Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

giovedì 24 maggio 2012

L'addestratore di cavallucci marini (cap 3)

Miss Pure appariva agli occhi di Ketty come l'esempio della realizzazione possibile di una vita diversa che, seppur delimitata dai confini di un paesaggio circoscritto dalle regole societarie, era pur sempre possibile travalicarne i limiti, mirando alla forzatura piuttosto che alla conquista degli spazi oppressi.
La vita stanziale e scapigliata dell'ineffabile Miss Rose si contrapponeva, nel suo immaginario, con irresistibile seduzione e come termine di paragone, a modello alternativo alla sua, invece, rigidamente strutturata sui codici della gente nomade.
In virtù di queste inedite riflessioni, la giovane acrobata aveva iniziato così a valutare la necessità dell'amputazione di quella sua coda di sirena che ora le appariva umiliante come la propaggine di una catena.
 Miss Pure, dal canto suo, s'era ella stessa infatuata della piccola Dixon, irresistibilmente attratta dalle dissomiglianze, piuttosto che dalle similitudini, che la loro conoscenza sempre più intima metteva in risalto.

Intanto, appena al di fuori dell'abitato dove erano state issate le tende del "Great Sea Circus", si era formata una sorta di comunità secondaria dei nuovi perditempo aggregati a quelli di sempre, provenienti dalle zone limitrofe, irretiti dal roboante richiamo della gran cassa percossa con entusiastica energia da un figurante che s'andava aggirando, novello Nettuno, a bordo di un  fantascientifico carro marino in esplorazione dei sentieri provvisori irradianti da Culver City, con lo scopo pagano della propaganda e del lucro.
In realtà, Mr Wolf, l'addestratore di cavallucci marini, era un convinto seguace della scienza di  Abraham Gottlob Werner, l'ideatore della "Geognosia" e fautore delle teorie del "Nettunismo" cosicché quasi sempre lo spettacolo acrobatico era poi integrato da una coda didattica assolutamente gratuita, mirata alla divulgazione e al proselitismo.

Si era già cominciato, dalle prime luci dell'alba, indefessamente a lavorare per organizzare, impiantare e programmare le complesse scenografie: oliare ingranaggi, misurare distanze, issare specchi e stender panneggi per ottenere l'effetto illusorio di un fantastico, sbalorditivo caleidoscopio marino.
Dichiarata come sempre "off limits",  l'area di lavoro sorvegliata a vista da un energumeno barbuto che andava sfoggiando, a tracolla della corta tonaca da Ulisse, una minacciosa carabina Spencer.
Era già successo, in passato, che altri impresari meno abili e meno fantasiosi avessero cercato di penetrare i segreti e le meraviglie di quell'universo cobalto (bianco e azzurro erano i colori del "Great Sea Circus") per trarne spunto, o peggio ancora, farne plagio, costringendo Mr Wolf ed il colonnello Dixon ad assoldare l'Ulisse pistolero.

Nel frattempo, Osmond Cox, direttore, azionista e giornalista del "Newspaper of Culver City" aveva trascorso, a tal fine, la notte all'addiaccio, abbarbicato ad un'altissima sequoia prospiciente l'area vietata, per penetrare i segreti di quell'illusionismo avanguardista che era all'apice della nascente leggenda del "Great Sea Circus" e svelarli in uno scoop sensazionale.
L'articolo sarebbe stato pubblicato il giorno stesso del grande spettacolo di Los Angeles.

8 commenti:

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    1. ......sono io che mi sto perdendo, Antoine.
      Un bacio
      Buon week end

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  2. Quando ti perdi sei ancora meglio ...... miao

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    1. Ciaooooooo Lucy, mannaggia, che periodo stressante, nopn riesco a star più dietro a molte cose, neppure questo piccolo angolo di Blogosphere.
      Un pò di rallentamento, però, più che perdersi e, con te, mai!
      A te un bacio grande come l'ampiezza stellare di Blogosphere
      TVB

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  3. Vien voglia di rimontarmi il mio acquario :)

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    1. Mi sembra un ottima idea!
      Popolato d'ippocampi e sirene e meduse trasparenti e......
      Grazie di questo commento
      Marilena

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  4. Perdersi... è tutto...!
    Adoro abbracciare le sequoie...non ci si arriva, ad incontrarsi, ma sono estremamente morbide...!
    Un bacio
    Cla

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    1. Ehilà Claudia, non avevo mai pensato in questi termini ad una sequoia, ma è vero!
      Un bacio, grande e morbido, quanto una sequoia:)

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