Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

venerdì 29 giugno 2012

L'addestratore di cavallucci marini (cap 8)

- Vai al diavolo Wolf -
E Mr Wolf aveva accolto l'invito del suo socio predisponendosi, impeccabile e puntuale, all'incontro con l' imprevedibile Miss Pure.
A differenza del colonello Dixon, egli era sinceramente convinto dell'estraneità di Miss Rose riguardo i motivi che avevano determinato la ribellione di Ketty e, senza troppi sforzi, comprendeva le ragioni di quel suo desiderare una vita simile a quella vissuta dalla maggior parte delle sue coetanee, l'essere invitata alle feste come un ospite spensierata e non sempre, e solo, nel ruolo dell'attrazione principale.

Se per Miss Rose la cena era stata deliziosa, il dopo cena si rivelò addirittura esaltante.
Mr Wolf, la cui imponente fisicità contrastava piacevolmente con l'eleganza dei modi e la dolcezza della voce, era di certo un uomo fuori dal comune, di quelli che si notano e di cui ci si ricorda anche a distanza di molto tempo.

 - Permettetemi, Miss Rose, di condurvi in un luogo incantato dove, se vorrete, vi svelerò i segreti  della mia essenza -
- Mi state proponendo di seguirvi nella tana del lupo, Mr Wolf. Volete forse sedurmi? -
- Sedurvi? Sono convinto che nessun uomo potrebbe riuscirci se non foste voi a volerlo. -

Ed ecco Miss Rose, comodamente seduta in prima fila, unica spettatrice sotto il tendone del "Great Sea Circus", in attesa del disvelamento promesso da Mr Wolf  che, ritto davanti alla vasca dei cavallucci marini, impugna la sua bacchetta di direttore d'orchestra.
Da uno spazio della penombra emergono le note, dolci e gioconde, di un antico clavicordo, mentre Mr Wolf tamburella la sua bacchetta sul vetro della vasca, ed ecco guizzare un cavalluccio rosso ed uno azzurro, con le code avvinghiate, librare verso l'alto nel teatrale abbraccio dei danzatori.
La sensibile punta da rabdomante della bacchetta di Mr Wolf  ne localizza un altro che, sollecitato nel ruolo di solista, si esibisce in un ardito avvitamento che termina in un sinuoso scatto di pura bellezza acrobatica.
E mentre il cavalluccio fluorescente, palpitane come una fiammella scaturita dal respiro del clavicordo, volteggia come un fuso ardente nello spazio acquatico, ecco intersecarne uno striato di abbagliante turchese in coppia con un altro dalle sfumature dorate del crisoberillo, che duettano in una elaborata coreografia.
Guizzano i cavallucci marini da ogni angolo della vasca, simili a stelle filanti disegnano eleganti iperbole e raffinate geometrie corali, disponendosi ad assecondare le esigenze delle partiture dettate dal clavicordo e dall'addestratore.
Ed ecco emergere, dal grappolo coeso e disciplinato, due solisti in relazione intima che, strettamente avviluppati l'uno all'altro, simili ad un fiabesco animale a due teste, si muovono all'unisono, trascinati dall'enfasi seduttiva, i colli arcuati e i musi equini, in rispondenza al desiderio dell'attrazione.
Nel riquadro d'acqua le due creature marine accordano, con sublime armonia, il mistico vibrato del clavicordo al viluppo sensuale della loro conturbante danza.
E quando, con discrezione, l'ultima nota si va smorzando, Mr Wolf batte la sua bacchetta sul vetro della vasca ed uno sfavillio luminescente incendia l'acqua e là, dove prima danzavano i cavallucci marini, appaiono solo le strie dei loro meravigliosi colori.

- Mr Wolf dove sono finiti i cavallucci marini? -
- Nella mia bacchetta Miss Rose -
- Vi state burlando di me. Che magia è mai questa? -
- Illusionismo, Miss Rose, l'arte di mostrare ciò che non c'è -
- Eppure la vasca palpitava di vita marina......ho visto i cavallucci salire in superficie, guizzare, rincorrersi, danzare. Quello che ho visto era reale. Ho gli occhi ancora pieni dei loro meravigliosi colori e dell'armonia delle loro movenze, e voi mi venite a dire che è solo un illusione, un magistrale inganno. Come è possibile Mr Wolf vedere ciò che non c'è? -
- Avete visto ciò che io vi ho fatto credere fosse. Ma cosa avete visto in realtà? Colori e guizzi, sapienti arabeschi ed ingegnose spirali. Quello a cui avete assistito, Miss Rose, è la simulazione di una realtà, per altro molto improbabile, seppur proposta in maniera assolutamente convincente. Guardate voi stessa, la vasca è vuota ma, se osservate bene, noterete che sotto la selva di coralli e di alghe c'è un complicato marchingegno, un trasduttore magnetostrittivo, ossia un generatore di ultrasuoni, che da vita al tutto. La musica ha la duplice funzione di creare l'atmosfera giusta e di nascondere i ronzii provenienti dalle bobine del generatore. Il clavicordo stesso, Miss Rose, non è stato scelto a caso, è uno strumento musicale ormai in disuso e poco noto, suscita genuina curiosità e contribuisce a distogliere l'attenzione dalle possibili pecche del reale. -
- Tutto questo è incredibile, affascinante e diabolico al tempo stesso, Mr Wolf -
- E' soltanto ingegnoso -
- Perchè mi avete voluto rivelare i segreti della vostra vasca marina? -
- Perchè mi piacete, di voi mi fido e vorrei farvi una proposta. Ma prima, per favore, concedetemi il privilegio di un ballo. -

Image by Ray Caesar

mercoledì 27 giugno 2012

Dove nasce l'amore


creuza de mar
A Claudia
Appare tutto così bello nelle tue foto: impossibile non amare il mondo e tutto ciò che gli appartiene.
Le tue immagini sono versi vivi, colti direttamente dalla fonte che li ha generati: il tuo cuore.
viale - dipinto di Claudia Moon
rosso
le nuvole
tulipano rosso

piccolo incendio
bacche



rosa
papaveri
sambuco
fiore
albizia julibrissin
raggio
blu
gigli
nuvole
farfalla
amore
cercis foglia cuore
foglie
clematis
alghe
oro
polifemo
nettare
caminizeneisi
murales - dipinto di Claudia Moon
Auguri di buon compleanno, Claudia, seppur in anticipo di un giorno
TVB
Marilena

domenica 24 giugno 2012

Il capolavoro di un illusionista

Mr Wolf fa il galante con Miss Rose mentre il colonnello Dixon è incazzato nero con sua figlia e Shadow scalcia, ancora zoppicante, nel suo recinto solitario, mentre Osmond Cox, come un uccello del malaugurio, se ne sta appollaiato in cima alla sequoia, io, calata nella parte della scrittrice (quanto mi piace questo ruolo!), in attesa dell'ispirazione per scrivere l'ottavo capitolo, ingurgito tazze di caffè ed accendo l'ennesima sigaretta, sentendomi poi in colpa, poichè avevo deciso di smettere, ma i buoni propositi, ahimè, si rivelano sempre i più difficili d'adempiere.
Immagino che a Culver City faccia lo stesso caldo di Roma, così volentieri entrerei nel fresco saloon di Miss Rose per ordinare uno Spritz, suscitando la curiosità degli avventori che di questo aperitivo non hanno mai sentito parlare, avvezzi come sono ad ingollare whiskey, ma che importa, sono io la scrittrice, deus ex machina di questa tragediografia euripidea, mentre intorpidita dal caldo, e stordita dall'insonnia, inciampo nel groviglio inestricabile di una trama aleatoria alla quale volevo pur dare un impronta quanto più possibile rabelesiana ed invece, molto più umanamente mi rendo conto, una volta penetrata sotto la tenda circolare del "Great Sea Circus" di quanto, invece, mi abbia disorientata la realtà della vasca vuota dei cavallucci marini.
Sul fondale, sotto l'arruffata vegetazione di posidonie e di coralli, è collocata un'elica con lamine di nichel dalla forma arabescata, posizionata all'interno di una bobina ed ancorata ad un supporto metallico, così da creare un involucro vibrante, una sorta di "trasduttore magnetostrittivo", ossia un generatore di ultrasuoni.
I cavallucci marini, quindi, non esistono, sono frutto del processo di cavitazione all'interno della vasca colma d'acqua quando l'elica, roteando con moto vorticoso a spirale, genera una depressione agendo sulle onde riflesse che salgono, quindi, verso l'alto: il capolavoro di un illusionista.
Non esistono i cavallucci marini, sono solo arabeschi d'acqua quelle spirali verdi, viola, gialle ed arancio, che paiono armoniosamente danzare, assoggettate alla magistrale sinfonia della bacchetta di direttore d'orchestra con cui Mr Wolf, con grazia dirige e all'occorrenza, ritmicamente indirizza, tamburellando sul vetro della vasca facendo emergere, a comando, dal folto della vegetazione acquatica, la sagoma metafisica di un cavalluccio marino.

lunedì 18 giugno 2012

Sotto il vestito niente

 INTRODUZIONE
Alla fine giunge per tutte quell'età in cui si è più seducenti vestite, sia pure in abiti scenicamente discinti, che completamente nude.
Ovviamente non riguarda solo un fattore d'età ma anche di fisico (ma di questo ne tratterò in un altro capitolo).
Insomma, care signore over cinquanta, se non siete palestrate e toniche come Madonna, meglio adottare qualche piccolo accorgimento atto a mettere in evidenza ciò che ancora regge piuttosto che palesare ciò che è in decadimento.
E' un'arte, questa, non del mascheramento ma della celebrazione.
Perchè ogni stagione ha i suoi colori e i suoi profumi ed è grottesca la pretesa di mascherare la fioritura tardiva e dolcemente trascolorante dell'autunno, nella primavera quando, invece, i germogli sono ancora impuberi.
Una luce troppo vivida su un corpo vissuto è perfetta nell'arte della pittura ed in quella della fotografia, molto meno nella cornice di una camera da letto.
E non credete alla storia che il sentimento rende tutto eterno perchè sarebbe come dar credito al teorema che l'amore abbia il potere taumaturgico di conservarci intatte nel sarcofago della giovinezza imperitura, o l'ipotesi che il vostro partner sia stato colpito, nel corso degli anni, da una provvidenziale cecità.
Bisogna essere quindi realiste, un pochino ciniche e molto ironiche, per potersi sapientemente reinventare e non incorrere in impietosi paragoni con quello che un tempo eravamo e quello che oggi siamo.
Paragoni che si estendono pericolosamente anche a tutto il resto della popolosa, quanto esuberante e concorrenziale, fauna femminile.
Cimentarsi in una sfida impari con la forza di gravità che impietosa attira verso il basso ciò che prima svettava alto (seni e glutei) è una battaglia faticosa e le vittorie sono solo momentanee (anche quelle ottenute con la chirurgia plastica)  col risultato di giungere alla camera da letto stressate ed irascibili.
Fattori, questi ultimi,che non giocano a nostro favore, che si sà che il malumore disegna nuove rughe, rende amara la piega della bocca e perfino l'alito cattivo.
Personalmente opto per la messa in scena ed il gioco: è molto coinvolgente e crea complicità.

SOTTO IL VESTITO NIENTE
Ci si veste per lasciarsi vedere, e non è un controsenso.
Abbiamo a disposizione una infinita gamma di capi a cui far riferimento, dagli abiti sexy alle sottovesti di raso fino alla lingerie più raffinata.
Consiglio di attingere ad una tavolozza di colori notturni, i più insidiosi, i più sensuali: via libera all'intramontabile nero, al seducente amaranto, al lussurioso rosso, all'ipnotico viola, all'imprevedibile verde, al sublime blu e alle stuzzicanti promesse del ruggine.
Eludete i colori pastello da fatina e quelli provocanti da lolita, ma anche tutte le malinconiche, uggiose tinte neutre che tendono a  smorzare gli entusiasmi. 
Vietatissimo, invece, è il bianco, per evitare il drammatico effetto "sposina attempata".
Se propendete per l'abito che sia morbido, di un tessuto carezzevole, con scollature o spacchi strategici, e niente gioielli eccessivi che oltre ad appesantire potrebbero, nel momento topico, risultare inopportuni.
Sotto il vestito niente: questo è imperativo.
L'abito è il racconto di una storia, ma dentro ci siete voi.
Offritevi alle sue dita attraverso le pieghe della seta, una spallina scesa eccita enormemente la fantasia, così come una scollatura maliziosa da cui s'intravede il seno, può essere spunto per una performance fantasiosa e quanto mai erotica.
Gli abiti offrono mille spunti di gioco e di narrazione: uno scollo vertiginoso sulla schiena che termina sulla linea dei glutei, o uno spacco sulla gonna, come una porta d'accesso al paradiso, e le scarpe, sempre e solo, rigorosamente tacco 12 (indossatele anche se non sapete perfettamente camminarci, insomma, il perimetro è circoscritto e se proprio dovete cadere cercate di farlo nelle sue braccia).
 Giocate con i volumi della gonna: ampia e morbida, come un ombrello sotto cui egli troverà un piacevole riparo; aderente, come una guaina da sbucciare centimetro per centimetro, per lui una conquista ed un premio.
Eppoi c'è la lingerie, con tutto il suo seducente e audace armamentario di corsetti, guepierre e reggicalze. 
Ma qui bisogna esser brave a saper valutare ciò che più è confacente alle caratteristiche del nostro fisico, per evidenziare i pregi e mascherare i difetti.
Il bustino è un capo d'abbigliamento nato per mettere in risalto la silhouette femminile, assottigliando il punto vita e sottolineando seno e fianchi.
Scegliete un corsetto con molte stringhe, perchè più allacciature ci sono più è adattabile al vostro corpo.
Se volete mettere in risalto il bacino optate per la stringatura posteriore; frontale, invece, se volete evidenziare seno e gambe. Per quelle che hanno fianchi prosperosi è consigliabile di non stringere troppo il punto vita per evitare di somigliare ad una clessidra. Stesso consiglio per quelle che hanno il seno piccolo ed il sedere grosso, di non stringare troppo nè il petto nè la vita e, nel caso di un fondo schiena esuberante, adottare una "petticoat".
La scelta della lingerie permette anche, e soprattutto, l'impiego delle calze (ce ne sono di seducenti, ovviamente vietato il collant) da usare con la giarrettiera o le autoreggenti che, oltre ad avere il grande pregio di nascondere le imperfezioni delle gambe stimolano fortemente le fantasie maschili e, soprattutto, a differenza del collant, non impediscono gli accessi :)
...... il tutto correlato dai lunghi, fascinosi guanti di una femme fatale.


sabato 16 giugno 2012

L'addestratore di cavallucci marini (cap 7)

Dalla sua postazione coatta, Osmond Cox, spettatore di un film senza dialoghi, prendeva nota degli eventi elaborandoli poi sulle basi di una sua logica interpretativa: solo supposizioni, quindi, che però attraverso le lenti del suo binocolo assumevano la consistenza dei fatti.
Quando i fatti, invece, accadevano in altri luoghi.

Nella stanza di Ketty, dove sul letto giaceva un fagottino preparato di furia e malamente richiuso, da cui fuoriusciva la manica di un abito ed il lembo di uno scialletto.
Nel recinto di Shadow, con Mr Wolf ed il colonnello Dixon, impegnati in un confronto insolitamente aspro.
Nella stanza di Miss Rose, intenta ad incipriarsi il naso ed elaborare strategie di seduzione e di rivincita.

E per Osmond Cox, la discesa dalla sequoia si sarebbe potuta rivelare molto più ardua della scalata.
Ma questo ancora non lo sapeva.

Così tutti aspettavano la notte: chi per fuggire, chi per inseguire e chi per essere inseguito.
Ed ognuno col suo piano accuratamente congegnato.
Così Ketty si preparava alla fuga verso un luogo ignoto, il più lontano possibile dallo schiaffo di suo padre, dal recinto di Shadow e dalla tenda bianca/azzurra del "Great Sea Circus", dove poter realizzare il suo desiderio di terraferma.
Nello stesso tempo, Mr Wolf, cercava d'indurre l'infuriato colonnello Dixon alla lucidità necessaria per ricomporre il conflitto con Ketty, alleggerendo al contempo Miss Rose del carico di tutte le colpe che egli  ingiustamente le attribuiva.
- Molto più semplicemente Ketty è alla ricerca di un modello femminile a cui rapportarsi - Sottolineava Mr Wolf
- E la maitresse è un buon esempio? - Aveva sibilato, al colmo dell'ira, il colonnello Dixon
-  Per Ketty non è altro che una donna che le ha dato amicizia ed ascolto. Sono convinto che Miss Rose non l'abbia spinta alla ribellione, d'attribuire ad una normale crisi adolescenziale. Che convenienza avrebbe avuto Miss Rose nel fomentare questo conflitto? Nella tua rabbia, Walter, non hai neppure preso in considerazione l'ipotesi che ella possa nutrire un affetto sincero nei confronti di Ketty. Comunque avresti dovuto ascoltare le ragioni di tua figlia e non limitarti ad imporre le tue -
- Quella donna ha sedotto anche te !-
- Al contrario, Walter, sarò io a sedurla, stasera a cena. Mi piace, è una donna intelligente e con un gran temperamento. Penso, anzi, che dovresti scusarti con lei ma, prima ancora, con Ketty. -
- Vai al diavolo Wolf - Era stata la risposta, coincisa ed arrabbiata, del suo socio

Images by Ray Caesar

domenica 10 giugno 2012

L'addestratore di cavallucci marini (cap 6)

Ma l'incanto venne infranto dalle voci concitate di una donna e dell'Ulisse pistolero, costringendo Mr Wolf ad interrompere la sua performance ed intervenire per sedare l'alterco.
Lo aveva sorpreso la visione di una scarmigliata Miss Rose che, mani sui fianchi e sguardo fiammeggiante, fronteggiava, per nulla intimorita, il gigante armato che la sovrastava almeno di un'altezza e mezzo.
Strategicamente, Miss Rose, contrastava questo divario, a lei così sfavorevole, con una sorprendente estensione di voce, mirando a stendere l'avversario sotto quella fitta, inestinguibile gragnuola di parole che non concedeva spazio nè a repliche nè a minacce, tant'è che lo stesso Mr Wolf era rimasto ammirato da questa tecnica simultanea d'attacco e difesa magistralmente messa in campo dalla maitresse, ed oltremodo stupefatto che una donna così minuta possedesse un temperamento così ardito ed una tale prodigiosa potenza di voce.

- Dovreste tenere a bada i vostri uomini, Mr Wolf, e mi riferisco non solo allo scagnozzo con la carabina ma anche, e soprattutto, al vostro socio, quell'orribile colonnello Dixon che oggi è venuto ad insultarmi, accusandomi di aver irretito ed indotto Ketty alla disobbedienza. Ingiurie ed accuse pesantissime, aggravate di minaccia e testimoniabili dalle ragazze e dai clienti del mio saloon. Sono qui ad avvertirvi, Mr Wolf, che se state cercando di montare uno scandalo ai miei danni per trarne una qualsiasi ulteriore pubblicità, state rischiando di farvi molto male poichè godo di particolari ed importantissime conoscenze, cosicchè questa oscena boutade vi si rivolterà contro. Vi consiglio, quindi, subito dopo lo spettacolo di lasciare Culver City e di farlo il più velocemente possibile e senza ulteriore chiasso. -

Mr Wolf, davanti a quella fredda e ragionata collera, aveva chinato mestamente il capo producendosi in un vago inchino di condiscendenza come apprestandosi ad obbedire, senza discutere, a quell'ordine perentorio di cui riconosceva le ragioni.
Ma ecco nel contempo, come  per magia, sbocciare dalle sue mani una magnifica rosa sfacciatamente rossa che galantemente, e col più soave dei sorrisi, andava porgendo ad una esterrefatta Miss Pure.

- Non consideratemi vostro nemico, Miss Rose, vi sono davvero riconoscente per ciò che avete fatto per tutti noi, per la vostra accoglienza e la vostra ospitalità, ed immensamente mi spiace di questo imbarazzante quanto inopportuno malinteso in cui il colonnello Dixon è sfortunatamente incappato. Vi garantisco che andrò immediatamente a parlargli e, prima di sera, avrete le sue scuse. Nel frattempo, vi prego, di accettare le mie. -

Da dove diamine, Mr Wolf, aveva tirato fuori quella rosa? Si chiese ammirata Miss Rose.
Una incantevole offerta di pace che di certo la lusingava ma che non cancellava, neppure in minima parte, l'onta subita.
Ma i modi squisiti di Mr Wolf (in netto contrasto con le maniere rozze del colonnello Dixon) e quel piccolo gioco di magia inscenato solo per lei, avevano mitigato la sua collera, cosicchè di buon grado aveva accettato la rosa e le scuse.
Ed un invito a cena.

Dalla sua postazione coatta, Osmond Cox, aveva mnemonicamente filmato tutta la scena.

Images by Ray Caesar

mercoledì 6 giugno 2012

Sulla felicità

Star male viene molto più facile che star bene perchè lo star bene è una conquista a volte ardua, che richiede straordinari, reiterati tentavivi e, in agguato, c'è sempre la possibilità del fallimento.
E' per questo che la perdita della felicità è quanto di più temibile possa accadere nella nostra vita cosicchè, questa conquista, cerchiamo di mantenerla vita natural durante, giungendo perfino ad accettare l'inganno di una sua parvenza.
La felicità viene spesso associata, o confusa, con la sicurezza e la solidità, cosa diversa anche dalla condivisione che, pur presuppone, l'assenza di condiziomenti.

LA FELICITA' SIMBIOTICA
Ci sentiamo felici quando crediamo nella stabilità dei rapporti (coppia, famiglia, amicizia) e quella dei sentimenti, creandoci la convinzione della sua inalterabilità nel tempo.
Questo tipo di  felicità, però, crea dipendenza, se questa è solo e strettamente legata al soggetto che la elargisce, generando, spesso, stati inconsci di paura che qualcuno, o qualcosa, possa metterla a repentaglio.
E' questa, allora, una felicità condizionata, vincolata alla stabilità del partner, alla solidità del rapporto e alle certezze acqusite, come certificazioni determinanti ed inalterabili.
Ovviamente, in questo stato di grazia, si può anche valutare l'ipotesi dei rischi possibili, ma senza credere davvero nel loro accadimento.

Io, di questo tipo di felicità, sono un'esperta e, posso assicurare che quando poi si cade ci si fa male davvero.
Si sgretola un intero universo e si rimane disperatamente soli sullo sfondo di una scenografia vuota.

LA FELICITA' MATURA
Eppoi c'è quel tipo di felicità che origina dal nostro profondo, indipendente da volontà esterne e non condizionata a fattori precostituiti, riconducibile, quindi, solo a noi stessi.
Una felicità, questa, unicamente basata sulle nostre pulsioni e sul nostro sentire, un appagamento che ci rende liberi e consapevoli del momento, quindi in grado di goderne davvero e con pienezza.
La sua ampiezza, come la vastità e la profondità, sono date unicamente dalle nostre percezioni, ed assolutamente genuina perché scaturisce svincolata da possibili influenze.
Ma è solo in questi stadi di totale affrancamento che, della felicità, se ne percepisce la pienezza e se ne trae la voluttà più completa.

E' su questo tipo di felicità che, nel presente, ho trovato un concreto e veritiero benessere, basato sull'appagamento delle mie esigenze, sulla mia autonomia, libera da quei condizionamenti, da me stessa creati, che per un lunghissimo periodo della mia vita hanno influito distorcendone le prospettive.
Marilena

domenica 3 giugno 2012

L'addestratore di cavallucci marini (cap 5)

Il colonnello, invece, era rimasto impietrito a fissare quella sua mano che aveva violato il viso di Ketty,  ben desiderando che mai fosse accaduto perchè sua figlia era la sua unica ragione di vita, il suo solo bene prezioso, ed il suo compito era quello di vegliare su di lei, così, dopo quel duro scontro, aveva preso atto che nella sosta forzata a Culver City aveva trascorso troppo tempo nel recinto di Shadow e trascurato sua figlia, lasciando libero accesso ad una donna equivoca ed intrigante come quella Miss Pure che molto abilmente, e senza alcuno scrupolo, l'aveva irretita con prospettive illusorie convincendola a rinnegare la sua vita.
La colpa del travisamento, e della conseguente abiura di Ketty, erano unicamente imputabili alle manipolazioni di quella donna diabolica con la quale era assolutamente opportuno che lui avesse un chiarimento definitivo.

Nascosto dal fitto fogliame della sequoia, Osmond Cox aveva visto il colonnello infuriato dirigersi verso l'abitato e, diligentemente preso nota di questo piccolo dramma esistenziale di cui avrebbe edotto i suoi lettori, concentrò tutta la sua attenzione su ciò che andava svolgendosi nell'area preclusa ai non addetti ai lavori, seppur ormai c'era ben poco da vedere dal momento che una volta introdotti i macchinari all'interno del tendone del circo, rimaneva solo il via vai dei tecnici e degli operai.
Avrebbe dovuto, comunque, escogitare una strategia per potersi introdurre notte tempo nella tana del lupo: Mr Wolf, appunto.

Con una fluidità eccezionale per la sua stazza, Mr Wolf, agilmente si districava negli esigui spazi ancora troppo ingombri delle voluminose attrezzature di scena, predisponendo gli ambiti e misurando le estensioni, che nulla era lasciato al caso e che la magia pur si avvaleva, nei suoi recessi, di cavi e pulegge, alberi motori, leve e catapulte, campi elettrici e magnetismi, e quant'altro di più tecnico e materiale fosse in grado di render reale l'illusione.
Si districava, Mr Wolf, in quest'universo a lui così congeniale, con la competenza tecnica di un ingegnere, la passione di uno scienziato e la fantasia di un romanziere.
Poi, ritto su un predellino provvisorio che a mala pena sosteneva il suo peso, davanti alla vasca dei suoi cavallucci marini, impugnando una bacchetta da direttore d'orchestra, si accingeva a dirigere, sulle note di una melodia solo a lui percettibile, un' invisibile filarmonica.

 Ma l'incanto venne infranto dalle voci concitate di una donna e dell'Ulisse pistolero, che vicendevolmente si sovrapponevano, con toni aspri, in quello che sembrava essere, a tutti gli effetti, un alterco molto duro.

Images by Ray Caesar