Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

domenica 12 novembre 2017

L'amore. L'amore. L'amore.



Cosa stiamo festeggiando?
Chiedo stupita ad Amaranta, dopo aver accolto la sua richiesta perentoria di scendere nell'antro e partecipare anch'io alla festa.

Niente che riguardi singolarmente qualcuno di noi, ma qualcosa che ci riguarda tutti: l'amore.
E la sua voce diventa morbida, così come morbide sono le sue labbra che mi sfiorano la bocca.

L'amore. L'amore. L'amore.
Continua a ripetere ridendo, mentre piroetta con un Iggy stralunato ma felice, inconsapevole della parola amore ma al settimo cielo di essere lui il prescelto per quella giostra vorticosa.

Iggy emette brevi suoni appena percettibili e subito risucchiati all'interno, credo sia il suo modo di ridere o di manifestare entusiasmo, mentre vortica tra le braccia di Amaranta a cui innocentemente s'abbandona con lo sguardo perso dell'innamorato.
Il piccolo serial killer defraudato del suo destino, d'improvviso si ritrova catapultato nel girotondo delle possibilità infinitesimali, di cui tutto ignora e a cui, però, istintivamente ancora il suo primitivo desiderio d'amore.
...amore, anche se solo per un momento corrisposto.

L'amore. L'amore. L'amore.
 Non è la magia a cui tutti aspiriamo? Quel miracolo moltiplicato per l'eternità?
...a quel miracolo a cui un tempo anch'io ho aspirato e, seppur per alcuni momenti, ho creduto realizzato, e i cui fallimenti, invece, sono stati i fattori determinanti alle mie complicazioni esistenziali, che se oggi, nell'età matura, ho scoperto benissimo poter sopravvivere senza, decisamente che questa constatazione, solo recentemente acquisita (che la mia ricerca, anzi la mia speranza, nel corso degli anni si è auto alimentata nonostante le mie negative previsioni) m'avrebbe, invece, enormemente giovato nel passato.

Ma queste congetture non cambiano di un'acca il mio presente, quindi tanto vale lasciarsi travolgere dall'entusiasmo del momento, che pure è bello partecipare a questa festa odierna, non programmata, e in onore di nessun'altro che noi stessi, una comunità di orfani rigenerata in virtù di quell'amore che pure un tempo ci è sfuggito, o non abbiamo saputo trattenere.

E tutti partecipiamo, a nostro modo, a questa festa meravigliosa: Lizard/Monnalisa, la lucertolina bionda, con movimenti aggraziati svirgola la sua codina, assecondando il ritmo della musica, mentre Robinson, il topolino naufrago, a pochi passi da lei, timidamente, e poi sempre più sicuro, si esibisce in un canone inverso. Mai stati così vicini, quei due, e così in sintonia, che quella loro è solo un'apparente discordanza armonica, quella stessa degli innamorati che fingono reciproca indifferenza ma che in realtà appassionatamente si desiderano.

L'amore. L'amore. L'amore.
E come evocato da una magia, o dal richiamo del mio cuore, Cagliostro, il mio gattone nero, si materializza sulla soglia, e mi guarda coi suoi occhioni tondi di bambino, incerto se varcare l'uscio o più prudentemente, vista la presenza di Iggy, rimanere sul limite e lasciarsi una via di fuga.
... un impasse che dura solo un breve attimo, perché lo prendo tra le braccia e insieme ci lanciamo nel vortice della festa.

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