Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

mercoledì 19 aprile 2017

Scintille di luce

Le cose più difficili le sto facendo ora che gli anni non sono  più dalla mia parte.
...col tempo che scorre veloce, tracimando sensazioni e ricordi in un indistricabile viluppo d'alghe, che sa di mare e di naufragi, cosicché mi riscopro a percepire le emozioni di un tempo lontano come fossero quelle del presente, generando caos in questa me che non è più quella di allora.

Un teatro dell'assurdo dove il pubblico è lo specchio che mi da la possibilità di poter strettamente interagire, in uno strampalato te-a-tete, con l'unica spettatrice presente in sala: io stessa.
Invano cerco, per movimentare la scena, di coinvolgere Cagliostro, il mio gattone nero, che però odia i monologhi e profondamente lo annoia il non sense, così sveltamente si libera da questa mia pretesa di una sua qualsiasi partecipazione, sgattaiolando agile dietro un qualche angolo da cui distratamente getterà, al mio indirizzo, scettiche occhiate imbarazzate.

Apprezza molto di più le mie interpretazioni esistenzialiste, durante le quali talvolta mi degna di una qualche sua improvvisa comparsata, più per rubarmi la scena che per un'autentica compartecipazione.
Ma io adoro questi suoi cammei, seppur durano un brevissimo tempo, quando poi annoiato dalle mie trame pressoché prive di azione, smette i panni dell'attore e veste quelli dello spettatore, ed eccolo, comodamente seduto, svirgolare la sontuosa coda a mo di punto interrogativo, simbolico compendio a tutti i miei quesiti esistenziali e alla loro ormai certa, definitiva irrisoluzione.

Ma Cagliostro, come tutti i gatti, è un pragmatico, vive nell'unico tempo del presente, e a differenza di me, non ha assilli sul futuro nè cincischiamenti sul passato, e così tutti i nobili, tormentati, irrisolvibili interrogativi che dimorano nella mia testa, in lui, invece, convergono nell'irridente punto interrogativo della coda.
...e nel modo commovente in cui guarda, con gli occhi incantati di un bambino, l'ondeggiare della mia collana di perle e le scintille di luce delle paillettes del mio abito.

 Scintille di luce: ecco, forse è questa la risposta a tutti i nostri interrogativi esistenziali.
Una risposta che nei secoli abbiamo forse consapevolmente scartato a causa del nostro cerebrale bisogno di supponenza, ma l'unica che avrebbe misericordiosamente posto fine a quel nostro estenuante, esasperato peregrinare di quesito in quesito, per poi sempre ritornare alla madre di tutte le domande: qual'è il senso della vita?

Il senso della vita è in quelle scintille di luce che non sempre riusciamo a vedere.
Scintille di luce: è questa la risposta.
La più umana.
La più divina.
 ...e il mio gatto la conosceva da sempre.
Marilena