Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

sabato 17 febbraio 2018

Un inverno senza fine


Che cosa sto facendo, qui, in questo inverno senza fine?
(Franz Kafka)

Dopo tutti questi anni di freddo interiore non sono riuscita ancora a svilupparne la tolleranza.
Forse è nella natura umana la propensione al calore, così nonostante le filosofie e le dottrine che pure trattano con un qualche fervore questo freddo interiore, l'aspirazione massima rimane il contatto: abbracci, carezze, baci. Anche solo sfiorati. Ma che ci siano, e con una qualche frequenza.
Che ci siano, perdio, e in grandi dosi, che il peccato più grande è proprio quella mancanza di calore e il gelo conseguente che ti fa avvoltolare su te stessa, coesa nella tua stessa carne, un informe tutt'uno.

E allora ho riversato la mia intelligenza, e le mie energie, nella costruzione di un mondo parallelo che ottemperasse a questa mia primaria esigenza di calore e condivisione.
In questo mio mondo metafisico gli oggetti hanno così acquisito un'anima, e una ragione d'essere, che trascende la loro reale funzione.
Non più oggetti, ma feticci.

In questa impalcatura cerebrale (una diversa versione, di più ampio respiro, di quel mio informe tutt'uno corporeo) gli oggetti, così come le cose astratte, interagiscono fra di loro e con me, animando una realtà altrimenti priva di attrattiva, se non quella della scrittura.
Piuttosto, sono proprio questi feticci casalinghi a rendere, con la loro surreale esistenza, più sopportabile la mia solitudine, fornendomi strampalati motivi psicologici per andare avanti.

"La caffettiera rosa, già pronta sulla macchina a gas, è la prima a darmi il buongiorno, con la dolcezza del suo aroma: è un'elegante, profumatissima ballerina, in tulle rosa, ritta sulle punte, che piroetta, in perfetta sincronia, con la fiamma del fornello. Ma perché questa pantomima avvenga devo trovarla già posizionata al suo posto, altrimenti le manovre atte alla sua preparazione inesorabilmente la relegherebbero allo status di semplice oggetto. E così, per realizzare quella magia, tra i riti serali, prima di andare a letto, ho inserito anche quello della preparazione della moka"

Condivide, però, questo mio mondo, astratto e bizzarro, Cagliostro, il mio gattone nero che, a differenza di me, meravigliosamente vive nella realtà oggettiva, senza troppi sofismi né vaneggiamenti di sorta, così per lui una caffettiera è una caffettiera, e il freddo è solo quello climatico, a cui facilmente pone rimedio al caldo della sua cuccia o sotto il mio stesso plaid.
Cagliostro non è bastante a se stesso, è bastante al mondo.
Di sicuro, indispensabile al mio.
Marilena