Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.
domenica 28 aprile 2013
Quanto vale la vita di un uomo?
Ci sono due categorie di uomini: quelli da proteggere e quelli che si devono esporre per proteggere.
Evidentemente la vita umana ha valore diverso secondo il posto che si occupa nella gerarchia sociale, se poi trasliamo il paragone agli stipendi percepiti, allora è davvero tutto chiaro: uomini pagati con poche migliaia di euro che, per modalità di servizio, devono esser consenzienti a mettere a rischio la propria vita per difendere quella "preziosa" di chi occupa un incarico di rilievo, oltretutto spropositatamente retribuito.
VISTO CHE QUESTO E' DAVVERO IL MASSIMO GRADO DELL'INGIUSTIZIA INVERTIAMO ALMENO LE PARTI DANDO LO STIPENDIO DEI NOTABILI AI POLIZIOTTI, PERCHE' SONO LORO A CORRERE IL RISCHIO DI FINIRE LA VITA ACCOPPATI SU UN MARCIAPIEDE!
E BASTA CON LA STOMACHEVOLE RETORICA SUGLI EROI!
giovedì 25 aprile 2013
La noia della pornografia ma anche di una certa letteratura erotica
"Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso"
"Meno poesia" diceva la voce al telefono "Sia specifica"
"Ma c'era davvero qualcuno capace di trarre piacere dalla lettura di una descrizione clinica? Il vecchio non sapeva dunque che le parole fanno entrare nella carne colori e suoni?"
"Il sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia......
(Delta di Venere - Anais Nin)
Parto da questo punto per una mia breve disquisizione sulle difficoltà di narrare l'erotismo evitando la pornografia, ma anche la noia.
Perché la noia, seppur determinata da fattori diversi, s'annida anche nella colta letteratura erotica.
Ovviamente è la mia visione personale che si basa su null'altro che la mia sensibilità, le mie esperienze e le mie letture.
I termini, noia ed erotismo, raramente vengono accomunati, che da sempre il nostro immaginario, è permeato dalla visione di una vitalità sessuale fantastica, appassionata, trasgressiva e poetica.
E, se nella vita reale può accadere che sia davvero così, in virtù delle esperienze e delle sperimentazioni, attraverso le quali ognuno di noi s'appresta ad esplorare la materia, varianti incluse, accingersi a raccontarlo nella descrizione delle emozioni e delle sensazioni, è difficilissimo.
Tale obiettivo, apparentemente, lo raggiunge più facilmente il racconto pornografico, attraverso immagini sessuali esplicite supportate da un linguaggio intenzionalmente spinto ed esasperatamente provocatorio, i suoi stilemi, alquanto elementari s'avvalgono delle immagini, e dei moderni supporti multimediali, così da riuscire ad illudere il fruitore nell'inganno di uno scambio attivo.
Non più solo voyeur, ma protagonista.
C'è una differenza sostanziale tra erotismo e pornografia, la stessa che intercorre tra un'essenza pregiata ed un'acqua colorata: la prima contenuta in una preziosa bottiglina di cristallo ambrato, l'altra in un vetro trasparente.
La diversità è già nella confezione: la trasparenza immediata del vetro, il cui scopo non è celare ma piuttosto mostrare il prodotto, offrire la carnalità subitaneità dell'immagine, saltando i passaggi intermedi di tutte le altre misteriose sfumature racchiuse, invece, nel vetro ambrato, promesse di effluvi da cui farsi lentamente permeare per raggiungere l'estasi solo dopo aver sperimentato l'inedito.
Perché nella pornografia non è contemplato il tempo della sperimentazione: la masturbazione è il risultato immediato.
Al contrario della pornografia, dove perno vitale è l'esplicitazione, letteraria e visiva, a favorire la realizzazione di un piacere immediato, la letteratura erotica, invece, s'avvale della poesia come di una garza a schermare dettagli troppo crudamente vividi, sublimandosi nella propria rarefatta materialità, ed indulgendo in una sorta di lirico, consapevole, narcisismo
Il risultato, spesso, è quello di una narrazione referenziale, esasperante e noiosa.
Così come altrettanto noiosa è quella elementare e rozza della pornografia.
"Meno poesia" diceva la voce al telefono "Sia specifica"
"Ma c'era davvero qualcuno capace di trarre piacere dalla lettura di una descrizione clinica? Il vecchio non sapeva dunque che le parole fanno entrare nella carne colori e suoni?"
"Il sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia......
(Delta di Venere - Anais Nin)
Parto da questo punto per una mia breve disquisizione sulle difficoltà di narrare l'erotismo evitando la pornografia, ma anche la noia.
Perché la noia, seppur determinata da fattori diversi, s'annida anche nella colta letteratura erotica.
Ovviamente è la mia visione personale che si basa su null'altro che la mia sensibilità, le mie esperienze e le mie letture.
I termini, noia ed erotismo, raramente vengono accomunati, che da sempre il nostro immaginario, è permeato dalla visione di una vitalità sessuale fantastica, appassionata, trasgressiva e poetica.
E, se nella vita reale può accadere che sia davvero così, in virtù delle esperienze e delle sperimentazioni, attraverso le quali ognuno di noi s'appresta ad esplorare la materia, varianti incluse, accingersi a raccontarlo nella descrizione delle emozioni e delle sensazioni, è difficilissimo.
Tale obiettivo, apparentemente, lo raggiunge più facilmente il racconto pornografico, attraverso immagini sessuali esplicite supportate da un linguaggio intenzionalmente spinto ed esasperatamente provocatorio, i suoi stilemi, alquanto elementari s'avvalgono delle immagini, e dei moderni supporti multimediali, così da riuscire ad illudere il fruitore nell'inganno di uno scambio attivo.
Non più solo voyeur, ma protagonista.
C'è una differenza sostanziale tra erotismo e pornografia, la stessa che intercorre tra un'essenza pregiata ed un'acqua colorata: la prima contenuta in una preziosa bottiglina di cristallo ambrato, l'altra in un vetro trasparente.
La diversità è già nella confezione: la trasparenza immediata del vetro, il cui scopo non è celare ma piuttosto mostrare il prodotto, offrire la carnalità subitaneità dell'immagine, saltando i passaggi intermedi di tutte le altre misteriose sfumature racchiuse, invece, nel vetro ambrato, promesse di effluvi da cui farsi lentamente permeare per raggiungere l'estasi solo dopo aver sperimentato l'inedito.
Perché nella pornografia non è contemplato il tempo della sperimentazione: la masturbazione è il risultato immediato.
Al contrario della pornografia, dove perno vitale è l'esplicitazione, letteraria e visiva, a favorire la realizzazione di un piacere immediato, la letteratura erotica, invece, s'avvale della poesia come di una garza a schermare dettagli troppo crudamente vividi, sublimandosi nella propria rarefatta materialità, ed indulgendo in una sorta di lirico, consapevole, narcisismo
Il risultato, spesso, è quello di una narrazione referenziale, esasperante e noiosa.
Così come altrettanto noiosa è quella elementare e rozza della pornografia.
lunedì 22 aprile 2013
Un cuore in inverno
BLOG, il mio figlio obeso e nichilista, sta sempre più distaccandosi da me guadagnando ogni giorno un quadratino d'indipendenza, centimetri che presto muteranno in metri e poi chilometri e poi, ancor di più, distanza siderale, finchè sarà irraggiungibile ed io dovrò così rassegnarmi a questa sua partenza e smetterla di disfare, mentre egli dorme, quella sua valigia già pronta sulla soglia e che lui, con pazienza e senza rimproverarmi, ricompone nuovamente al risveglio, lasciando la porta della sua stanza aperta affinchè io prenda atto delle sue intenzioni e, alla fine, me ne faccia una ragione: mi sta generosamente dando del tempo.
...e qui, nell'antro, mai primavera è stata così silenziosa ed incolore!
La solitudine e lo smarrimento dei suoi abitanti è nel passaggio silenzioso da una stanza all'altra, privati perfino della volontà di colloquiare per ritrovare un valida ragione di coesione per cui motivare la loro permanenza in questa landa deserta, e da loro stessi disertata.
La primavera qui non arriva o, forse, è solo il mio cuore ad essere prigioniero dell'inverno.
domenica 7 aprile 2013
Sesso in linea
Il sesso on line è stato ormai, da un bel po' di tempo, sdoganato dal novero delle pratiche sessuali non convenzionali, soprattutto con la diffusione di massa delle chat line e delle web camera.
E' questa una esperienza da cui si possono trarre piacevolissime soddisfazioni, in particolare se si è predisposti a quel genere di narrazione dove le minuzie descrittive assolutamente contano, soprattutto per quel che concerne gli odori e i sapori che alla distanza non possono esser condivisi, così come le sensazioni tattili, in mancanza delle quali si deve supplire con la persuasione della voce ed il realismo della trama.
Se siete però nuove a questa pratica consiglio un minimo di preparazione per evitare inopportuni mutismi o pause fuori luogo, che potrebbero determinare una improvvida caduta della tensione sessuale, insinuare il sospetto di un'insufficiente partecipazione emotiva o, ancor peggio, fomentare la sensazione di un gioco solitario.
In questo contesto, quindi, sono assolutamente banditi i provincialismi psicologici e la balbuzie delle parole.
Meglio affidarsi, allora, ad un canovaccio preventivo, con l'assegnazione già stabilita dell'interpretazione di un personaggio o nel ruolo di voi stesse.
La disinibizione è d'obbligo
In questo ambito la timidezza non è un punto di forza, così come potrebbe esserlo in un'altra situazione, poiché qui tutto si basa sulla scioltezza del linguaggio, concedendo ampi spazi alla sfrontatezza ed alla fantasmagoria del racconto: la disinibizione è d'obbligo.
Un ambiente predisposto, luci soffuse ed una musica di sottofondo; un abbigliamento sexy (evitate pigiamoni, vestagliette, tute, abiti da casa) biancheria raffinata o total nude ma, soprattutto, voglia di buon sesso.
...e non è un particolare secondario, questo, se volete anche voi esser coinvolte, e non soltanto prestare la voce e le idee, per evitare al vostro partner la sensazione di una solitaria pratica di masturbazione.
Quindi il vostro racconto erotico deve corrispondere ai gesti e alle sensazioni, che da questi scaturiscono.
La sessualità maschile è molto più semplice di quella femminile: eccitazione, orgasmo ed appagamento, sono più immediati da raggiungere mentre una donna necessita di tempi più lunghi e modalità più complesse.
Non è quindi fondamentale giungere insieme all'orgasmo, (nel sesso on line è anche più difficile), ma arrivarci in tempi diversi, prolungando i piaceri del gioco, risulta perfino più soddisfacente.
Liberare le fantasie
Liberare le fantasie dell'eros è rivelarsi e spudoratamente concedersi, così come non sempre avviene in un rapporto di letto, vis a vis, dove entrano in gioco fattori limitanti quali l'insicurezza o la paura di essere giudicati.
Il contatto della seta sulla pelle vi stimolerà, ad esempio, a condividere con lui le sensazioni che voi provate allo stesso modo che la scollatura di un abito, o uno spacco strategico, possono introdurlo a sbirciare nel vostro mondo più intimo, mentre, in presa diretta, gli confiderete i vostri turbamenti.
Imparerete ad essere consapevoli dei vostri umidi piaceri e condividerli con lui dall'altra parte del filo
...e ad innescare la miccia può essere un suggerimento birichino, una richiesta cruda, un aggettivo hard, una frase ad effetto, per infiammarlo ed infiammarvi, perché non siete soltanto la voce narrante di una sceneggiatura hot ma, piuttosto, la protagonista principale.
Naturalmente se il vostro lui ha una felice vena narrativa (gli affabulatori sono i maschi migliori in assoluto) di sicuro conserverete di questa serata al telefono il ricordo di una esperienza esaltante.
Sfatiamo un pregiudizio
Sfatiamo, quindi, il pregiudizio che il sesso al telefono sia squallido, poco romantico e niente affatto intrigante, dal momento che queste tesi vengono di solito propugnate:
- da chi non ha esperienza diretta dell'argomento.
- da chi è molto bigotto o sessualmente poco fantasioso
- da chi è avvezzo, nelle pratiche sessuali, ad usare solo l'organo della vista a discapito di tutti gli altri.
- da chi ignora la letteratura erotica.
Non ci saranno le sue mani ad accarezzarvi, ma la sua voce.
Non condividerete il letto, ma uno spazio molto più vasto: quello della fantasia
Se siete già una coppia di lungo corso sarà estremamente eccitante riscoprirvi in un racconto inedito di parole, sussurrate o sfrontate, carezzevoli o imperative, perché sarà la vostra voce, spogliata di ogni inibizione, a dettare i gesti, solleticare le voglie, acuire i sensi, costruire la trama e la scena.
Se invece siete solo partner occasionali...quale miglior situazione di questa per rivelarvi?
mercoledì 3 aprile 2013
Ballo in maschera
...e non è di certo al mascheramento carnevalesco quello a cui, con questo post, faccio riferimento ma, piuttosto, ad una commedia degli equivoci, consapevolmente recitata su un copione accuratamente redatto, minuziosamente articolato, che assolutamente non consente riscritture.
Dilettantismo ed improvvisazione non sono, in questo contesto, da prendersi in considerazione.
Se dovessi proporvi una scenografia di sicuro opterei per quella raffinatissima del film di Kubrick " Eyes Wide Shut": abbondanza di specchi ed ambienti luminosi, perché nessun particolare di questo straordinario, e privatissimo ballo in maschera, deve restare nell'ombra.
...motivo per cui, premetto da subito, una recita di tale spessore non è per tutte, neppure facendo leva su sensibilità e passione istrionesca, doti geneticamente insite nella stragrande maggioranza di noi donne quando, fin da bambine, mostriamo una propensione sfacciata, e squisitamente femminile, all'inganno seduttivo.
E, se gli strumenti materiali per questa piece non sono impossibili da reperire, l'impianto recitativo, concernente l'alta qualità interpretativa richiesta, non è altrettanto scontato: la predisposizione non basta
Quindi non accingetevi a questa rappresentazione se non siete più che sicure di voi stesse.
Questa scenografia impone magnificenza in ogni dettaglio: l'abito deve essere sontuoso e straordinariamente seducente; consiglio i capelli raccolti per dar maggior risalto ai gioielli, di cui dovrete risplendere per stimolare quei pensieri peccaminosi che sempre scaturiscono alla visione di un collo sottile, sfacciatamente esposto alle voglie proibite di un amante.
Il vostro talento, mie care signore, è nel fargli credere che siano sue le mosse conseguenti quando, invece, la regia sarà unicamente vostra: a lui gli applausi, a voi la gloria.
Profusione di candele, lampadari, gioielli, e specchi...tanti specchi, disseminati ovunque, per dilatare gli spazi e vivere la duplice fantasia di essere, nel contempo, spettatori ed interpreti di quelle disinibite fantasie di esibizionismo, e voyeurismo, che piacevolmente stuzzicano l'immaginario sessuale.
Siete voi l'esibizionista, la predatrice che mostra, dall'apertura provvidenziale del suo mantello stellato, il nudo candore di un seno o quello, ancor più mozzafiato, del pube esibito nature, incastonato nella sottile cornice del reggicalze di pizzo e lustrini, come un gioiello sorprendente e prezioso, offerto al suo sguardo.
Ricordate che voi siete l'abito e quello che l'abito contiene.
Siete l'ostrica e la perla.
Costruite il vostro racconto erotico sulla scia della fantasia dettata dai vostri desideri più segreti, quelli che ritenete inconfessabili e sui quali, con dovizia di particolari, fantasticate nei momenti di autoerotismo.
L'eros femminile sa essere travolgente, e molto più disinibito di quel che si è soliti immaginare, e le visioni allo specchio ampliano le sensazioni, moltiplicano le emozioni, ed ispirano alla sperimentazione di performance più che audaci.
Partiamo dall'assunto che, in qualche modo, esibizionisti e voyeur, consapevoli o meno, lo siamo tutti, non per amore della poesia ma per puro stimolo sessuale.
Guardare e mostrarsi: è questo che avviene nel sesso.
Ovviamente se lo spettacolo ci piace e se ne siamo coinvolti.
...e se la trama non è scontata.
PROBABILI TRAME
Un ballo in maschera: un occasione che più di ogni altra si presta alla sperimentazione delle fantasie sessuali più disinibite.
L' Alter Ego
Una mise maschile comporta un travestimento forse più scontato ma, di sicuro più facile, per organizzare una cena intima in un bel ristorante. Sostenere la recita davanti ad un pubblico, sia pur inconsapevole, è davvero eccitante. Passato il primo momento di smarrimento del vostro compagno (ovviamente la sorpresa è il fattore principale), scoprirete le conturbanti delizie di questo gioco di ruolo. E, se temete che il vostro partner la prenda male...naaaaaaa, sarà suo malgrado irretito perché l'ambiguità, nel gioco sessuale, è sempre un fattore altamente provocante e stimolante.
L' Esibizionista
Un abito meraviglioso usato come l'impermeabile di un esibizionista, pretesto per esibire, e sorprendere, con metodi pirateschi, la vostra sessualità e stordire, con quest'audacia, il partner. Evitate di mettere in scena tale rappresentazione se lui è alla guida dell'auto o sta attraversando la strada.
La Voyeur
Ruolo insolito per una donna. Se lo sapete condurre, il gioco risulterà straordinariamente eccitante per entrambi. Luci soffuse, ma non troppo, perché gli specchi devono adempiere alla loro funzione. Invogliate il vostro lui ad improvvisare uno spogliarello per voi, sedute in prima fila, con le gambe accavallate e...niente mutandine: Sharon Stone docet.
Un gioco a due dove ci si eccita, eccitando.
La Mistress
Total nude, tacchi altissimi, una mascherina nera e frusta d'ordinanza.
Agli uomini piace molto più di quello che sono disposti ad ammettere.
Ma è una trama, questa, fin troppo banale!
Dilettantismo ed improvvisazione non sono, in questo contesto, da prendersi in considerazione.
Se dovessi proporvi una scenografia di sicuro opterei per quella raffinatissima del film di Kubrick " Eyes Wide Shut": abbondanza di specchi ed ambienti luminosi, perché nessun particolare di questo straordinario, e privatissimo ballo in maschera, deve restare nell'ombra.
...motivo per cui, premetto da subito, una recita di tale spessore non è per tutte, neppure facendo leva su sensibilità e passione istrionesca, doti geneticamente insite nella stragrande maggioranza di noi donne quando, fin da bambine, mostriamo una propensione sfacciata, e squisitamente femminile, all'inganno seduttivo.
E, se gli strumenti materiali per questa piece non sono impossibili da reperire, l'impianto recitativo, concernente l'alta qualità interpretativa richiesta, non è altrettanto scontato: la predisposizione non basta
Quindi non accingetevi a questa rappresentazione se non siete più che sicure di voi stesse.
Questa scenografia impone magnificenza in ogni dettaglio: l'abito deve essere sontuoso e straordinariamente seducente; consiglio i capelli raccolti per dar maggior risalto ai gioielli, di cui dovrete risplendere per stimolare quei pensieri peccaminosi che sempre scaturiscono alla visione di un collo sottile, sfacciatamente esposto alle voglie proibite di un amante.
Il vostro talento, mie care signore, è nel fargli credere che siano sue le mosse conseguenti quando, invece, la regia sarà unicamente vostra: a lui gli applausi, a voi la gloria.
Profusione di candele, lampadari, gioielli, e specchi...tanti specchi, disseminati ovunque, per dilatare gli spazi e vivere la duplice fantasia di essere, nel contempo, spettatori ed interpreti di quelle disinibite fantasie di esibizionismo, e voyeurismo, che piacevolmente stuzzicano l'immaginario sessuale.
Siete voi l'esibizionista, la predatrice che mostra, dall'apertura provvidenziale del suo mantello stellato, il nudo candore di un seno o quello, ancor più mozzafiato, del pube esibito nature, incastonato nella sottile cornice del reggicalze di pizzo e lustrini, come un gioiello sorprendente e prezioso, offerto al suo sguardo.
Ricordate che voi siete l'abito e quello che l'abito contiene.
Siete l'ostrica e la perla.
Costruite il vostro racconto erotico sulla scia della fantasia dettata dai vostri desideri più segreti, quelli che ritenete inconfessabili e sui quali, con dovizia di particolari, fantasticate nei momenti di autoerotismo.
L'eros femminile sa essere travolgente, e molto più disinibito di quel che si è soliti immaginare, e le visioni allo specchio ampliano le sensazioni, moltiplicano le emozioni, ed ispirano alla sperimentazione di performance più che audaci.
Partiamo dall'assunto che, in qualche modo, esibizionisti e voyeur, consapevoli o meno, lo siamo tutti, non per amore della poesia ma per puro stimolo sessuale.
Guardare e mostrarsi: è questo che avviene nel sesso.
Ovviamente se lo spettacolo ci piace e se ne siamo coinvolti.
...e se la trama non è scontata.
PROBABILI TRAME
Un ballo in maschera: un occasione che più di ogni altra si presta alla sperimentazione delle fantasie sessuali più disinibite.
L' Alter Ego
Una mise maschile comporta un travestimento forse più scontato ma, di sicuro più facile, per organizzare una cena intima in un bel ristorante. Sostenere la recita davanti ad un pubblico, sia pur inconsapevole, è davvero eccitante. Passato il primo momento di smarrimento del vostro compagno (ovviamente la sorpresa è il fattore principale), scoprirete le conturbanti delizie di questo gioco di ruolo. E, se temete che il vostro partner la prenda male...naaaaaaa, sarà suo malgrado irretito perché l'ambiguità, nel gioco sessuale, è sempre un fattore altamente provocante e stimolante.
L' Esibizionista
Un abito meraviglioso usato come l'impermeabile di un esibizionista, pretesto per esibire, e sorprendere, con metodi pirateschi, la vostra sessualità e stordire, con quest'audacia, il partner. Evitate di mettere in scena tale rappresentazione se lui è alla guida dell'auto o sta attraversando la strada.
La Voyeur
Ruolo insolito per una donna. Se lo sapete condurre, il gioco risulterà straordinariamente eccitante per entrambi. Luci soffuse, ma non troppo, perché gli specchi devono adempiere alla loro funzione. Invogliate il vostro lui ad improvvisare uno spogliarello per voi, sedute in prima fila, con le gambe accavallate e...niente mutandine: Sharon Stone docet.
Un gioco a due dove ci si eccita, eccitando.
La Mistress
Total nude, tacchi altissimi, una mascherina nera e frusta d'ordinanza.
Agli uomini piace molto più di quello che sono disposti ad ammettere.
sabato 30 marzo 2013
Particolari secondari
PARTICOLARI SECONDARI
Quando sei qui
volutamente ignoro
i tuoi seni minuti
e i capelli sottili
e gli occhi limpidi
e la pelle fruttata.
Particolari secondari
di cui nulla m'importa
Né mi appartiene
Nella stanza buia
solo la tua voce di fumo
m'eccita
come nessun'altra carezza
saprebbe mai fare
mentre s'allunga con la mano sfacciata
di una puttana
sul mio sesso
al ritmo imposto dal tuo brano
Lenta
delicata
aggressiva
affamata
di nuovo lenta
senza però mai struggimento
né abbandono
a ribadire che per te è solo questione di soldi
e per me solo questione di sesso
Particolari secondari
perché le uniche cose a cui aspiro
quelle che per me contano
sono nei gesti del tuo muto racconto
e il mio epilogo nella tua bocca.
giovedì 21 marzo 2013
L'innocenza del male
Nasciamo nudi, umidicci e affamati. Poi le cose peggiorano.
(Anonimo)
(Anonimo)
Son tornati i miei Freaks, all'inizio quasi timorosi poi sempre più determinati a riappropriarsi degli spazi della mia casa e del mio inconscio.
Mi ero ripromessa di non scrivere più nulla di "personale e compromettente" ma come faccio a negarmi questo vis à vis con me stessa se gli interlocutori di riferimento hanno archiviato la storia, che pur ha rimesso in moto tutto il farraginoso meccanismo delle mie paure, risvegliando persino quei fantasmi che io pensavo esser riuscita a suggellare nella loro ultima dimora.
Ho la necessità di scriverne per smaltire il dolore, e l'inevitabile disistima verso me stessa che prepotentemente si è insidiata, nonostante la riappacificazione e le conferme d'affetto.
Le mie motivazioni sono state davvero recepite nel modo più onesto?
In questa scelta ho tentennato, non è stato facile neppure per me negare l'appoggio, e questo mio tentennamento può benissimo essere stato interpretato come segno d'ipocrisia ed egoismo.
In realtà ha giocato la paura di un futuro solitario, privo di tutele, ed un ritorno, probabile, a quel punto di partenza da cui tanti anni fa sono fuggita via.
L'innocenza del male, un'antitesi solo apparente che, al contrario, trova realizzazione nella vita reale in tutte quelle azioni in cui non c'è una vera volontà di dolo ma pure la si attua per perseguire una certezza, consolidare una teoria, giustificare un comportamento o, più semplicemente, mettere davanti ad una inequivocabilità che, partendo da una scelta personale, t'inchioda sotto il fardello di quella responsabilità causa/effetto, per cui quella tua scelta modificherà il destino di qualcun altro.
Scelta egoistica per me stessa che, in parte, materialmente mi salvaguarda, nella precarietà costante, e sempre più pressante, della mia vita attuale, da spettri, veri o immaginari, di un futuro che io percepisco indecifrabile, sempre più vuoto e solitario.
Questa innocenza del male non l'attribuisco unicamente alla mia controparte ma anche a me stessa, perché se sono stati messi in moto meccanismi che era pur meglio rimanessero fermi, io ho, col mio temperamento drammatico, esasperato e dilatato e, alla fine, sceneggiato, secondo il mio stile, in un pathos epocale.
Ci sono però verità che è meglio lasciare nel dubbio, non per pavidità ma per amore.
Di questo ne sono convinta.
E' una vita da poco, questa: una giungla primitiva che non tiene conto degli affetti, delle debolezze e delle paure di chi ci sta accanto.
E, sbrigativamente poi, quando i nervi e gli equilibri son saltati, non si può ridurre il tutto a un "vabbè mettiamo un punto alla storia", "alla fine non è successo niente d'irreparabile", "lasciamo tutto come prima".
No, non è più tutto come prima e qualcosa è successo, sono tornati i miei fantasmi risvegliati da quel dubbio che sarebbe stato più misericordioso lasciare nel suo cono d'ombra e che mi avrebbe fornito un alibi, anche se illusorio, ma salvifico per me stessa e nei miei rapporti col mondo.
L'innocenza del male, che nei miei confronti è scaturita, è stata quella di trascinarmi fuori dalla zona d'ombra del dubbio che pur paradossalmente mi dava un qualche riparo, mettermi davanti ad una situazione che io sola potevo risolvere e che se l'avessi risolta in un modo avrei lodevolmente ottemperato al mio ruolo invece, scegliendo io diversamente, mi toccherà fare i conti con la mia coscienza, proprio in virtù di quel ruolo e dello svelamento del dubbio, e con la supponenza del mondo che si basa prevalentemente sulle apparenze e non sui fatti.
So di certo che questa scelta io la sconterò per il resto della vita, perché ogni volta che ci sarà un problema, una difficoltà grande, mi verrà attribuita una responsabilità, anche se non detta, di sicuro pensata.
L'innocenza del male, dal canto mio, è stata quella di non aver avuto il coraggio di rinunciare ad una tutela per ottenere qualcos'altro.
Le rassicurazioni affettive, ed amichevoli, sono arrivate da quella mia controparte che pur amo immensamente.
Ma, intanto, si è aggiunta al fardello delle mie colpe, vere o presunte, anche quest'ultima.
....e i Freaks sono tornati.
Marilena
martedì 19 marzo 2013
La Dea
Ti Amo.
Con questa frase iniziano e terminano tutte le mie lettere.
Nel mezzo la descrizione minuziosa della febbrile esaltazione dei miei sensi e della mia mente in un racconto solo sessuale.
Il "Ti Amo", iniziale e conclusivo, è l'unico romanticismo che concedo alle mie missive.
Un bilanciamento strategico, un' illusione per render più reale, ed eccitante, il gioco.
"Perchè hai tardato a scrivere? Ho atteso la tua lettera come un condannato attende un verdetto di grazia che pur si augura non giunga mai, consapevole che per respirare ho bisogno del nodo scorsoio del tuo cappio"
Eternamente tuo
Lo immagino, stracciare la busta, cavarne il sottile foglio di carta velina ricoperto dai caratteri minuti della mia grafia, intriso dell'odore d'acquamarina del mio pube.
Lo annusa mentre lo stringe tra le mani, caldo e palpitante, piccolo animale lussurioso dal cuore clitorideo.
"Quell'animale femmina che nidifica nel tuo monte di venere e dalle cui labbra segrete mi giunge, ossessivo, il suo mistico richiamo. E il suo voluttuoso odore di caverna, inconfondibile ai miei sensi, di cui ho pregno il sesso, le dita e la bocca. E la mente. Così mi concedo alla tua fantasia. Coscientemente mi lascio sodomizzare da quella tua penna descrittiva, che divinamente usi come un pene di donna a penetrare i miei lombi, già umidi alle tue dita, aperti ed eccitati, pronti a soddisfare i tuoi desideri clandestini".
Eternamente tuo
"Ti Amo".
Con questa frase iniziano e terminano tutte le mie lettere.
L'unico romanticismo che concedo alle mie missive.
Una strategia di gioco.
Al centro, parole nude e palpitanti.
Parole puttane.
Perché anche una dea ama il mascheramento, e quanto questo è più lontano dalla sua natura più le procura piacere l'oscuro desiderio che la riplasma in un'essenza di carne, affinché la finzione risulti reale, e lei possa assaporare il divino in ciò che è solo umano.
Con questa frase iniziano e terminano tutte le mie lettere.
Nel mezzo la descrizione minuziosa della febbrile esaltazione dei miei sensi e della mia mente in un racconto solo sessuale.
Il "Ti Amo", iniziale e conclusivo, è l'unico romanticismo che concedo alle mie missive.
Un bilanciamento strategico, un' illusione per render più reale, ed eccitante, il gioco.
"Perchè hai tardato a scrivere? Ho atteso la tua lettera come un condannato attende un verdetto di grazia che pur si augura non giunga mai, consapevole che per respirare ho bisogno del nodo scorsoio del tuo cappio"
Eternamente tuo
Lo immagino, stracciare la busta, cavarne il sottile foglio di carta velina ricoperto dai caratteri minuti della mia grafia, intriso dell'odore d'acquamarina del mio pube.
Lo annusa mentre lo stringe tra le mani, caldo e palpitante, piccolo animale lussurioso dal cuore clitorideo.
"Quell'animale femmina che nidifica nel tuo monte di venere e dalle cui labbra segrete mi giunge, ossessivo, il suo mistico richiamo. E il suo voluttuoso odore di caverna, inconfondibile ai miei sensi, di cui ho pregno il sesso, le dita e la bocca. E la mente. Così mi concedo alla tua fantasia. Coscientemente mi lascio sodomizzare da quella tua penna descrittiva, che divinamente usi come un pene di donna a penetrare i miei lombi, già umidi alle tue dita, aperti ed eccitati, pronti a soddisfare i tuoi desideri clandestini".
Eternamente tuo
"Ti Amo".
Con questa frase iniziano e terminano tutte le mie lettere.
L'unico romanticismo che concedo alle mie missive.
Una strategia di gioco.
Al centro, parole nude e palpitanti.
Parole puttane.
Perché anche una dea ama il mascheramento, e quanto questo è più lontano dalla sua natura più le procura piacere l'oscuro desiderio che la riplasma in un'essenza di carne, affinché la finzione risulti reale, e lei possa assaporare il divino in ciò che è solo umano.
domenica 17 marzo 2013
Quella sporca dozzina
Sono assolutamente solidale con la "sporca dozzina" del M5S che ha preso posizione, ottemperando al richiamo della propria testa e della propria coscienza, e ha votato il nome del senatore Pietro Grasso e, pur sapendo di rischiare la scomunica e il disonore dell'espulsione dall'esercito crociato di Oberst Kricket (Colonnello Grillo, in tedesco) non ci hanno pensato su due volte ed hanno votato così come la ragione, e la coscienza, imponevano loro di fare.
Ora, se Oberst Kricket avesse davvero le palle dovrebbe non solo chiedere pubblicamente scusa a questi suoi giovani soldatini che di coraggio pur hanno dimostrato di averne, e molto, più di tutta la retroguardia che, ha accettato senza discutere, e forse senza neppure troppa convinzione, l'imperativa consegna, ma proporli per una promozione.
Non deve essere stato facile per loro, sapendo di esporsi alle ire pubbliche, allo sberleffo e alla gogna del loro rancoroso Kapo che, esattamente, sta dimostrando di conoscere molto bene, e di avvalersi con maestria, degli stessi metodi con cui nel campo avverso, il suo antico, indomito avversario, il Cavaliere, tende a rinserrare le fila del suo belante drappello mercenario.
Nonostante tutto io continuo a fare distinzione tra i due eserciti, perchè mentre in quello del Cavaliere non c'è mai stato nessuno che abbia avuto un moto d'orgoglio e la dignità di alzare la testa, nelle fila di Oberst Kricket, invece, c'è questo sparuto manipolo ad avere avuto il coraggio di contravvenire a quell'ordine ritenuto ingiusto, e forse disonorevole per la propria coscienza, e marcare così una differenza.
Questa armata Brancaleone, targata M5S, all'inizio mi piaceva, raccoglieva le mie simpatie seppur non condividevo in toto i modi e i principi con cui era amministrata.
Mi piaceva persino quel suo condottiero scapigliato, incazzato, sudato, ma dotato di sarcasmo, seppur feroce e, a volte troppo sguaiato.
Ma, a quel tempo, sapeva egli stesso ridere prima ancora d'indurre gli altri al sorriso.
Ora non più. Così il sorriso si è congelato in un ghigno.
Ora che s'è espugnata la Fortezza ed i suoi soldatini sono penetrati nei saloni del Castello, troppo ingombri e pretenziosi, effimeri di certo, che la storia non acquista di maggior e più intensa solennità se ad accogliere un ministro c'è ancora, ai tempi nostri, un commesso mascherato da lacchè (quanto ancora durerà la stupida tradizione per cui degli uomini che si guadagnano lo stipendio devono farlo indossando anacronistiche divise d'altri tempi, segno inequivocabile di una "feudalesimo atavico" che, pur essendo da secoli decaduto, sopravvive nella forma, a ricordarci che c'è sempre chi sta un gradino sopra di noi)
I giovani crociati alla riscossa del Sacro Graal......ma a che serve un esercito liberatore se non può parlare e convincere del valore della sua causa coloro che, invece, di buon o cattivo grado, continuano ad accettare come tutela di libertà, il giogo imposto dai mercenari dell'altro esercito?
Perchè costringerli alla clausola del silenzio e dell'obbedienza più cieca se il decalogo, a cui ognuno di loro ha giurato fedeltà, si basa sulla consapevolezza di idee ragionate e non su un indottrinamento forzato e coercitivo?
Nessuna rivoluzione vera nasce dal silenzio......e una voce unica si chiama dittatura..
Una voce sola inquieta, se parla per tutti, se il silenzio e l'obbedienza sono imposti come regole su cui si basa l'appartenenza a quella sacra milizia dove sono i soldatini a rischio di morte e non il prode condottiero che dà ordini dalle retrovie, per di più bardato da un'armatura integrale, atta forse a celare il segreto inedito che Brancaleone è in realtà Hitler
Vorrei tanto che Oberst Kricket capisse di star sbagliando strategia e fare un gesto grande, da uomo e da colonnello, chiedere scusa e rendere onore a quella onorevolissima "sporca dozzina".
Forse tornerei a credere che possono esistere anche guerre giuste se, a vigilare che nessuna mano sganci un'altra bomba atomica, ci siano soldati pronti a disobbedire agli ordini.
Marilena
martedì 5 marzo 2013
Nel romanzo di chi vorreste comparisse il vostro nome?
NEL ROMANZO DI CHI VORRESTE COMPARISSE IL VOSTRO NOME?
Cosi titolava il post del 14 dicembre 2012, di Pupy, con al seguito questi due sfiziosi quesiti:
Voi, vi siete mai chiesti in quale libro vorreste che comparisse il vostro nome?
Quale scrittore o scrittrice vi piacerebbe inserisse il vostro nome in uno dei suoi romanzi?
QUESTO IL MIO COMMENTO
Ovviamente dalla mia scrittrice preferita cioè, me medesima stessa.
Se vuoi inserisco il tuo nome in una delle mie storie, non sono ancora famosa ma prevedo un giorno di esserlo quindi... approfittane :)))))))
Ovviamente scherzo.
OVVIAMENTE SCHERZO
...mi sono schernita sulla possibilità di essere un giorno famosa (confesso di essere, prima ancora che una scrittrice/blogger, una lettrice famelica ed adorante, assolutamente consapevole della distanza siderale che intercorre tra me e le stelle...non stelle, ma pianeti irraggiungibili che hanno il nome di Gabriel Garcia Marquez e Josè Saramago, Elsa Morante e Jean Paul Sartre, solo per citarne alcuni), anche se la speranza di una fama pur sempre la si coltiva, sia pure che giunga post mortem...insomma, meglio tardi che mai!
Nonostante questa distanza incolmabile perduro ostinata nel gioco della scrittrice, gioco che vivo come un completamento della mia educazione letteraria e da cui traggo spunti immaginifici per improbabili racconti, che hanno lo scopo primario di soddisfare la mia eccentricità di parolaia/autodidatta.
MI SONO SCHERNITA
...mi sono schernita decidendo però di mettermi in gioco.
L'ISPIRAZIONE
...perché l'ispirazione, riguardo il blog di Pupy, mi aveva già contagiata, e da subito, cosicché all'inizio s'era configurata nei contorni geografici dell'Isola di Atlantide, poi di un megastore, fluorescente ed avveniristico, quindi di una vetrina glamour, ubicata nell'esclusivo quartiere newyorkese di Soho e poi, in ultimo, nella Cattedrale mimetizzata tra le rocce di un' isola sconosciuta, all'interno della quale si andavano materializzando strabilianti realtà parallele.
REALTA' PARALLELE
...ma sono queste che danno vita all'ispirazione, che scatenano la fantasia, che fomentano la voracità dello scrittore a volersene appropriare, personalizzare, redigere con un linguaggio inedito ed originale, attraverso il quale forgiare il proprio marchio d'autore.
...perché nulla s'inventa ma tutto si ricrea.
Una collaudata sinergia questa del dare e dell'avere, anche se chi dà non sempre sa di aver dato e chi prende non sempre rende doveroso omaggio a colui a cui ha preso.
...così tutto sembra nuovo.
COSI TUTTO SEMBRA NUOVO
...come questo mio post, originato dal racconto precedente ed ancor prima da un mio commento ed ancora, alla fonte dell'ispirazione, dal post di Pupy.
Una condivisione, questa.
SENZA QUEL POST DI PUPOTTINA AVREI MAI SCRITTO UNA STORIA SU UN NAUFRAGIO?
...probabilmente si, ma forse non sarebbe stato un naufragio simile a questo: felice
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