Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

giovedì 29 marzo 2018

Cagliostro: i pensieri segreti di un gatto

Cagliostro: i pensieri segreti di un gatto (in 363 battute, che è il numero di parole usate per entrambi i racconti)
Un racconto doppio, da un idea di Angelo Fabbri e scritto in collaborazione con lui.


Ad Angelo 
al quale vanno tutti i miei più sinceri ed entusiastici ringraziamenti.


"Cagliostro" di Migiani Marilena: ironico, psicologico, manipolatore


Io e lei siamo in sintonia, non proprio come lei vorrebbe ma nelle modalità da me stabilite, consapevole che  le donne bisogna tenerle sempre un po’ in sospeso, sulla corda, che a mostrarsene troppo attratti si rischia di  ritrovarsi con quella corda al collo, o al dito, stretta come una vera nuziale. Io però questo rischio non lo corro perché apparteniamo a razze diverse, seppure come è nella natura congenita delle donne costantemente mi tenta con la trappola al miele delle seduzioni: attrattive (bocconcini, croccantini, snack gran gourmet), ammaliatrici (bacini, grattini, affettuosità a gogò, nomignoli strampalati sussurrati con voce da innamorata) corruttive (palline di ogni dimensione e colore, piccoli giochi felini, e le sue stesse mani). Adoro questo suo gran da fare esclusivamente per compiacermi, e così magnanimamente la illudo di esercitare un qualche potere, concedendomi al suo amore, ovviamente nei modi e nei momenti a me più consoni: reclamando, con insistenza, la sua attenzione, soprattutto quando è intenta al computer, sulla cui tastiera non disdegno esibirmi in una provocatoria passerella, con lei che a tutta prima mostra d’essere in collera per questa mia sfacciataggine e poi, invece, mi prende fra le  braccia e mi coccola, scusandosi perfino di quella sua troppo lunga distrazione nei miei confronti. Non ce la fa proprio ad essere arrabbiata con me. Anche quando è sul divano, intenta a leggere o guardare la tv, e allora io inizio a giocare coi suoi capelli, glieli ingarbuglio tirando via laccetti e mollettine, e lei  ride divertita, fiera che io sia così ardito e sicuro del mio appeal, da prendermi la temeraria confidenza di spettinarla senza tema di rappresaglia. Quando su quello stesso divano poi s’addormenta, mi acciambello su di lei e m’addormento anch’io, lasciandomi cullare dal ritmo del suo respiro e avvolgere dal calore del suo corpo che materno mi accoglie con una carezza amorevole e l’offerta di un lembo di coperta. Adoro questa nostra complicità anche se non glielo dirò mai, perché l’amore deve essere vissuto come una meravigliosa, e mai scontata conquista, da rinnovarsi con entusiasmo ad ogni risveglio e ad ogni bacio della buonanotte.
Insegnare l’amore: è la missione che Dio ha affidato a noi gatti.



"Cagliostro" di Angelo Fabbri: dark, misterioso, notturno


Conte Cagliostro del Vlad


La notte è il mio momento.
Quando le luci si spengono e anche le televisioni tacciono, quando I rumori degli uomini si stemperano sotto il grande manto scuro, quando solo i radi lampioni della strada tentano invano di lacerare il buio con la loro fioca luce, allora, solo allora io mi ridesto.
Infinite leggende sono state scritte su di me: «creatura notturna» mi chiamava il Poeta, «angelo della notte» un innamorato respinto, «messaggero del demonio» un ignorante fanatico nei suoi medievali deliri, ma io non sono niente di tutto questo.
Io sono il padrone della notte, l’ombra che silenziosa s’insinua in ogni cosa, in ogni angolo delle vostre case. Io sono colui che conosce ogni segreto e che vede scorrere davanti ai suoi occhi la vita e la morte, e mai giudica, mai muta la fredda luce dei suoi occhi.
Nomen omen, e mai locuzione fu più appropriata, perché il Latino che la inventò forse non conosceva la magia dei numeri ma sapeva leggere nelle stelle e nell’animo umano, e prestava attenzione alle sue azioni.
Così io, che del Grande Mago assunsi il nome, tanto vituperato dagli ignoranti quanto glorificato da chi conobbe gli arcani e I loro mistici segreti, io vivo nelle vostre case una pigra vita giornaliera, ma di notte spalanco le mie pupille come gialli fanali che sanno scrutare dentro ogni più riposto segreto e vengo da voi, che dormite sonni tranquilli o agitati, o respirate piano.
Allora, camminando con movimenti felpati, scivolo silenzioso sui vostri letti, sui vostri cuscini, e mi adagio vicino ai vostri corpi immoti, sì che sentiate il mio morbido calore avvolgere le vostre membra e i vostri pensieri. E scivolo silenzioso dentro ai vostri sogni, percorro in perfetto equilibrio le intricate vie dei vostri pensieri e con la pazienza di mille e mille anni, la pazienza di chi già era padrone del mondo onirico al tempo dei signori delle grandi piramidi, mescolo speranze e desideri, ricompongo disperazioni, lacero I più ingrovigliati conflitti e carezzo con I miei morbidi polpastrelli i dolori di ognuno di voi, così da lenirli e restituirvi vivi al nuovo giorno.
Io, che sono Cagliostro, il nero compagno delle vostre giornate.