Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

martedì 17 ottobre 2017

Quell'ultimo tentativo



Se non riesci a spargere lacrime, spargi inchiostro
(Amaranta)


Quante volte, in questi giorni, ho dovuto respingere la tentazione di scrivere i miei pensieri più bui,
quello che davvero ho nel cuore, ma non l'ho fatto per pudore, per paura di ferire chi, come me coinvolto, avrebbe forse letto.
La verità è che non si può raccontare davvero tutto, se quello che ci matura dentro ha toni troppo cupi o troppo criptici, difficili da decifrare, e per chi scrive, terribilmente penosi, da spiegare.
...seppure, nella mia testa, quella lettura interiore scorre facile, che con i termini giusti, non troppo scremati, sarebbe un'agevole stesura, una pagina di diario fittamente scritta, con le parole che colano fluide come inchiostro, in soccorso di quell'angoscia che non riesce a tramutare in lacrime.
...perché io ho difficoltà a piangere, e questo è tremendo, perché quel grumo, di lacrime e disperazione, mi ostruisce la gola, mi toglie il respiro, mi soffoca...mi soffoca.
..e poi l'insonnia che è di nuovo sopraggiunta prepotente, ad azzerare quel minuscolo, salvifico intervallo di amnesia notturna, dalla devastazione psicologica delle malinconie irreversibili, così come un'acrobata mi cimento su un filo teso, sul quale posso solo camminare, senza, però, la  possibilità di una sosta, quando, invece, dovrei trovare uno spiazzo tranquillo dove fermarmi, guardarmi intorno e riscoprirmi ancora parte della realtà esistente.

Questa sua morte improvvisa mi ha profondamente sconvolta, come nessun'altra: ho toccato con mano la crudele caducità a cui tutti siamo irreversibilmente soggetti, e saggiato tutta la nostra impotenza, quando si può solo guardare e piangere e maledire, e scrutare dentro l'oscuro baratro quando piuttosto se ne vorrebbe solo distogliere lo sguardo, e come bambini essere rassicurati che si è trattato di un brutto sogno dal quale ci risveglieremo e tutto sarà come prima, immutato nel bene e nel male, che anche le cose negative, in questo frangente, acquisirebbero un tono meno riprovevole, perché ancora si avrebbe la possibilità di una spiegazione, di un cambiamento, di un'assoluzione.
Di un ultimo tentativo.

Quell'ultimo tentativo che forse non avrebbe cambiato i destini ma mi avrebbe dato, ora, la pace.

Marilena

giovedì 12 ottobre 2017

lunedì 9 ottobre 2017

Amo l'autunno

Amo l'autunno, con quei suoi solo apparentemente innocenti incendi, che dalla natura propagano ai sensi.
Stagione voluttuosa e sensibile.
Stagione femmina, nonostante il nome.

(Amaranta - link fb)

venerdì 6 ottobre 2017

lunedì 2 ottobre 2017

Folie de femme

I tacchi donano all'altezza ciò che tolgono all'equilibrio.
Eppure, noi donne, siamo abbastanza folli d'accettare questo scambio.

(Amaranta - link fb)


domenica 1 ottobre 2017

Sul confine

Certi ricordi fanno male come ferite, mai rimarginate, che urlano nella nostra carne appena il sole s'adombra e cambia il tempo.
(Amaranta)

La morte ha di nuovo bussato alla mia porta e si è portata via un altro pezzo della mia vita. Un pezzo importante, anche se la nostra storia comune era finita ormai da circa 20 anni, non si era mai del tutto spezzata perché continuava ad unirci l'amore per nostro figlio.
Non sono stati quelli anni assolutamente facili quelli per me, quando il nostro matrimonio è finito ho esplorato tutta la vasta gamma della rabbia, del rancore, della disperazione e della solitudine, fino all'inferno della depressione.

...ed ora sto qui a rinvangare di nuovo fra quelle macerie, consapevole che non dovrei farlo, che pure avevo riportato in superficie qualcosa di bello e positivo, ed ora rischio di rovinare di nuovo tutto, di dover ricominciare a martoriarmi con la mia maledetta introspezione, o ricorrere allo psicologo, perché questa ridda confusa di sentimenti ed emozioni che sta sobbollendo dentro di me, e che minaccia di eruttare con la violenza esplosiva di un vulcano, non riesco a gestirla
...e un nuovo tipo di solitudine sta sopraffacendomi.

Di cosa gli faccio debito, stavolta?
Di essersene andato troppo presto, ancora troppo giovane? di non aver opposto una più strenua resistenza alla morte? di non aver mai chiarito abbastanza quello che tra noi era successo ? (ah, noi donne, abbiamo sempre bisogno di miliardi di parole per essere rassicurate o invelenite, e ancora cerchiamo di leggere tra le righe, nei silenzi, nei puntini sospensivi), di essere stato felice senza di me e di aver ricostruito laddove io, invece, ho miseramente fallito?

Chi ho commemorato in quella ventosa mattina di primo autunno mentre spargevamo le sue ceneri?
Il ragazzo che conoscevo, quello del mio passato, o l'uomo del presente, quello della cui vita quasi nulla sapevo e che d'improvviso, brutalmente, mi è stata svelata?

Sinceramente non avrei voluto sapere niente di questa sua vita, ma gli eventi, in qualche modo, mi hanno costretta, e così ho dovuto materialmente saggiare la grande distanza che c'era tra noi e che nessun miliardo di parole avrebbe mai potuto colmare.
Una vita a me estranea, fatta di volti e nomi e progetti che non mi riguardano, e di cui niente avrei voluto conoscere per preservarmi almeno un ricordo personale, solo mio, l'unico al quale credere, respingente di ogni altro confronto.
...consolatorio.

In quella fredda, piovigginosa giornata di Settembre, io stavo sul confine tra il presente e il passato, confusa e ancora una volta tradita, messa da parte, nonostante avessi creduto per un momento che la morte me lo avesse restituito.

Marilena

giovedì 28 settembre 2017

Il mestiere di vivere

La vita è una bellissima puttana che esercita fin troppo bene il suo mestiere, e dal cui letto mai vorremmo uscire.

(Amaranta - link fb)

martedì 26 settembre 2017

Il fiore del mio giardino (cap 4)


MAI DIRE MAI
Dopo aver messo alla porta un frastornato Garfield, Veronica s'era presentata al sexy shop e, senza troppi preamboli, aveva intimato: ed ora, Perez, voglio la tua versione dei fatti!
L'imperativo lo aveva colto di sorpresa mentre era piegato su un imballo e nel rialzarsi aveva cozzato la testa contro la sporgenza di un ripiano, e così la risposta immediata era stata quella di un'intraducibile bestemmia che subito, però, alla vista di Veronica aveva tramutato in scuse multiple ed ossequiose. Ed un sorriso disarmante, da simpatica canaglia.

Veronica - E' lampante che per l'odiosa messinscena che ogni giorni si replica in questo angolo di Browing Street, la regia è di Garfield ma il casting è tuo. Quello che però mi sfugge è il motivo del rancore -
Perez - Davvero, Veronica, non so di cosa tu sia parlando., ma vedo con piacere che siamo passati a darci del tu -
E, su questa frase, la simpatica canaglia s'era esibito in un sorriso concupiscente, seppur carente di qualche molare.
Veronica - Ti sto dando la possibilità di raccontare la tua versione della storia, che se il malanimo di Garfield nei miei confronti ha motivazioni concrete, anche se meschine, quelle tue, invece, proprio mi sfuggono. Non hai mai avuto mire di espansione né condotto guerre di religione, hai accettato perfino le incursioni di Van Gogh all'interno delle tue mura, e credo che della piccola, momentanea  popolarità di cui ha goduto "Il fiore del mio giardino" te ne sia anche tu avvantaggiato. Chiudo e mi trasferisco a Napoli, nella città dove sono nata, voglio ricominciare da capo e dimenticare questa brutta storia, ma non me ne andrò a mani vuote, sicura che Garfield sarà disposto a sborsare fino all'ultimo centesimo della somma da me richiesta per l'acquisizione del negozio che, altrimenti, ho minacciato di svendere a te. Però...-
Perez -  Davvero hai intenzione di partire? -
S'era fatto serio ora, senza però smettere di armeggiare, con fili e lucchetti, intorno al grosso imballo.
Veronica -  Van Gogh ha bisogno di ritrovare la memoria ed io l'ottimismo: impresa ormai impossibile qui a New Eden, dove per noi s'è consumata la irreversibilità di una morte ed il fallimento di una rinascita, non me la sento di ritentare l'impresa ma vorrei almeno capire le ragioni di tanto malanimo. Quelle di Garfield non ho bisogno d'indagarle, ma le tue...ecco, quelle mi sfuggono -
Perez - Non ho partecipato a questa ignobile messinscena, ma non l'ho neppure impedita. Non ho potuto far nulla, perché se avessi tentato una qualsiasi contro partita con l'aiuto di certe mie conoscenze sarebbe scoppiata una guerra tra bande che non avrebbe risolto il problema ma, piuttosto, si sarebbe scatenata  un vera e propria guerriglia per il possesso di Browing Street. I figuri a cui si è rivolto Garfield sono lacchè d'infimo grado, paria che espletano lavori di basso profilo per il capo banda, lui si molto potente. Garfield non sa neppure in che guaio si è cacciato nonostante, fin dal principio, ho cercato di dissuaderlo. Io...-
Veronica  - Tu...cosa? Oltre il tentativo di dissuasione. di concreto cos'hai fatto per impedire questa follia? Tu sei rimasto fermo a guardare, magari divertendoti pure. Sei esattamente come lui -
Perez - Esattamente come lui! No, io sono forse peggiore, ma non sono come lui. Non devi neppure pensarlo che io sia come lui. Sono colpevole, ai tuoi occhi, di non aver agito come ti saresti aspettata, perché un po ti piaccio e allora mi hai idealizzato, immaginando che sarei corso in tuo soccorso, ed ora alla deludente luce dei fatti vedi che mi sto, invece, comportando esattamente da quel bastardo quale immaginavi fossi. Ho tentato di dissuadere Garfield provando inutilmente a farlo ragionare, a retrocedere da questa assurdità che purtroppo pagherà a caro prezzo perché colui a cui si è rivolto non s'accontenterà degli spiccioli per la messinscena, ma esigerà quote e compartecipazioni nella gestione dei negozi in attesa di espropriarli del tutto, dopo di che resterà solo il nome di Garfield sull'insegna. Un nome pulito, incensurato, e di cui si servirà per gestire, per altri scopi, quella che sarà poi solo la facciata fittizia dell'attività di Garfield. Lo hanno in pugno, il coglione, con registrazioni ed altro, così dovrà piegarsi a fare il loro volere o finirà, nella migliore delle ipotesi in galera e nella peggiore ammazzato. -
Aveva sottolineato quest'ultima frase con un gran pugno sul tavolo. Quello stesso pugno poi s'era  dischiuso scivolando, vuoto e arrendevole, lungo i fianchi
Veronica - E tu, invece, non corri rischi? Te non ti toccheranno? -
Non era di certo sfuggito a Perez il pungente sarcasmo della domanda, e l'increspatura del sorriso con cui l'aveva formulata
Perez - Non mi toccheranno solo perché sto tagliando la corda anch'io. E senza nemmeno un'assegno di buona uscita. Ci tengo a salvare pelle e tatuaggi. A proposito hai già intascato l'assegno?
Veronica - No, eravamo ancora in trattativa -
Perez - Temo che non ci sarà più tempo per nessuna trattativa -
Veronica - Ma cosa significa? Cosa diavolo stai armeggiando? -
Perez - Sto salvando la pelle a quel coglione di Garfield ma puoi scommetterci che non me ne sarà neppure grato. Fammi da palo, controlla che la strada sia deserta, devo trascinare questo scatolone all'angolo dei vostri negozi, e poi farlo esplodere. -
Veronica -  Sei completamente pazzo. Non puoi farlo -
S'era frapposta a sbarrare l'accesso alla porta, ma Perez con delicatezza l'aveva spintonata di lato e con un calcio deciso aveva spalancato l'uscita.
Perez - Si che posso e lo farò, con o senza il tuo aiuto. Ma se collaborassi te ne sarei grato. Avanti, stiamo facendo un'opera buona, anche se Garfield non merita niente, ma sarà il Signore a giudicare. Ci credi in Dio? Io non ne sono sicuro, ma se mi chiedi del diavolo ti rispondo di si, soprattutto dopo averlo visto all'opera, e t'assicuro che Garfield sarà davvero fortunato a non passargli tra le mani. Si farà qualche anno di galera quando lo incolperanno di questo disastro, ma sarà comunque vivo. Soprattutto nessuno si farà troppo male.Tu comunque volevi andartene ed io pure. Sarò costretto a sparire subito che se qualcuno mi riconosce come l'autore della trama di questo inghippo, tra le mani di quel diavolo ci finisco io, e non ne ho nessuna intenzione. A te, invece, converrebbe rimanere, ci sarà l'Assicurazione a risarcirti, quello che non prendi da Garfield lo prenderai da loro, magari non la stessa cifra ma pur sempre qualcosa di sostanzioso per ricominciare. -
Con molta cautela aveva sollevato lo scatolo che aveva poi accostato al muro de "Il fiore del mio giardino" avendo cura, però, di posizionarlo sulla parete contigua al negozio di Garfield: l'esplosione avrebbe dovuto danneggiare anche quello, per dare l'idea dell'opera messa in atto da un principiante.
Veronica - Perché stai facendo tutto questo per Garfield? Cosa te ne viene in tasca? -
Lo pungolava ostinata, per coglierlo nella fragranza di una bugia
Perez - E' inutile, non riesci proprio a vedermi come l'eroe buono! Mettiamola così, che senza un avversario non mi diverto e, seppur Garfield non è mai stato alla mia altezza, devo riconoscergli alcune non disprezzabili, perverse, intuizioni. Eppoi anche tu e Van Gogh eravate in procinto di partire: senza la mia madonnina italiana vestita di nero, sarei rimasto proprio solo.
Veronica - Io? -
Perez - Ti confesso che volevo andarmene già da un pezzo, la vita stanziale e le beghe del fisco non fanno per me, ma se non fosse accaduto tutto questo casino io sarei rimasto almeno fino al giorno in cui tu avresti smesso il lutto per vederti indossare un altro colore. Credo di essere rimasto solo per questo. Una volta ho sognato che eri vestita di rosso. Il rosso è il mio colore preferito. Magari a te ne neppure piace. Ma nel mio sogno eri vestita di rosso, ed eri bellissima -
Veronica - Il rosso... sono anni che non lo indosso, non piaceva al mio defunto marito, lo trovava  appariscente e inopportuno nella maggior parte delle circostanze. Un colore profano. -
Perez - Un colore profano? Davvero? E tu gli hai creduto? -
Veronica - No, ma gli ho dato retta. -
Perez -Non sembri di quelle che danno facilmente retta: O eri troppo innamorata o non lo eri abbastanza, per cui hai espiato rinunciando al colore rosso. Si, deve essere andata proprio così -
Veronica - Sei un tipo pieno di certezze -
Perez - In alcuni campi ho acquisto una certa esperienza -
Aveva ribadito col suo disarmante sorriso obliquo.

Perez - Dobbiamo ora separarci. Dovrai rimanere ancora un qualche tempo qui a New Eden per raccontare la tua versione dei fatti, che è poi la tua unica verità.Non ti accadrà nulla di male e non potrai essere accusata di niente: d'altronde eri tu il bersaglio. L'Assicurazione dovrà risarcirti, non so in che misura, ma qualcosa ti spetta, e magari sarà sufficiente per realizzare il tuo viaggio a Napoli. Garfield sarà al sicuro in prigione, seppure una volta uscito dovrà ricominciare da capo ad incasinare qualche altro luogo.
Veronica - E tu cosa farai? Dove andrai? -
Perez - Taglio la corda prima di essere accusato di essermi rammollito. Ho anch'io una reputazione da difendere. Del negozio se ne occuperà il mio socio, ne farà quello che vuole perché quello che mi spetta l'ho già preso, il resto non mi riguarda. Dove vado è top secret -
Veronica - E' un addio, questo. Non ci rivedremo più? -
Nel tremito della sua voce s'intuiva un'emozione, anche per lei, nuova
Perez -  Mai dire mai. Ovunque io sia ti ritroverò seguendo la scia rossa del tuo vestito.Ti ritroverò, perché è l'unica cosa che davvero voglio. L'unica possibilità a cui aspiro -
Glielo aveva sussurrato nell'orecchio prima di sparire nella notte che di li a poco si sarebbe colorata di rosso.