nessuna traccia di ombra che ponga fine a questa eterna, assolata mattina.

Da domani l'inizio delle mie ferie cittadine.
Invano ho cercato in questi giorni di fuliggine solare l'energia per scrivere, che tante volte ho tentato, ma senza successo, di aggiungere altre pagine a questo mio diario on line, e non importa l'argomento, purché riuscissi di nuovo a scrivere.

Sono arrivata dunque alle mie ferie stanchissima: vicissitudini lavorative ed esistenziali, e sempre sull'orlo di un cedimento che però, malgrado tutto, sono riuscita a contenere.
Questa la mia unica, grande, solitaria vittoria.

Questo week end mi sono imposta (ma anche se avessi diversamente voluto il caldo infernale non me l'avrebbe permesso) ozio assoluto, tramite il quale recuperare le forze e spurgare la mente.
Fatica immane anche questa, paragonabile al rimettere ordine all'interno di un grande baule ingombro di ogni genere di cose: sottane, sentimenti, monili, libri, ricordi, desideri, e un paio di sandali nuovi che non mi condurranno in nessun luogo.

Ma non è il luogo che importa, piuttosto lo stato d'animo con cui s'affronta l'immaginario viaggio, ma con un obiettivo reale verso cui puntare, che per me è quello di tornare di nuovo a scrivere.
Marilena

domenica 28 giugno 2015

Universi paralleli


Gli uomini...e la loro puerile pretesa di dirti chi essere, cosa pensare, cosa fare, anche quando sei un personaggio inventato.

(Amaranta)

venerdì 26 giugno 2015

Esplorazioni & Sperimentazioni

Ti criticheranno sempre,
parleranno male di te
e sarà difficile che incontri qualcuno
al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi: vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore...
la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali.
Canta, ridi, balla, ama...
e vivi intensamente ogni momento della tua vita...
prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi....

( Charlie Chaplin )


 Inutile girarci attorno perché è agli applausi che noi tutti miriamo, ad aver successo in quello in cui appassionatamente crediamo, tanto da indurci a far ricorso a tutto il nostro sapere e, ancor di più, a inoltrarci alla ricerca di sentieri inesplorati, pur essendo consapevoli che quell'ignoto che noi cerchiamo di portare alla luce, e sotto cui apporre la nostra firma, è magari già stato contaminato da altri, subito modifiche di cui nulla mai sapremo poiché si presenta, per quella prima volta, vergine ai nostri occhi.
Ed ecco che piantiamo semi già dove altri hanno interrato il loro, e il frutto che ne nascerà sarà un ibrido che però noi, ignari, riterremo puro.

Questo per dire che è un impresa davvero ardua cercare la diversificazione, quel marchio d'autore che ci renda eccellenze in coda, però, ad una lunga fila di geni, compresi o meno, arrivati prima di noi a reclamare il brevetto per il loro innesto, in buona fede ritenuto il prototipo.

Un piccolo affollamento di personaggi strampalati, ma tutti così simili in quella esasperata diversificazione, da parere cloni gli uni degli altri, così uguali da rendere impossibile stabilire chi sia il genitore e chi il figlio.
Un caos da fiera dove ognuno espone le proprie cianfrusaglie come fossero divine reliquie, nel convincimento che prima o poi s'affaccerà alla piazza del mercato quell'intenditore capace di scovare nel comune ciarpame il gioiello grezzo.

Pura illusione.
Possibilità remota.
Ma tanto ci basta per tirar fuori il meglio, o il peggio (secondo i punti di vista) di cui siamo capaci.
Alcuni puntano su se stessi per focalizzare l'attenzione del probabile mecenate, vestendosi della propria presunta originalità, come di un abito fastoso o sgargiante, mentre altri, sempre in virtù della ricercata diversificazione, di plumbee palandrane, che però scenicamente risalteranno con la luminosità di una nube scura all'interno di un arcobaleno.
Altri, ancora, punteranno sulla propria mercanzia, sicuri dell'incontestabile genuinità del proprio prodotto, il migliore in assoluto.

Non prendo in considerazione, in questo contesto, i mercificatori e i plagiatori, pirati e truffatori, infiltrati nelle fila degli entusiasti novelli scrittori/esploratori.
Consapevolmente li ignoro, riservando a loro un ampio e successivo capitolo.

Anch'io, dunque, e non troppo modestamente, sono alla ricerca della mia diversificazione, dell'inconfondibile impronta d'autore, pur essendo consapevole che quasi mai niente si crea ma tutto si reinventa, perchè nulla è rimasto vergine, intoccato, dopo il fragoroso scoppio del Big Bang.

Ho però riservato un margine ristretto all'esplorazione dedicandomi maggiormente alla sperimentazione, creando connessioni tra il mio blog, il mio profilo fb e la pagina di Amaranta. Mi piacerebbe anche ampliare il discorso coinvolgendo altre pagine fb, strutturate come la mia, per costruire un mondo dove personaggi di fantasia interagiscono tra di loro, dando vita ad un network parallelo.
Ma sono ancora molto circoscritta per dar vita ad un simile tentativo, che sto conquistando, lentamente e a fatica, piccole zolle di territorio, dove già altri hanno immensi possedimenti.
E questo a sfatare il mito che la rete sia una sorta di astronave che può condurti dapertutto.
Troppo affollamento crea un deserto.
E come in ogni percorso ci sono le scorciatoie.
Ma io preferisco tracciare, seppur a fatica, centimetro per centimetro il mio sentiero, così da esser certa che ogni minimo avanzamento è il risultato genuino della mia intraprendenza di esploratrice.

lunedì 22 giugno 2015

FB e dintorni


Se qualcuno transita dalle parti di FB  lo invito a visitare la mia pagina, (questo è il link) e se di gradimento porvi un like (l'iscrizione è facoltativa e solo per i più  coraggiosi)

Grazie!
Amaranta

sabato 20 giugno 2015

Una donna libera è l'assoluto contrario di una donna leggera



Una donna libera è l'assoluto contrario di una donna leggera
(Simone de Beauvoir)

Entusiasta della mia nuova avventura intrapresa in FB, con la complicità della mia alter sorellina, nonché autrice di questo blog, che all'inizio pure aveva tentato, in tutti i modi, di dissuadermi.
Ed eccola, invece, lei stessa completamente coinvolta, che sono io ora a dover porre un limite alle sue ardite scorribande esplorative in territori ingannevolmente accoglienti, dove s'avventura armata solo di un piccolo coltellino nascosto nel fondo usurato dei suoi stivaletti messicani, ripescati, tra gli innumerevoli cimeli che lei gelosamente conserva come testimonianze di una qualche rilevanza storica/antropologica della sua emigrazione in Blogosphere, da quel suo vetusto, pesante baule, che da quasi otto anni si trascina dietro, colmo di cianfrusaglie, souvenir da bancarella e le  reliquie dei tanti naufragi: feticci, per lei, dotati di potere magico.

Che io sia esattamente l'opposto della mia alter sorellina, questo è ormai noto a tutti quelli che leggono questo blog, che di certo avrei fallito nel mio ruolo se io fossi stata come lei, o anche solo abbastanza simile.
Lei è intraprendente, provocatoria, eccessiva, diretta, per quanto io, invece, sono all'opposto, prudente, moderata, conciliante.
 E tra noi le differenze sono nette e sostanziali

Complementari e salvifiche per entrambe, come esplicitato in questo breve inciso di Amaranta:
"e così, in virtù del mio carattere, ho da subito messo in chiaro le cose: sono la tua alter ego, quindi non sono te. Ho una mia vita che prescinde la tua e nella quale non gradisco intromissioni. Sei tu ad aver bisogno di me e non viceversa
...e questo a sfatare la leggenda che noi, alter ego, siamo blocco unico con l'altro"

Ma in questa nuova avventura siamo davvero unite, io e la mia sorellina alter, leali e solidali l'una con l'altra, come si conviene a buone compagne di viaggio, decise a non compromettere, con piccoli egoismi e stupidi orgogli personali, il raggiungimento della meta.
...che ancora non abbiamo deciso quale sia.
Ma questa incognita, anzichè demoralizzarci, ci esalta, spronandoci verso ipotesi fantastiche, che più sono irraggiungibili più paiono alla nostra portata.

Anche se, durante il percorso, ci siamo già scontrate con l'ottusità e il pregiudizio di chi a parole si fa paladino della libertà delle donne e poi, nei fatti, clamorosamente si smentisce.
Ma è una storia antica questa, che nel vostro vecchio mondo ancora vige come regola, etica e morale, pregiudizievole nei riguardi delle donne.
Il sessismo è un preconcetto che è tutt'altro dall'esser stato debellato, e lo si vede dalle reazioni che un'immagine o una frase possono scatenare.
Questo pregiudizio poi, rilevato in quelle menti che si definiscono aperte, è ancora più stridente con il livore moralizzatore e spiccio col quale sbrigativamente definiscono la questione: se ti mostri troppo libera, troppo ironica, troppo estroversa, troppo disinibita  (ed ovviamente quel "troppo" è stabilito su basi personali, quindi opinabili)  così da poter esser definita con un giudizio mite, una donna leggera, fino a quello più pesante di puttana. In ogni caso una donna priva d'intelligenza viva, incapace di elaborare altre argomentazioni al di fuori da quelle fornite dal proprio fisico.

La solita storia di sempre: un uomo che parla di sesso è un conoscitore, una donna, invece, è una puttana.

La mia sorellina alter, come al solito, se l'è presa (nonostante le esperienze accumulate nel corso degli anni nella frequentazione dei paralleli del reale e in quelli del virtuale) ancora ingenuamente stupita della prontezza con cui certuni ti puntano il dito contro, come fosse una pistola, per uccidere la tua intraprendenza e la tua libertà.
BANG!
Anche stavolta il colpo è partito, ma la pistola fumante era nelle mie mani.
E per il denigratore non c'è stato scampo.
Amaranta

lunedì 8 giugno 2015

Un meraviglioso fiore carnivoro


 Amaranta è già tornata da qualche tempo, ma ero troppo arrabbiata con lei, e con me stessa, per parlarne.
E pensare che ho desiderato così tanto il suo ritorno, quasi fossi una malata in attesa della chiamata per il trapianto di un organo.
E lei è un mio organo vitale, seppur instabile (ma non lo sono anch'io?), cosicché una volta è cuore e l'altra polmoni, ma tranquillamente può essere il mio fegato o i miei reni.
Essenziale alla mia vita.
E alla mia scrittura.
La sua personalità, prevaricante e incontenibile, la rende simile ad una meravigliosa pianta carnivora: attratta dai suoi colori lussuriosi le svolazzi intorno per colmarti gli occhi dell'incanto dei suoi fiori, simili a graziose campanelle purpuree, con le piccole bocche spalancate alla luce, per ritrovarti l'attimo dopo intrappolata nel velluto delle loro gole.

Ancor più facile l'inganno ora che non abito più una landa deserta ma questo intricato, promiscuo Eden, dove le farfalle si mimetizzano con l'aria e i lombrichi con la terra, solo per potersi amare indisturbati.

Così  lei è tornata mostrandosi  felice del nuovo luogo abitativo, seppur Amaranta non ha difficoltà di adattamento, al contrario di Iggy, ostile a qualsiasi novità o qualsivoglia modifica, che appollaiato sulla sua spalla, simile ad uno strambo pappagallo, impreparato alla nuova location, ha iniziato ad agitarsi alla sua maniera psicotica.
 Ed è proprio da questo agitamento di Iggy che è nata subito, tra me e lei, l'ennesima incomprensione.
Io le ho rimproverato, come spesso accade in questi frangenti, la sua mancanza di pazienza a gestire un soggetto così squilibrato, e la sua incomprensibile ostinazione nel continuare a volersene prendere cura.

 - Lui sta con me! -
E con questa risposta perentoria mi toglie ogni diritto di replica.

- Ho una passione innata per i soggetti difficili ed i casi disperati. Non mi prendo cura anche di te? -
Aggiunge, baciandomi sulla bocca.

E allora  il mio cuore ha ripreso a pulsare al giusto ritmo.
Trapianto riuscito.

AAA Alter ego cerca alter ego, scopo amicizia fb


AAA Alter ego cerca alter ego per scopo amicizia fb.
No ologrammi.
No avatar.
No perditempo.
No Renziani.
Requisiti richiesti: intelligenza, cultura, savoir faire.
Fervida immaginazione.
Spiccata ironia.
Propensione alla complicità
Una bella voce.
Ottima conoscenza della lingua francese e spagnola.
Automuniti.


 Marilena - Su FB? Ma tu sei un alter ego, materialmente non esisti e quindi non puoi disporre di un account!
Amaranta - Io sono qui a smentire questo  tuo ridicolo pregiudizio.


(Amaranta - link fb)