Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

lunedì 4 dicembre 2017

Regina delle nevi


E' dal risveglio che galleggio sospesa in una bolla di sapone: i sensi ottusi e gli occhi che non riescono a mettere a fuoco i contorni delle cose, cosicché appare tutto sfumato come in una foto ingiallita dal tempo.
Ma sono ben consapevole della realtà oggettiva di questo nuovo giorno, e del mio mandato di sopravvivenza a cui non posso sottrarmi, e forse neppure lo vorrei.
Abnegazione e dovere sono un tutt'uno per quelli come me che sempre troppo poco hanno amato se stessi, e ancora, nonostante le esperienze trascorse, trovano difficile ed estraneo questo esercizio.
Se non ti ami tu per prima neppure gli altri ti ameranno, seppur sono convinta che benissimo potrebbe valere l'inverso, se qualcuno ti ama ti rimane più facile il volerti bene.
Ma in definitiva cosa dovrebbero amare di me gli altri?
Cosa dovrei amare io di me stessa?
Le quattro parole che riesco qui a scrivere per colmare il vuoto dilagante che mi circonda, e che forse per incapacità congenita, invano mi sono spesa a colmare?
Oggi, nel presente, mi riesce difficile anche scrivere, per via del continuo stato di precarietà emotiva con cui ho convissuto lunga parte della mia vita, e che alla fine mi ha consumata.
Scrivo per rassegnazione, per smaltire il carico delle troppe cose che ho dentro e che la scrittura rende più lieve, un sollievo seppur solo momentaneo ma bastante a riprender fiato.
 Eppoi tutto quel freddo interno che mi gela l'anima e i sentimenti, ed enormemente acuisce la mia distanza tra me e il mondo. Distanza che io sono così brava a mascherare cosicché nessuno è mai entrato nel mio deserto di neve, anche perché le poche volte che ho voluto mostrarlo a qualcuno di cui pensavo di potermi fidare non è mai risultata essere una buona idea, che la reazione scontata è sempre stata quella dell'attribuzione ad una mia eccessiva esagerazione.

Regina delle nevi, cosa ti manca per essere felice?
Hai un lavoro (piccolo piccolo, ma comunque con uno stipendio, che di questi tempi lamentarsene è follia ed egoismo)
Hai una casa.
Hai una famiglia.
Hai un figlio.
Hai un gatto.

...se per questo ho anche un armadio e una dispensa, un certo numero di scarpe e un paio di ombrelli.

E' che la gente è propensa a vedere quello che hai, o quello che mostri di avere, ma è totalmente cieca su quello che realmente ti manca, e così anche quando tu gliene parli, quelli continuano a non vedere, neppure per cattiveria o menefreghismo, ma per difesa personale, per paura di essere fagocitati loro stessi da tutto quel tuo freddo e finire sepolti nel deserto di neve.

Ho un computer, e scrivo.
Potrei mostrare questo, ma non lo mostro.
D'altronde la mia è una produzione letteraria senza capo né coda.
Alla rinfusa.
Caotica, come sono io dentro.
Non ci si capisce gran che, seppure tutto appare ben disposto e in ordine.
Ogni scritto perfettamente incasellato sotto la propria etichetta.
Però se apri quei file ti può piovere addosso di tutto: contraddizioni, nevrosi, paure, e paranoie.
...ma anche tutto, tutto quell'eccesso di amore irrisolto.
Marilena