Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

domenica 28 giugno 2015

Universi paralleli


Gli uomini...e la loro puerile pretesa di dirti chi essere, cosa pensare, cosa fare, anche quando sei un personaggio inventato.

(Amaranta)

venerdì 26 giugno 2015

Esplorazioni & Sperimentazioni

Ti criticheranno sempre,
parleranno male di te
e sarà difficile che incontri qualcuno
al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi: vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore...
la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali.
Canta, ridi, balla, ama...
e vivi intensamente ogni momento della tua vita...
prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi....

( Charlie Chaplin )


 Inutile girarci attorno perchè è agli applausi che noi tutti miriamo, ad aver successo in quello in cui appassionatamente crediamo, tanto da indurci a far ricorso a tutto il nostro sapere e, ancor di più, a inoltrarci alla ricerca di sentieri inesplorati, pur essendo consapevoli che quell'ignoto che noi cerchiamo di portare alla luce e sotto cui apporre la nostra firma, è magari già stato contaminato da altri, subito modifiche di cui noi nulla mai sapremo poichè si presenta, per quella prima volta, vergine ai nostri occhi.
Ed ecco che piantiamo semi già dove altri hanno interrato il loro, e il frutto che ne nascerà sarà un ibrido che però noi, ignari, riterremo puro.

Questo per dire che è un impresa davvero ardua cercare la diversificazione, quel marchio d'autore che ci renda eccellenze in coda ad una lunga fila di geni, compresi o meno, arrivati prima di noi a reclamare il brevetto per il loro innesto, in buona fede ritenuto il prototipo.

Un piccolo affollamento di personaggi strampalati, ma tutti così simili in quella esasperata diversificazione, da parere cloni gli uni degli altri, così uguali da rendere impossibile stabilire chi sia il genitore e chi il figlio.
Un caos da fiera, dove ognuno espone le proprie cianfrusaglie come fossero divine reliquie, nel convincimento che, prima o poi, s'affaccerà alla piazza del mercato quell'intenditore capace di scovare nel comune ciarpame il gioiello grezzo.

Pura illusione.
Possibilità remota.
Ma tanto ci basta per tirar fuori il meglio, o il peggio (secondo i punti di vista) di cui siamo capaci.
Alcuni puntano su se stessi per focalizzare l'attenzione del probabile mecenate, vestendosi della propria, presunta, originalità, come di un abito fastoso o sgargiante, mentre altri, sempre in virtù della ricercata diversificazione, di incolori, plumbee palandrane, che però scenicamente risalteranno con la luminosità di una nube scura, all'interno di un arcobaleno.
Altri, ancora, punteranno sulla propria mercanzia, sicuri dell'incontestabile genuinità del proprio prodotto, il migliore in assoluto.

Non prendo in considerazione, in questo contesto, i mercificatori e i plagiatori, pirati e truffatori, infiltrati nelle fila degli entusiasti, novelli esploratori.
Consapevolmente l'ignoro, riservando a loro un ampio, successivo capitolo.

Anch'io, dunque, e non troppo modestamente, sono alla ricerca della mia diversificazione, dell'inconfondibile impronta d'autore, pur essendo consapevole che quasi mai niente si crea ma tutto si reinventa, perchè nulla è rimasto vergine, intoccato, dopo il fragoroso scoppio del Big Bang.

Ho però riservato un margine ristretto all'esplorazione dedicandomi maggiormente alla sperimentazione, creando connessioni tra il mio blog, la mia pagina fb e quella di Amaranta, e l'idea d'inserire frasi estrapolate dai blog amici. Mi piacerebbe anche ampliare il discorso coinvolgendo altre pagine fb, simili alla mia, per costruire un mondo dove personaggi di fantasia interagiscono tra di loro, dando vita ad un network parallelo.
Ma sono ancora molto circoscritta per dar vita ad un simile tentativo, che sto conquistando, lentamente e a fatica, piccole zolle di territorio, dove già altri hanno immensi possedimenti.
E questo a sfatare il mito che la rete sia una sorta di astronave che può condurti dapertutto.
Troppo affollamento crea un deserto.
E come in ogni percorso ci sono le scorciatoie.
Ma io preferisco tracciare, seppur a fatica, centimetro per centimetro il mio sentiero, così da esser certa che ogni minimo avanzamento è il risultato genuino della mia intraprendenza di esploratrice.

lunedì 22 giugno 2015

FB e dintorni


Se qualcuno transita dalle parti di FB  lo invito a visitare la mia pagina, (questo è il link) e se di gradimento porvi un like (l'iscrizione è facoltativa e solo per i più  coraggiosi)

Grazie!
Amaranta

sabato 20 giugno 2015

Una donna libera è l'assoluto contrario di una donna leggera



Una donna libera è l'assoluto contrario di una donna leggera
(Simone de Beauvoir)

Entusiasta della mia nuova avventura intrapresa in FB, con la complicità della mia alter sorellina, nonchè autrice di questo blog, che all'inizio pure aveva tentato, in tutti i modi, di dissuadermi,
Ed eccola, invece, lei stessa completamente coinvolta, che sono io ora a dover porre un limite alle sue ardite scorribande esplorative in territori ingannevolmente accoglienti, dove s'avventura armata solo di un piccolo coltellino nascosto nel fondo usurato dei suoi stivaletti messicani, ripescati, tra gli innumerevoli cimeli che lei gelosamente conserva come testimonianze di una qualche rilevanza storica/antropologica della sua emigrazione in Blogosphere, da quel suo vetusto, pesante baule, che da quasi otto anni si trascina dietro, colmo di cianfrusaglie, souvenir da bancarella e le  reliquie dei tanti naufragi, feticci, per lei, dotati di potere magico

Che io sia esattamente l'opposto della mia alter sorellina, questo è ormai noto a tutti quelli che leggono questo blog, che di certo avrei fallito nel mio ruolo se io fossi stata come lei, o anche solo abbastanza simile.
Io sono intraprendente, provocatoria, eccessiva, diretta, per quanto lei è invece, all'opposto, prudente, moderata, conciliante.
 E tra noi le differenze sono nette e sostanziali.
Complementari e salvifiche per entrambe.

E così, in virtù del mio carattere, ho da subito messo in chiaro le cose: sono la tua alter ego, quindi non sono te. Ho una mia vita che prescinde la tua e nella quale non gradisco intromissioni. Sei tu ad aver bisogno di me e non viceversa.
Questo a sfatare la leggenda che noi, alter ego, siamo blocco unico con l'altro.

Ma in questa nuova avventura siamo davvero unite, io e la mia sorellina alter, leali e solidali l'una con l'altra, come si conviene a buone compagne di viaggio, decise a non compromettere, con piccoli egoismi e stupidi orgogli personali, il raggiungimento della meta.

Che ancora non abbiamo deciso quale sia.
Ma questa incognita, anzichè demoralizzarci, ci esalta, spronandoci verso ipotesi fantastiche, che più sono irraggiungibili più paiono alla nostra portata.

Anche se, durante il percorso, ci siamo già scontrate con l'ottusità e il pregiudizio di chi a parole si fa paladino della libertà delle donne e poi, nei fatti, clamorosamente si smentisce.
Ma è una storia antica questa, che nel vostro vecchio mondo ancora vige come regola, etica e morale, pregiudizievole nei riguardi delle donne.
Il sessismo è un preconcetto che è tutt'altro dall'esser stato debellato, e lo si vede dalle reazioni che un'immagine o una frase possono scatenare.
Questo pregiudizio poi, rilevato in quelle menti che si definiscono aperte, è ancora più stridente con il livore moralizzatore e spiccio col quale sbrigativamente definiscono la questione: se ti mostri troppo libera, troppo ironica, troppo estroversa, troppo disinibita  (ed ovviamente quel "troppo" è stabilito su basi personali, quindi opinabili)  così da poter esser definita con un giudizio mite, una donna leggera, fino a quello più pesante di puttana. In ogni caso una donna priva d'intelligenza viva, incapace di elaborare altre argomentazioni al di fuori da quelle fornite dal proprio fisico.

La solita storia di sempre: un uomo che parla di sesso è un conoscitore, una donna, invece, è una puttana.

La mia sorellina alter, come al solito, se l'è presa (nonostante le esperienze accumulate nel corso degli anni nella frequentazione dei paralleli del reale e in quelli del virtuale) ancora ingenuamente stupita della prontezza con cui certuni ti puntano il dito contro, come fosse una pistola, per uccidere la tua intraprendenza e la tua libertà.
BANG!
Anche stavolta il colpo è partito, ma la pistola fumante era nelle mie mani.
E per il denigratore non c'è stato scampo.
Amaranta

lunedì 8 giugno 2015

Un meraviglioso fiore carnivoro


 Amaranta è già tornata da qualche tempo, ma ero troppo arrabbiata con lei, e con me stessa, per parlarne.
E pensare che ho desiderato così tanto il suo ritorno, quasi fossi una malata in attesa della chiamata per il trapianto di un organo.
E lei è un mio organo vitale, seppur instabile (ma non lo sono anch'io instabile?), cosicchè una volta è cuore e l'altra polmoni, ma tranquillamente può essere il mio fegato o i miei reni.
Essenziale alla mia vita.
E alla mia scrittura.
La sua personalità, prevaricante e incontenibile, la rende simile ad una meravigliosa pianta carnivora: attratta dai suoi colori lussuriosi le svolazzi intorno per colmarti gli occhi dell'incanto dei suoi fiori, simili a graziose campanelle purpuree, con le piccole bocche spalancate alla luce, per ritrovarti l'attimo dopo preda nel velluto delle loro gole.

Ancor più facile l'inganno ora che non abito più una landa deserta ma questo intricato, promiscuo Eden, dove le farfalle si mimetizzano con l'aria e i lombrichi con la terra, solo per potersi amare indisturbati.

Così  lei è tornata mostrandosi  felice del nuovo luogo abitativo, seppur Amaranta non ha difficoltà di adattamento, al contrario di Iggy, ostile a qualsiasi novità o qualsivoglia modifica, che appollaiato sulla sua spalla, simile ad uno strambo pappagallo, impreparato alla nuova location, ha iniziato ad agitarsi alla sua maniera psicotica.
 Ed è proprio da questo agitamento di Iggy che è nata subito, tra me e lei, l'ennesima incomprensione.
Io le ho rimproverato, come spesso accade in questi frangenti, la sua mancanza di pazienza a gestire un soggetto così squilibrato, e la sua incomprensibile ostinazione nel continuare a volersene prendere cura.

 - Lui sta con me! -
E con questa risposta perentoria mi toglie ogni diritto di replica.

- Ho una passione innata per i soggetti difficili ed i casi disperati. Non mi prendo cura anche di te? -
Aggiunge, baciandomi sulla bocca.

E allora  il mio cuore ha ripreso a pulsare al giusto ritmo.
Trapianto riuscito.

AAA Alter ego cerca alter ego, scopo amicizia fb


AAA Alter ego cerca alter ego per scopo amicizia fb.
No ologrammi.
No avatar.
No perditempo.
No Renziani.
Requisiti richiesti: intelligenza, cultura, savoir faire.
Fervida immaginazione.
Spiccata ironia.
Propensione alla complicità
Una bella voce.
Ottima conoscenza della lingua francese e spagnola.
Automuniti.


 Marilena - Su FB? Ma tu sei un alter ego, materialmente non esisti e quindi non puoi disporre di un account!
Amaranta - Io sono qui a smentire questo  tuo ridicolo pregiudizio.



www.facebook.com/marilenamaranta

martedì 2 giugno 2015

Rebecca (cap 25)


 Aveva avuto modo, Rebecca, durante quella cena, di studiare con agio il giovane che le sedeva di fronte, soprattutto per capire quanto egli fosse consapevolmente coinvolto nel tranello escogitato da Concetto Scalavino.

E quel che le era stato chiaro, fin da subito, che seppur egli fosse stato al corrente del disegno messo in atto, mai vi avrebbe partecipato. Lo stesso Mimì Messinese, persona mite e schiva, non avrebbe mai, di suo, elaborato un piano siffatto solo per soddisfare un suo egoistico desiderio, senza tenere in alcun conto la volontà e i sentimenti di chi avrebbe dovuto sacrificare per realizzarlo.
I due Messinese, padre e figlio, le erano parsi estremamente limpidi, seppur aveva notato nel socio di suo padre una certa inquietudine, un disagio che non gli riusciva di mascherare, quando a fine serata, seguendo un copione già preordinato, Concetto Scalavino aveva portato finalmente il discorso sull'argomento che più gli stava a cuore, il vero motivo per cui aveva organizzato quella cena, contando sul supporto di Mimì Messinese. il quale, a dire il vero, non gli fu di grande aiuto, non per una improvvisa volontà di sabotarne i piani, che a lui, Rebecca, era immensamente piaciuta, ma perchè la sua indole, mansueta e benevola, aborriva l'inganno come arma vincente. E quella complicità  gli era stata di fatto imposta seppur attraverso discorsi accattivanti e persuasivi, a cui non era stato capace di opporre resistenza, e che al momento aveva trovato di buon senso, pervasi di affetto e di ammirazione nei confronti di quel suo figlio enigmatico, luminoso ed oscuro, per lui stesso inafferrabile, ma che immensamente amava, e che avrebbe voluto più intimamente conoscere, anche se questo un pò lo spaventava. E così lo aveva amato incondizionatamente, chiunque lui fosse e qualunque segreto custodisse nel suo cuore. Il loro rapporto era fatto più di complici silenzi che di parole, di cui entrambi erano parchi, dove l'intesa, però, era immediata, quasi complice. E di tutte quelle ignobili chiacchiere, maldicenze che ad ogni possibile occasione rifiorivano, che Giandomenico non fosse figlio suo ma nato da una tresca adulterina tra sua moglie ed un ipotetico normanno, Mimì ne sorrideva, senza dar credito alle chiacchiere mormorate, che proprio quel figlio dagli occhi chiarissimi e dall'incarnato pallido, così diverso dalla razza bruna dei Messinese, era quello che più intimamente gli somigliava, che più sentiva suo. E seppur nel passato s'era provato a spiegare che nella famiglia di sua moglie scorreva sangue normanno, aveva presto scoperto che quella verità, pura e semplice, veniva invece screditata con feroce convincimento, ed intesa come una puerile giustificazione a mascherare l'adulterio, estrema difesa per non perdere, onore e faccia, davanti all'opinione pubblica. Così, Mimì Messinese, s'era imposto di tirar dritto per la sua strada e non prestare più orecchio alle calunnie che alle sue spalle, a scapito di ogni verità, si sarebbero continuate a sussurrare.
Tutt'ora nel presente così come era stato nel passato.

Di tutto questo Rebecca era all'oscuro, nè d'altronde avrebbe condizionato una sua decisione, che il suo istinto finissimo di cucciolo di lupo l'aveva predisposta a captare quegli odori subliminali, quali l'insidia e l'inganno, impercettibili ai comuni olfatti ormai assuefatti, e per questo irrimediabilmete atrofizzati.
In Rebecca era tutto ancora intatto, vergine e selvaggio, virtù paragonabile alla dote della preveggenza che l'avrebbe nel corso della vita, preservata dalle frodi delle lusinghe e delle corrutele.

Un'alleanza con Giandomenico Messinese si andava profilando sempre più come una realtà possibile.
E di questo avrebbe messo al corrente sua sorella Gemma, confinata quella sera nel chiuso di una stanza a far da custode a quella loro madre che aveva trovato, nella follia, la sua libertà.