Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

mercoledì 13 agosto 2008

La porta di pietra

Anteprima


Se penetri la porta di pietra potrò mostrarti, nel ghigno cerebrale, il lato dolce dell'isteria.

martedì 12 agosto 2008

Sintomi

Ci sono di nuovo tutti i sintomi: apatia, spossatezza, deconcentrazione, insonnia ed aggressività.
La mia indipendenza dai farmaci è davvero molto limitata, senza lo stordimento programmato ogni giorno è un'avvicinarmi sempre di più alla bocca nera dell'antro e, quanto prima, ne sarò di nuovo inghiottita.
Cosa cazzo speravo di fare? La depressione è una compagna fedele e ostinata che ti accompagna per tutta la vita ed il mio è stato solo un patetico tentativo di depistaggio anche se, per un lungo momento, ho creduto davvero di potercela fare.
Ho creduto alla forza della scrittura, al potere della musica, alla mia voglia di esserci nonostante tutto, all'aiuto dosato dei farmaci: ho stupidamente tentato di scalare con le unghie una piramide di cristallo. Carica di entusiasmo ho abbracciato per un lungo momento quella superficie scivolosa con tutta la forza del mio corpo, diventandone un tutt'uno: la mia testa ad un passo dalla cima, ho rivisto dopo tante notti la possibilità di un'alba.
Ma i sintomi ci sono di nuovo tutti e non mi è possibile ignorarli. Sono dentro di me con tutta la loro brutale pesantezza. I sensi di colpa mi stanno schiacciando: colpevole anche di scrivere questo blog. In realtà il mio grande errore è stato quello di renderlo pubblico a chi mi conosceva ma al momento in cui ho iniziato a postarci ero talmente carica di entusiasmo di non averne soppesato le inevitabili conseguenze anche perchè, inizialmente, doveva essere una semplice raccolta di racconti e considerazioni molto meno intime, non di certo il mio diario.
In questo contesto le persone che mi conoscono (non tutte ovviamente) sono state devastanti al contrario di chi, invece, non conoscendomi personalmente ha avuto riserbo e rispetto per me, attestandomi simpatia e solidarietà attraverso e-mail e qualche commento.
In quest'ultimo periodo ci scrivo in maniera ossessiva perchè ho paura di perdere, come mi è già accaduto nel passato, la capacità di concretizzare, attraverso le parole, i pensieri. Ho questo folle terrore d'iniziare a pensare di nuovo al rallentatore in quello stato di sonnolenza catatonica che distacca dalla realtà. E' la stessa paura che deve aver provato mia madre quando si è accorta di non saper più scrivere il proprio nome. Ecco, allora, che mi lascio invadere dalla frenesia della scrittura perchè devo lasciare tracce di me, della mia esistenza, del mio passaggio, perchè ho il timore di perdermi e di non riuscire a ritrovarmi più.
Marilena
PS - Potrei chiudere questo blog e riaprirlo di nuovo in forma anonima, ma per me non sarebbe più lo stesso perchè qui ci sono tracce del mio entusiasmo iniziale e delle mie aspettative, uno nuovo sarebbe solo una copia sbiadita e da subito agonizzante.

Anteprima

domenica 10 agosto 2008

Una scelta d'amore

Sono compressa in un sottovuoto mentre i miei nervi pulsano violentemente come in preda a crampi.
Mi manca l'aria e ho difficoltà di respiro.
Mi sento allo sbando.
Come farò ad affrontare questa giornata?
La rabbia di ieri non si placa, anzi, la sento ancora più forte ed esasperata......un fiume che rischia di tracimare travolgendo tutto. Ho davvero paura di questa sensazione che mi riporta a un deja vu devastante e non troppo lontano.
Tutto il lavoro fatto in questi ultimi tre anni......non posso permettermi di mandarlo a puttane, nemmeno per amore. Tornare indietro non mi è possibile e soprattutto non voglio più essere quella di un tempo. Eppoi continuo a chiedermi che razza di amore è quello che ti costringe alla difensiva, a doverti continuamente giustificare, a chiedere scusa, che ti tiene compressa sotto tensione emotiva e riduce le tue ragioni ad un balbettio incoerente e nello stesso tempo ti obbliga a sottoscrivere un copione.
Sono stanca ed ora anche annoiata.
Io sono io e non intendo essere altro.
Se mi poni davanti alla scelta di stare con te o essere me stessa non ho dubbi perchè scelgo di continuare ad essere io e dal momento che, nonostante tutte le ragioni e i discorsi e le motivazioni che pazientemente, e a discapito del mio sistema nervoso, ho cercato di dare questo discorso non è stato recepito.
Reclamo il mio diritto ad esistere indipendentemente dalle aspettative e dai bisogni degli altri.
Scelgo la libertà di essere e di esprimermi, quindi scelgo di esistere.
Non tornerò indietro nel periodo buio delle lamette.
E' anche questa una scelta d'amore.
Marilena

Anteprima

Dov'è lo sbaglio?

Smetti di tormentarti le mani, il tuo sistema nervoso ora è andato in tilt perchè stai vivendo quella cazzo di telefonata con tutto il profondo senso d'ingiustizia che tu ci senti (non ridimensionarlo e non provare neppure a giustificare chi non vuole proprio capire le tue esigenze)
Ascolta sorellina tu la devi assolutamente smettere di preoccuparti di quello che possono o non possono causare le tue parole......e non mi sembra che tu scriva chissà cosa.
Dov'è tutto questo gran problema?
Hai scritto di un momento di disagio, di solitudine.
Dov'è lo sbaglio?
Cerca di respirare lentamente, non devi sentirti in colpa per questo o per non essere subito corsa al telefono a raccontarlo.
Qui stiamo parlando di forza e d'intelligenza, stupido chi ti accusa del contrario.
Respira Mari e cerca di smontare la rabbia forte che senti per questa ennessima ingiustizia.
Incomprensioni alimentate e stupidamente fomentate nonostante le innumerrevoli spiegazioni, ma perchè devi essere sempre e solo tu a capire, a modificarti, a chiedere scusa?
Scusa poi di cosa?
Di essere stata male e aver comunque superato quel disagio, di esserti avvalsa dello spazio di un blog per sputar fuori l'amaro, di non aver voluto rovinare le vacanze a nessuno?
Perchè non si apprezza la tua forza invece di reclamare la tua debolezza?
Piangi di rabbia perchè ti senti impotente, odi te stessa per aver dovuto subire quest'ultima ingiustizia, perchè ora vorresti vomitare la mostruosità che si sta gonfiando nella tua bile e sguainare le unghie per poi farla a pezzi.
Piangi Mari, batti i pugni sui muri e sbatti pure a terra gli oggetti, ma non provare a distruggere te stessa. Sono le persone che dicono di amarti che dovrebbero fare uno sforzo per capirti e non essere sempre tu a doverti giustificare.
Amaranta
P.S - Giuro che t'impedirò con ogni mezzo di cancellare questo fottutissimo post

Anteprima

Sacred

Sacro per me questo blog dove non rendo pubblica la mia interiorità ma solo quella parte che io decido possa essere espressa.
Il mio profondo rimane unicamente mio: inviolabile.
Non cerco nè comprensione nè condivisione, qui vomito il mio malessere, qui mi rigenero.
E' così difficile da capire che in questo spazio riesco a star bene anche quando sto davvero male?
Ho qui tutto quello di cui ho assoluto bisogno in determinati momenti: la musica, la tastiera, le parole.
Questo è il mio luogo sacro.
Divieto d'accesso alla polveriera per chi teme la faccia cattiva dell'angelo.
Marilena
PS - Da oggi in poi non cancellerò più nulla di ciò che scrivo, nè mi preoccuperò di ferire troppo la sensibilità di chi legge.
Questo blog è nato da mie particolari esigenze e merita per questo rispetto.
Troppe volte ho censurato o addomesticato i miei scritti per altro nella consapevolezza di star commettendo, così, un errore.
Qui parlo di me, non si è obbligati a leggere e se lo si fà esigo rispetto per ciò che, di gradevole o sgradevole, io possa scrivere.


Anteprima

sabato 9 agosto 2008

Paranoia


Sto fondendo di brutto, appena tornata dal mare ho iniziato a respirare male e a sentire dentro quel vuoto pazzesco che annebbia le mie percezioni: mi sono spogliata di getto ed ho iniziato ad annusare il mio vestito, avevo bisogno di sentire il mio odore, di ritrovarmi. Ho acceso a palla lo stereo perché non venisse coperto dal getto della doccia, e sono rimasta seduta a terra lì, sotto la cascata tiepida dell'acqua. Grande sforzo per uscire fuori e asciugarmi grattando via rimasugli di spiaggia fino a quando ho sentito la voce lamentosa di Iggy perso in qualche anfratto del mio appartamento, rimasto intrappolato chissà dove.
Il piagnucolio del killer-salamandra mi ha riportato di getto nella mia claustrofobica realtà.
Dovrei aiutarlo ma non ho il coraggio di aprire l'armadio e cercare nel fondo, scavando nel legno e poi nel pavimento fino a scendere giù nella gola buia che è l'antro dove lui dimora.
Più tardi, forse, riuscirò a sbloccare la situazione perché ora ho assoluto bisogno di placare in qualche modo questa inaspettata paranoia che mi attorciglia lo stomaco.
Marilena
PS - Dove diavolo sei Amaranta?
Dove cazzo è finita tutta la gente?
Unintended dei Muse...non riesco ad ascoltare altro.
Ma chi, oltre me, si lascerà trasportare dell'ossessione di questo brano ripetuto all'infinito e a volume altissimo nel palazzo deserto?
Marilena

venerdì 8 agosto 2008

Notti Estive

 .

Detesto l'agosto e la città privata della sua anima perché, in questi giorni, rischio fortemente di perdere anche la mia.

Il freddo nel cuore contrasta con il sudore della pelle: solo il blu notturno riesce a dare un po' di respiro al trasudo scivoloso degli oggetti e alla promessa di refrigerio, brevemente mantenuta, dalla bottiglia appannata di una birra.
Il giorno scivola via lento, e la notte...mai davvero buia, mai davvero amica, la consumo cercando di comporre sulla tastiera del computer melodie che quasi mai diventeranno vera musica.
Troppe luci in queste notti estive: il cielo di Roma, incredibilmente pieno di stelle, minaccia di invadere il buio caldo di questa stanza dove anche il riverbero d'ambra della bottiglia di delicious, nell'alone incandescente della lampada, ha ardenti bagliori di sole.
La musica...c'è solo il potere assoluto della musica a far si che i miei pensieri non diventino troppo ossessivi e si mantengano su quel loro strano, ma controllabile stato, di paranoia estiva.
Marilena


mercoledì 6 agosto 2008

L'assassino

L'assassino mi è scivolato accanto, senza rumore, nel buio del sonno.
Si è sdraiato al mio fianco, barriera insormontabile tra la sponda del letto e la salvezza della porta.
Nel silenzio solo il fruscio freddo della pistola lungo le mie gambe.
Il mio urlo è catturato dai suoi tristi occhi cattivi.

martedì 5 agosto 2008

Accettare l'inganno......

Ho rimosso la barriera, amore mio, mi è costato farlo perchè parlava del disagio della mia anima e lo faceva tramite le sensazioni di quel momento: cattive, nevrotiche, esasperate. Mi costa togliere ciò che scrivo anche se sono cose poi superate nel tempo perchè per me hanno valore di testimonianza e di ricerca introspettiva, mi aiutano a capirmi meglio e ad analizzare l'evolversi delle situazioni. Sono pietre miliari lungo il mio percorso e lo so che è difficile da capire l'amore ostinato che nutro per qualunque cosa io scriva e la mia ritrosia poi nel rimuovere, ma sono, nel bene e nel male, realissime sensazioni dei miei sentimenti trascritte nel momento stesso in cui le provo.
Stanotte ho rimosso una barriera che di certo ti feriva, perchè sono consapevole che niente fa più male che continuare a leggere di dolore o d'incomprensione dal momento in cui questo è stato superato e ci si appresta, con animo nuovo e più ben disposto a riscrivere, con termini più leggeri, i futuri passaggi della nostra storia.
Eppure io ostinatamente amo ogni frase da me scritta, anche la più ostile, perchè nasce monda da ogni subdolo tentativo di ricatto morale o dal voler far prevalere ad ogni costo le mie ragioni: qui, è ovvio, viene comunque espresso il mio modo di sentire e di vivere le situazioni e i sentimenti senza contradittorio. Egocentrica e colpevole di smodato protagonismo...... solo in apparenza, in realtà io ausculto il mio mondo interiore e lo confronto con quello di superficie attraverso un crudo processo di analisi che è caratterizzato, ovviamente, dalla mia personalità e dai miei punti di vista che qui emergono incontrastati, ma che appartengono comunque alla logica di questo blog, autobiografico ed intimo e, quindi, niente affatto neutro.
Ma, in ultima analisi, non mi sembra di descrivere neppure me stessa troppo benevolmente, convinta come sono che scrivere di se stessi è come farsi un autoritratto in cui non si dovrebbero mai correggere e, tantomeno, cancellare le proprie imperfezioni, ridisegnandole attraverso un sapiente gioco di luci e di ombre, mediante il quale si vanno ad abbellire i caratteri marcati del viso, si ammorbidisce la linea dura della bocca o si alleggerisce la pesantezza degli occhi.
Accettare l'inganno da noi stessi costruito è infantilmente barare.
Marilena

Anteprima

venerdì 1 agosto 2008

Nevrosi latente

Sono fortemente agitata stanotte, scomparso il sonno ho riacceso il computer e sto qui a sudare davanti al suo schermo in questa stanza senza correnti, preda del mio io, istintivo e assetato di giustizia e terribilmente incazzato nei miei confronti perchè, anche se sono sempre più stanca ed annoiata di dover ancora controribattere ad argomenti completamente sviscerati e che dovrebbero aver trovato una loro giusta accettazione e collocazione, sto ancora a giustificarmi e a chiedere scusa per non essere io come si vorrebbe che fossi.
Si è ridestata così la mia nevrosi latente, arginata nel suo straripare solo dall'ostinazione della mia ferrea volontà di non farmi trascinare nel vortice del ciclone dal mio io, istintivo e scalciante, assetato di un pò di giustizia.
Eppure ancora mi controllo (e senza l'aiuto dei farmaci, a volte, è davvero difficile), mi limito, medio e, la cosa peggiore di tutte, mi giustifico e chiedo scusa per essere io, ma dentro di me sento tutta l'ingiustizia per non essere accettata per come sono davvero e arrabbiata verso me stessa per sottostare, invece, a tutto questo.
E sono stanca, soprattutto, di dover essere quello che gli altri vogliano che io sia....e va bene non ho più il tono giusto e intuitivo che avevo nel passato e faccio fatica a volte nello spiegarmi ma anche tutto questo gran parlare mi annoia e mi sfinisce. Poi, di frequente, capita anche che faccia confusione, date ed eventi si mischiano o addirittura si cancellano nella mia testa, e compio sforzi assurdi per non farmi prendere dalla paranoia quando spesso mi accade di non ricordare nella sequenza esatta o, peggio, di non ricorare affatto. E' una tortura per me scavare nella mente e sentirmi incalzata e non saper addurre le giuste motivazioni perchè non ricordo più nell'ordine corretto e sono alla mercè delle parole e dei numeri e mi sento inchiodata ad un muro incapace di frasi vere, solo balbettii e scuse per quella che può sembrare omertà ma in realtà è solo devastazione mentale.
Tutto questo mi esaurisce, mi fa sentire sbagliata e inaffidabile, riacuisce le mie vecchie insicurezze e mi costringe a lottare per poter riaffermare la mia credibilità di essere umano e di donna i cui sentimenti vengono costantemente vivisezionati e scrupolosamente passati al microscopio e, infine, sottoposti ad' esame autoptico per accertarne la veridicità.
Poveri sentimenti straziati dal bisturi chirurgico e, in ultima analisi, neppure fino in fondo creduti!
Divento nevrotica e sento il respiro soffocarmi nella gola e vorrei urlare, come ho fatto un tempo, e non accettare più questa "infelicità" che mi viene sommistrata a piccole, ma letali dosi, eppure ancora testardamente mi ostino nel voler davvero credere a questa storia calpestando me stessa nel momento in cui, invece, sarebbe forse più opportuno dovermi perentoriamente impormi.
Nel corso degli anni e sulla mia pelle ho capito che prima ancora di amare bisognerebbe imparare ad essere felici di quello che si ha nel momento stesso in cui lo si ha e non a vivere con la paura folle che, un domani, tutto questo possa finire perchè è così che, inevitabilmente, si uccide l'amore.
Marilena
PS - Guardami, forse sono la persona più imperfetta di questo mondo ma sono sempre io, accettami, infine, per quella che sono.

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