Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

martedì 2 maggio 2017

Un ruvido risveglio

Un ruvido risveglio nel cuore della notte, interamente trascorsa con gli occhi fissi alla finestra e al quadrato di cielo che mai si decide ad albeggiare.
Al primo chiarore sono già in cucina a sorseggiare un caffè irrimediabilmente amaro, nonostante gli svariati cucchiaini di zucchero che hanno notevolmente fatto alzare il livello del liquido all'interno della tazzina e, probabilmente, anche il mio tasso di glicemia.

Fuori è Maggio, mentre io sto cercando il freddo Dicembre e il calore di una casa abitata, nonostante Cagliostro si stia prodigando a creare scompiglio, come ormai è sua abitudine, per rendere imprevedibili i miei risvegli, ruzzolandomi tra i piedi, rovesciando a terra piccoli oggetti o minacciando la scalata delle tende, e quando infine prende atto della vanità di questi suoi tentativi, si ferma al centro della stanza a miagolare sommessamente, fissandomi con uno sguardo da orfano a cui proprio non posso resistere.

- Avrei dovuto chiamarti Charlie Chaplin, attore nato, ecco cosa sei - Gli dico ridendo
Lui mi guarda coi suoi immensi occhi color di foresta e la splendida coda dritta, poi maestoso mi guida verso l'angolino delle ciotole, ad officiare al rito della sua colazione.
Cagliostro ama mangiare in mia compagnia, lui pesca un bocconcino dalla ciotola dei croccantini e poi, dal cucchiaino che io gli porgo, prende un assaggio di cibo umido.
Un boccone per volta, metodicamente in alternanza, attento a non sprecarne neppure una briciola, mentre io gli racconto dei miei progetti della giornata, che sono poi sempre gli stessi di tutti gli altri giorni.
A cambiare è solo il tono della voce, allegra o triste, sommessa o giocosa.
Lui conosce tutta la gamma delle mie tonalità, seppur non ne tiene alcun conto, che quando ha deciso d'imbarcarsi in qualche sua marachella, neppure il tono più minaccioso lo dissuade.

Ma ritornando a questo mio ruvido risveglio, e ai motivi che lo hanno determinato, sono cosciente che qualcosa al mio interno sta di nuovo implodendo, (i motivi ben li conosco e parlarne in questo diario non servirebbe a nulla, se non a crearmi altro caos emotivo) e così dovrò ricorrere a tutte le mie collaudate strategie esistenziali per evitare che accada, o almeno limitarne il fragore.
 Quello che so è che non ho voglia, stamani, né di voci né di presenze.
Ma non posso pretendere che siano gli altri, oltretutto incolpevoli, a rendersi invisibili, così dovrò essere io a diventare incorporea (specialità in cui eccello) per poter scivolare, come fumo, tra le strette maglie di questa giornata, e non permettere a nessuno di potermi anche solo per un momento trattenere.
Marilena

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