Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

martedì 11 aprile 2017

Se non avessi creato questo mio mondo sarei morta in quello degli altri

Credo che se non avessi creato il mio mondo probabilmente sarei morta in quello degli altri.
(Anais Nin)



...e così è stato anche per me: se non avessi creato questo mio mondo sarei morta in quello degli altri.
Anche se faccio sempre più fatica a scrivere, e rischio di perdermi in altri paralleli, sono ostinata a farvi ritorno, a non perdere le coordinate di questo luogo così segreto, (perché non basta una cartolina con immagini del paesaggio e minuziose descrizioni, a palesarlo vero) eppur così visibile, con le porte sempre aperte e le tendine tirate a mostrar gli interni a tutti coloro che, empaticamente, hanno voluto accedervi per una sosta, per un ristoro e la cordialità di una conversazione.
...e così è stato per lungo tempo, perché nel presente solo le tendine sono ancora spalancate, ma le porte chiuse.

Strano come io abbia cancellato (quanto intenzionalmente?) i ricordi della mia vita reale, mentre ho invece reso indelebili quelli di questa virtuale.
Mi basta scorrere le pagine del mio diario on line, come fossero spezzoni di un film, per ritrovare volti, situazioni, parole e stati d'animo, così gioiosamente, dolorosamente e conflittualmente nitidi, da non lasciare spazio a nessun alibi, a nessuna menzogna, né mia né altrui.

Questo mio mondo, bianco rosso e nero, poi diventato a colori (perfino con inclusioni al neon), ed oggi in un brillante bianco e nero, la stessa tonalità dei vecchi film restaurati per la visione di un pubblico nuovo.
Nel mio caso, però, non c'è neppure più un pubblico (che non considero certo pubblico i miei spettatori invisibili, che io stessa ho creato per scongiurare l'ipotesi probabilissima di un parterre deserto, quelli che da sempre mi seguono come attenti giurati in un processo, e saranno loro, e solo loro, fedeli e incorruttibili, ad emettere il verdetto finale sul mio operato), che io da tempo ho sbarrato le porte alle voci esterne, agli applausi e ai fischi, per poter intimamente riflettere sul finale più giusto di questa mia storia.
...che anche l'Antro un giorno chiuderà i battenti ed io debbo pur collocare i miei coinquilini in un luogo sicuro, che sia pure un altro parallelo, nella speranza che qualcuno (forse un'altra me stessa) in un futuro non databile su nessun calendario, se ne innamori e li faccia rivivere nel restauro pregevole di un brillante bianco e nero, così come avviene con i vecchi film.
Marilena

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