Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

lunedì 14 maggio 2018

Jérôme Bissailon e Martin Deuxième: una storia d'altri tempi




Il Guascone
All'inizio era"Il Guascone", un racconto del 2010, che avrei dovuto solo correggere dalle troppe incongruenze della trama che ad una lettura, neppure troppo attenta, risultava nebulosa, difficile da districare nella matassa del suo intreccio.
Io stessa per un momento sono entrata in confusione, anche se rileggendo i commenti risultava che i lettori avevano invece correttamente interpretato la storia.
Periodi non ben allineati, concetti ripetuti troppe volte, collegamenti deboli o del tutto assenti tra i vari paragrafi: un disastro.
Occorreva una paziente revisione e un riposizionamento strategico dei vari paragrafi a ristabilire la logica del racconto.
Ho trascorso molte ore a cancellare, ricollocare, introdurre elementi nuovi, espandere o restringere, cercando nel contempo di non stravolgere la storia ma solo di renderla più coerente.
Un lavoro snervante quello spostare e riposizionare i paragrafi o solo le frasi al loro interno, mi costringeva a rileggere continuamente il tutto per essere sicura di aver creato i giusti collegamenti con le restanti parti da inserire.
Il tutto espletato nel mio caotico modus operandi, e con l'aggravante di una memoria sempre troppo poco collaborativa.
E la pretesa di ripristinare l'ordine attraverso il caos.

La trama originale
La trama originale de "IL Guascone" raccontava la storia di Jerome e Martin, amici e compagni d'avventura. Ma mentre Jerome "il guascone" scavezzacollo e affascinante, raccoglie i successi di quella loro storia comune, Martin, per oscuri motivi dalla gloria disconosciuto, vive all'ombra dell'amico, covando invidia ed odio, e alla fine lo uccide avvalendosi della complicità inconsapevole di un adolescente, al quale viene interamente imputato l'assassinio e condannato a morte. Il guascone stesso non sa che ad ucciderlo nel sonno è stato l'amico, e la verità la scopre solo quando, disperatamente invocato dall'adolescente che sta per essere giustiziato, gli viene concessa l'opportunità di ritornare sulla terra per ristabilire la giustizia.

Redistribuzione dei ruoli
Una figura ingiustamente secondaria questa del ragazzo, che pur gli avevo fatto carico d'onerose, gravissime responsabilità all'interno della storia, e che per questo ben avrebbe dovuto essere da me riqualificato personaggio principale.
Cosa che nella fase di riscrittura ho coscienziosamente fatto, dando a questo oscuro giovane maggior rilievo e qualche battuta aggiuntiva, ed introducendo una figura nuova e tragica, quella della madre, della quale mi sarei servita per meglio chiarire il suo ruolo e le dinamiche dell'assassinio di Jerome.
Martin, nella trama originale, pur essendo a dispetto del titolo che attribuiva a Jerome "il guascone" il ruolo principale, era in realtà lui il protagonista, che io però  avevo reso quasi incorporeo, relegato in uno spazio esiguo all'interno della vicenda e interamente raccontato dalla voce di Jerome.

Seppur dopo infinite correzioni la storia risultava molto più  scorrevole, sicuramente più logica, continuavo a rilevare una stonatura che ho individuato nella mancanza dei dialoghi
Le scarne battute della stesura originale non soddisfacevano lo scopo, non colmavano i vuoti della mancate risposte ai presupposti, leciti interrogativi del lettore.
Dopo giorni di lavoro avevo ottenuto un risultato ancora insoddisfacente, assolutamente incongruo alle mie aspettative.

L'ho riletto a voce alta (inusuale per me, seppure al tempo della scuola era mia abitudine studiare ripetendo a voce alta) e allora ho capito cosa non quadrava nella sceneggiatura: la voce narrante non doveva essere quella di Jeremy, ma la mia, perché sua narrazione era soggettiva, di parte, non obiettiva, e la vicenda unicamente raccontata dal suo punto di vista, impediva a Martin di controbattere le sue motivazioni.

Uno squilibrio assoluto.
Un'ingiustizia.
Che anche ai colpevole va garantito il diritto di difesa ed io, invece, avevo già stabilito il mio verdetto influenzando la giuria (i lettori).

E allora, nel ruolo di voce narrante ed imparziale, ho ripreso in mano le file del racconto e i destini, seppur già tracciati, di Jerome e Martin, concedendo ad entrambi gli stessi spazi e le stesse opportunità per evolvere il loro racconto individuale. E portare il lettore dalla propria parte.

Un nuovo titolo. E una nuova trama
Ho praticamente riscritto il racconto partendo da basi già stabilite e col finale invariato, perché anche in questo rifacimento Jerome morirà, e sarà Martin, senza intermediari, ad ucciderlo.
In ultimo ho cambiato anche il titolo in "Una storia d'altri tempi"

Ho cancellato le figure dell'adolescente e della madre, (non ne avevo più bisogno) e introdotto quella di Aida la zingara, la bellissima avventuriera che vive circuendo gli uomini, e di cui entrambi sono innamorati. E la causa per cui Martin romperà il suo sodalizio con Jerome.

La figura di Aida avrei potuto maggiormente svilupparla, evolverla nei suoi rapporti con Martin e Jerome, con un capitolo a parte, tipo "una storia nella storia", per evitare che la bellissima avventuriera, esperta nelle arti della seduzione e degli incantesimi drastici, fagocitasse Jerome e Martin, diventando lei la protagonista assoluta di questo racconto.

Nessun commento: