Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

sabato 22 gennaio 2011

Orsola Guinée (Capitolo 1)


La nostra storia inizia con l'Ambasciatore del Panama a Lisbona, di cui tacciamo per rispetto il nome, un tocco d'uomo dall'aria luttuosa ed incorruttibile, che ora però blatera incoerente, in preda ai demoni del piacere, frasi che esulano dal linguaggio di un così alto funzionario, e che qui per decenza omettiamo (per non incorrere in scomuniche e scandalizzare chi s'imbatterà nella lettura di questa storia) dimentico del suo titolo e del decoro che le sue competenze gli addebitano, al momento ineluttabilmente smarriti nel cataclisma dei sensi che lo ha travolto tra le coltri di odalisca prezzolata di Orsola Guinèe.
L'Ambasciatore del Panama a Lisbona arranca esausto, ancorato alle gambe solide ed alle  braccia da bucaniere di Orsola, mentre in preda ai sussulti del godimento mormora litanie incomprensibili e...canta, perfino.
Sì, avete ben inteso, l'Ambasciatore del Panama a Lisbona con un filo di voce canticchia una una ninna nanna con la quale s'addormenta rappacificato con il mondo col quale deve esser sempre costretto a mediare, e a barcamenarsi, tra punti e virgole, atti a costruire passatoie per avanzare e reticolati per contenere, che questo è lo scopo della diplomazia, e ciò che da lui, in virtù della sua carica, si esige.
Dunque, ora che l'Ambasciatore riposa tranquillo con la bocca socchiusa sul capezzolo sinistro di Orsola, colto dal  sonno al termine di una strofa che doveva forse finire con la lettera E, che è questo che a noi pare essere nella mimica grammaticale delle sue labbra, questo si evince dalla loro apertura minima, che se fosse stata una A oppure una O, avrebbe di sicuro avuto un diametro maggiore. Stabilito anche questo dettaglio, seppur ininfluente ai fini di questa storia, è nostro dovere risalire alle cause che hanno favorito la contaminazione tra un personaggio di alto livello, quale è l'Ambasciatore del Panama a Lisbona, ed Orsola Guinèe, apolide, puttana di mare, peregrina instancabile di rotte e di porti, ospite di riguardo, seppur di contrabbando, su battelli e navi i cui equipaggi, ufficiosamente e per vie traverse, fanno trapelare la notizia del suo imbarco, garantendosi il tutto esaurito e, quasi sempre, la certezza della presenza di una qualche celebrità o personaggio di alto lignaggio, e se la memoria non m'inganna, perfino di una eminenza, salita a bordo forse per redimere o per essere redenta, che il filo sottile tra chi pecca e chi assolve a volte è assai ingarbugliato, e così meglio non indagare su questa che è poi un'altra storia, ma diligentemente limitiamoci a fare un nodo al capo del filo ritrovato, come un punto alla fine di un capitolo.
Orsola Guinèe, che non è questo il cognome della sua nascita che noi pensiamo sia, invece, di origine italiana, come lascia intendere l'etimologia del suo nome, Orsola e non Ursula, che avrebbe, invece, suggerito un più largo ventaglio d'ipotesi sulla sua nazionalità, essendo lo stesso nome in questa variante largamente diffuso in tutta Europa.

Di origine italiana, forse figlia d'immigranti, povera gente che ha cercato sorte migliore lontano dal suolo natio. Dove, non ci è concesso stabilirlo dal momento che incontriamo, per la prima volta, Orsola già adolescente ma con le fattezze sviluppate di una donna, sotto la tenda rabberciata di un circo a Cayenne, ingaggiata per distogliere l'attenzione del pubblico dagli inganni, fin troppo visibili, di un mago da strapazzo.
Compito di Orsola è quello di svolazzare intorno al vecchio ciarlatano preposto ai giochi di magia, e le cui dita deformate dall'artrite hanno perso la dimestichezza con l'invisibilità del trucco, e penosamente arrancano, lente e fuori sincrono, svelando sovente l'inganno, ed è in questi momenti di raccordo che lei deve esibirsi in un inchino, quanto il più possibile plateale e scomposto, per calamitare su di sé l'attenzione del pubblico.
E non ha molto da faticare, Orsola, in questo suo compito, poiché i suoi seni generosi paiono dover prorompere, ad ogni squillo di trombetta, dal corpetto stentato che li contiene, in un carnevalesco, gioioso lancio di gancetti e stringhe e fiori di cartapesta.
E' questa l'unica magia che il pubblico anela e per la quale paga il biglietto.

11 commenti:

  1. uhhhmmmmm interessante la Orsola ......
    sa di avventura picaresca ........ si si molto intrigante miaoooooooooooo
    chissà come è approdato l'ambasciatore, ma già gli opposti si attraggono inesorabilmente

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  2. Ehilà Lucy, mi viene da ridere perchè questo l'ho scritto di getto ed ora mi tocca pure finirlo. Che m'invento?
    L'ambasciatore è approdato seguendo la scia del profumo di Orsola la bucaniera :)

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  3. Puoi anche lasciarlo cosià Amaranta,
    un incompiuta come certi grandi concerti, come certe sculture .... il fascino di ciò che non è finito, che lascia all'immaginazione di completare il resto ..... un bacione miaooooo

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  4. Ciao Marilena,un racconto molto bello e intenso,questi personaggi per come sono descritti da te diventano reali,una bella storia,che può esser antica come dei nostri tempi,condivido il pensiero di Fel,ma devo anche aggiungere che una volta sulla mia nave il Demone perduto ho ospitato una certa Orsola ma non ricordo il cognome.
    Complimenti al tuo estro.
    Buona serata.
    Un abbraccio.

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  5. No Lucy, non esiste assolutamente che io lasci qualcosa d'incompiuto, perderei il sonno e la tranquillità se abbandonassi Orsola in balia di una storia che non ha risvolti e nè finale.
    Appartengo a quella categoria di persone che deve necessariamente chiudere il cerchio, fissare il punto, puntellare una retta.
    Ma mi è capitata la stessa identica cosa per la Marquise Baroque: il mio intrappolamento nella narrazione.
    Storia che parte all'inizio breve, con i punti ben chiari e già fissati e poi......dilaga e si amplia oltre misura.
    I personaggi, che all'inizio erano secondari, ecco ora emergono con obiezioni e nuove tesi, hanno tutti qualcosa di "estremamente vitale" d'aggiungere alla storia e, così, non mi rimane che ascoltarli e lasciarli raccontare: alla fine io sono solo la mano che scrive :))
    Un bacio, Luce
    Marilena

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  6. Doveva essere di sicuro lei, principe achab, è una di quelle donne di gran temperamento, che lasciano il segno.
    Ma anche lei, ora che mi ci fai pensare, mi ha accennato ad un incontro in alto mare con un capitano italiano, genovese per la precisione.
    Un incontro mooooooooolto intrigante, così lo ha definito.

    "Ho ripercorso diverse volte quelle rotte dove il mare è in perenne burrasca, sulle tracce dell'affascinante capitano genovese, ma di lui nessuna traccia"
    Orsola Giuinèe - Memorie di una bucaniera

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  7. adoro questo tuo modo di scrivere così profondamente erotico. mi è piaciuto un sacco.

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  8. Grazie davvero, Ady......ci sarà una seconda parte e, credo anche una terza......
    Quando hai le idee ti manca il tempo, succede sempre così :)
    Un bacio
    Marilena

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  9. Si, poi la quarte parte te la scrivo io DDDDD!!!
    Sai essere strega nel tuo genere...ammaliare....carpire....ipnotizzare!
    M'inchino! E ora plaudo!
    Un bacio
    Elisena

    P.S.:M'è piaciuto molto quando descrivi le labbra a lettera E. Io me lo immagino più ad U!

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  10. Eliiiiiiiiiiiii, mannaggia non ho più tempo per stare al pc!!!!!!!!
    Il tempo......è solo una folle corsa.
    Grazie per questo commento :)
    Un bacio
    Marilena
    P.S. Tanto tra un pò ristai qui, no? eheheheeheh

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  11. @Eli
    Ho messo il mio blog sotto licenza Creative Commons :)

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