Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

lunedì 31 gennaio 2011

GIORNATA CONTRO IL PLAGIO IN INTERNET

  
 UNA GIORNATA  CONTRO IL PLAGIO
1 Febbraio 2011
E'davvero importante aderirvi perchè questo problema riguarda tutti, anche quelli che pensano che non li tocchi personalmente, e non c'è nulla di piu' sbagliato che ragionare nei termini che subordinano la difesa dei giusti principi alle nostre specifiche necessità individuali.
Non è una battaglia contro i mulini a vento e non è neppure condannare alla cieca, ma questo è un mondo nuovo che rischia, però, di esser già vecchio se lo lasciamo permeare dalle pessime abitudini che ci portiamo dietro, quasi che fossero il nefasto e contagioso virus di una malattia incurabile, refrattario ad ogni rimedio.
Ma una cura esiste ed almeno la si può tentare: la sensibilizzazione, che va di pari passo con l'educazione ad un più corretto approccio, ed intendimento, di ciò che è Blogosphere.
L'etica della rete non poggia sui divieti ma sul rispetto delle norme democratiche e sull'autoregolamentazione che, nel loro fondamento, si basano sulla reciprocità e condivisione.
Reciprocità e condivisione, per loro natura, rigettano l'idea del furto e quella del plagio.
E' importante aderire in molti perchè farlo in 10 non è la stessa cosa che farlo in 100 che non è la stessa cosa che farlo in 1.000 che non è la stessa cosa che ......

Si può dare l'adesione alla pagina FB de LA PROPRIETA' INTELLETTUALE  direttamente dal logo che trovate apposto sulla colonnina dei widget.

giovedì 27 gennaio 2011

Orsola Guinée (Capitolo 2)

Orsola, alla morte del mago, invano viene iniziata alle tecniche acrobatiche del trapezio, perché quel suo corpo solidamente strutturato con seni pesanti, natiche sode e fianchi marcati, si è rivelato assolutamente refrattario all'apprendimento dei segreti del volo.
Teme la negligenza dell'aria cosicché, nonostante le imbracature e le contro imbracature, penosamente annaspa rattrappita nel vuoto con le dita uncinate al predellino, terrorizzata dalla forza di gravità ed in completa dissonanza col ritmo festoso dell'altalena.
La piccina ha un corpo compatto, privo di sfumature. Ha sporgenze oltre misura di seni e di fianchi, ed ossa pesanti. E' una leonessa, non una farfalla. Ha sentenziato Madame Malia nella prerogativa del suo ruolo d'indovina, dopo aver assistito all'ennesimo fallimento acrobatico di Orsola.
E cosa possiamo farne di lei? Ha chiesto Doctor Garras nella duplice veste di domatore di fiere e direttore del circo.
Quello per cui con un corpo simile si nasce: la puttana. Ha risposto prontamente, e senza dover consultare la sua sfera di cristallo, Madame Malia
Così Orsola, immantinente, è passata dai tecnicismi sull'apertura delle braccia a quelli sull'apertura delle gambe.
Facilmente potremmo sorridere del pragmatismo a doppio senso di Madame Malia, sulla sua sottolineatura che pur sempre di arti si tratta, e che storcere la bocca non giova allo stomaco, perchè è risaputo che se lo stomaco si lamenta si lamenta tutto il resto.
E non stiamo qui neppure a sparar giudizi su ciò che è morale e su ciò che non lo è.
Morale è mangiare tutti i giorni. Questo sentenzierebbero in coro unanime se fossero interpellati, a tal proposito, gli artisti del Grande Circo Planetario che, sovente, a causa dei capricci di fattori esterni, climatici o territoriali, o per l'ostilità preconcetta verso le genti nomadi, si ritrovano senza pubblico e col piatto vuoto.
Madame Malia in persona, che in un bordello è stata concepita, istruisce Orsola sui rudimenti del sesso, senza però troppo influenzarla, consapevole che ogni donna affina le arti in base al proprio carattere ed alla propria predisposizione.
Ma sono queste lezioni aperte, dove ogni componente della famiglia circense ha il dovere di contribuire, con l'apporto della propria esperienza e della propria professionalità, all'educazione sessuale della giovane Orsola.
Naora, l'esile contorsionista asiatica, le ha svelato gli artifici per rendere snodate le ossa e consenzienti le vertebre; Doctor Garras, le ha insegnato il linguaggio universale del frustino; Rirì e Frederik, gli acrobati, l'hanno introdotta alla sottile arte della complicità; Yuri, il nano epilettico, le ha raccontato la malinconia del sesso solitario; Ines, l' incantatrice di serpenti, l'ha istruita sui segreti retroattivi dello stordimento ipnotico.
Grandi e generosi maestri ha avuto Orsola in questo periodo oscuro della sua vita, quando è ancora orfana di un cognome e senza il retaggio di una storia.
Ma quella piccola attività di meretricio, consumata con discrezione sotto una tenda adibita all'uso, frutta quegli ottimi guadagni che gli spettacoli nell'arena mai avrebbero reso.
Ed in fine sempre di arte si tratta. Così tacita la sua coscienza, Madame Malia. Ed è questo che va di continuo rammentando ad Orsola nei momenti difficili in cui, volontà e morale, entrano in conflitto.
L'arte vera, bambina, quella universalmente riconosciuta, non si basa su teoremi filosofici ma su risultati concreti perché è, nella sua essenza, al pari della matematica e dell'astronomia, una scienza esatta.
Orsola, non essendo capace di contrapporre alcuna antitesi alla dialettica da imbonitrice dell'indovina, facilmente si lascia irretire dai discorsi programmati e consolatori di Madame Malia che si premura, altresì, di esprimerle la propria riconoscenza nel riservarle il pasto più abbondante e la coperta più calda. Giunge persino, la domenica di una fredda Pasqua, a regalarle un suo drappo rosso che un tempo era stato un magnifico scialle di Persia.
Se la penuria ottunde i sensi, ed indebolisce l'intelletto, danni non meno gravi ne procura l'abbondanza, quando l'appagamento appesantisce le carni ed illanguidisce la mente.
E' esattamente quest'ultima la disgrazia che s'abbatte sulla famiglia del Grande Circo Planetario dove al suo interno, individualmente, si va smarrendo l'identità originale, biografica ed artistica di ognuno, a favore di una collettiva, più oscura e maligna, ancora in embrione, ma che ad un'attenta analisi non lascia presagire nulla di buono.
Ed i segnali ci sono tutti.
Orsola è diventata la solida fonte di sostentamento a cui attingono tutti.
Caduta la finzione dell'allestimento del tendone multicolore del Circo, ci si limita ad issare solo il suo tepee, che non ha bisogno di strombazzature pubblicitarie, né di alcun altro richiamo, dal momento che la fama la precede con garanzia preventiva del tutto esaurito.
Che si stia perdendo per strada è evidente, seppur nessuno vuol prenderne atto.
Così Rirì e Frederik, gli acrobati, passano il tempo oziando nei saloon, assuefatti alle carte ed alla rissa; Naora, ingravidata da Doc Garras, trascorre le sue giornate in un silenzio solitario ed accusatorio, nell'amarezza contemplativa del suo ventre enorme; Ines, in balia di una depressione aggressiva, si è disfatta dei suoi innocenti rettili per consacrarsi al veleno corrosivo del wisky; Doc Garras ha venduto, in un unico pacchetto, i suoi leoni asfittici e Yuri, il nano epilettico, ad un giovane imprenditore di spettacoli di nome Buffalo Bill, perché ora la sua nuova attività consiste nel montare di sentinella al tepee di Orsola nelle ore in cui è impegnata nella sua arte.
E sono davvero troppe ore.
Così  lei, alla fine, si è ribellata rifiutandosi a chi ha già pagato, ed ecco che il frustino intimidatorio di Garras  torna a sibilare, come ai vecchi tempi, per sottomettere la leonessa alla legge del domatore.
Madame Malia, che tanta influenza ha avuto in queste vicende, merita un inciso a parte, testimonianza ulteriore di quando virtù e peccato si sovrappongono, così che la coda del diavolo può benissimo essere vista come la fune dell'angelo, secondo l'angolatura da cui sbirciamo. E, dal suo angolo di visuale, Madame Malia ha chiaramente visto il baratro nel quale stanno tutti precipitando, e pur respingendo con fermezza l'addebito di una sua colpa personale nel destino di Orsola, e nello sfacelo morale che ha travolto la famiglia del Circo Planetario, ( ma concediamole il credito della buona fede perché, col tempo, ha finito lei stessa col creder vere le sue fanfaluche filosofiche) non può ignorare la realtà oltraggiosa del frustino col quale Garras tenta di sottomettere Orsola e, come una furia, gli si avventa contro, tramortendolo al suolo con la sua sfera di cristallo.
Una sfera pesante della storia di tanti destini.

sabato 22 gennaio 2011

Orsola Guinée (Capitolo 1)

La nostra storia inizia con l'Ambasciatore del Panama a Lisbona, di cui tacciamo per rispetto il nome, un tocco d'uomo dall'aria luttuosa ed incorruttibile, che ora però blatera incoerente, in preda ai demoni del piacere, frasi che esulano dal linguaggio di un così alto funzionario, e che qui per decenza omettiamo (per non incorrere in scomuniche e scandalizzare chi s'imbatterà nella lettura di questa storia) dimentico del suo titolo e del decoro che le sue competenze gli addebitano, al momento ineluttabilmente smarriti nel cataclisma dei sensi che lo ha travolto tra le coltri di odalisca prezzolata di Orsola Guinèe.
L'Ambasciatore del Panama a Lisbona arranca esausto, ancorato alle gambe solide ed alle  braccia da bucaniere di Orsola, mentre in preda ai sussulti del godimento mormora litanie incomprensibili e...canta, perfino.
Sì, avete ben inteso, l'Ambasciatore del Panama a Lisbona con un filo di voce canticchia una una ninna nanna con la quale s'addormenta rappacificato con il mondo col quale deve esser sempre costretto a mediare, e a barcamenarsi, tra punti e virgole, atti a costruire passatoie per avanzare e reticolati per contenere, che questo è lo scopo della diplomazia, e ciò che da lui, in virtù della sua carica, si esige.
Dunque, ora che l'Ambasciatore riposa tranquillo con la bocca socchiusa sul capezzolo sinistro di Orsola, colto dal  sonno al termine di una strofa che doveva forse finire con la lettera E, che è questo che a noi pare essere nella mimica grammaticale delle sue labbra, questo si evince dalla loro apertura minima, che se fosse stata una A oppure una O, avrebbe di sicuro avuto un diametro maggiore. Stabilito anche questo dettaglio, seppur ininfluente ai fini di questa storia, è nostro dovere risalire alle cause che hanno favorito la contaminazione tra un personaggio di alto livello, quale è l'Ambasciatore del Panama a Lisbona, ed Orsola Guinèe, apolide, puttana di mare, peregrina instancabile di rotte e di porti, ospite di riguardo, seppur di contrabbando, su battelli e navi i cui equipaggi, ufficiosamente e per vie traverse, fanno trapelare la notizia del suo imbarco, garantendosi il tutto esaurito e, quasi sempre, la certezza della presenza di una qualche celebrità o personaggio di alto lignaggio, e se la memoria non m'inganna, perfino di una eminenza, salita a bordo forse per redimere o per essere redenta, che il filo sottile tra chi pecca e chi assolve a volte è assai ingarbugliato, e così meglio non indagare su questa che è poi un'altra storia, ma diligentemente limitiamoci a fare un nodo al capo del filo ritrovato, come un punto alla fine di un capitolo.
Orsola Guinèe, che non è questo il cognome della sua nascita che noi pensiamo sia, invece, di origine italiana, come lascia intendere l'etimologia del suo nome, Orsola e non Ursula, che avrebbe, invece, suggerito un più largo ventaglio d'ipotesi sulla sua nazionalità, essendo lo stesso nome in questa variante largamente diffuso in tutta Europa.

Di origine italiana, forse figlia d'immigranti, povera gente che ha cercato sorte migliore lontano dal suolo natio. Dove, non ci è concesso stabilirlo dal momento che incontriamo, per la prima volta, Orsola già adolescente ma con le fattezze sviluppate di una donna, sotto la tenda rabberciata di un circo a Cayenne, ingaggiata per distogliere l'attenzione del pubblico dagli inganni, fin troppo visibili, di un mago da strapazzo.
Compito di Orsola è quello di svolazzare intorno al vecchio ciarlatano preposto ai giochi di magia, e le cui dita deformate dall'artrite hanno perso la dimestichezza con l'invisibilità del trucco, e penosamente arrancano, lente e fuori sincrono, svelando sovente l'inganno, ed è in questi momenti di raccordo che lei deve esibirsi in un inchino, quanto il più possibile plateale e scomposto, per calamitare su di sé l'attenzione del pubblico.
E non ha molto da faticare, Orsola, in questo suo compito, poiché i suoi seni generosi paiono dover prorompere, ad ogni squillo di trombetta, dal corpetto stentato che li contiene, in un carnevalesco, gioioso lancio di gancetti e stringhe e fiori di cartapesta.
E' questa l'unica magia che il pubblico anela e per la quale paga il biglietto.


mercoledì 19 gennaio 2011

Don Giovanni e il silenzio delle stelle

E quando, Seraphine, t'addormenti al mio fianco, dopo fatto l'amore, già i miei sensi errano, superficiali ed incoerenti, sulle tracce di altri profumi, di altri corpi di donna, senza ombra di quel rimorso che pure inseguo e che, invano, attendo aggredirmi.
Lo sollecito, lo provoco, lo sfido.
Lo agogno.
Ma nulla.
Ti guardo dormire, Seraphine, così come guarderò dormire, in questo stesso letto, quella che sarà dopo di te. E tutte quelle che ancora dopo saranno.
senza alcun pentimento per le  mie promesse vane e le lacrime che verserai.
Rimorso, è la parola inventata dagli uomini per accrescere, col gusto dell'espiazione, il piacere del peccato. E' l'ago conficcato nella memoria che fa dolere l'anima al ricordo dell'oltraggio inflitto, cosicché, Seraphine, dovrei prostrarmi ai tuoi piedi e confessarmi ed invocare perdono. Ed espiare.
Ma nessun rimorso, per quanto cercato nelle profondità della mia consapevolezza, perpetra la mia coscienza, se non la disperazione di non riuscire a provare anch'io il piacere sottile di quel patimento.
E allora maledico il cielo e la vastità del firmamento, e impreco contro quel Dio che tale godimento mi ha negato.
Questa mia anima concava, Seraphine, che non ha accesso al rimorso, è la bizzarria che mi rende il più innocente tra gli uomini.
La mia anima scevra.
Ed il silenzio delle stelle.

lunedì 17 gennaio 2011

La nostra web strategy

Non essendo esperti di strategie comunicative, ma basandoci solo sulla proverbiale loquacità e simpatia dei nostri blog ( buuuuuuu), ci stiamo attrezzando per rendere più visibile questo sito e propagandare l'iniziativa del 1° Febbraio al meglio delle nostre capacità (sic).

Prologo

Avremmo potuto fa finta di ritrovare un manoscritto, oppure ritrovarci in una selva "escura", ma il cammino sarebbe stato troppo lungo e agli scrittori, nei manoscritti, duole sempre il pollice.
Più semplicemente decidemmo di ritrovarci su Skype; a larghissimo giro di mail ci demmo appuntamento per l'ora X.
Alla vista della mail, Doriana, credendo che Skype fosse un pianeta, maledì il giorno che si iscrisse al liceo classico anzichè allo scientifico.
Davanti al programma, tutta contenta di avere già un contatto, ben dopo la fatidica ora X, scoprì che da un'ora e mezza stava parlando con il test audio e video del server.
Miryam, davanti al computer, vedendo che ancora nessuno aveva mandato a lei un contatto, si rivolse al Vesuvio pregandolo di ricordarsi di Pompei, affinchè mandasse la lava purificatrice contro questi adepti del web che le stavano facendo perdere tempo prezioso.
Amaranta di fronte alla videata di Skype, meravigliata dei prodigi di blogosphere, iniziò la lunga sequenza di chiamate " a vivavoce": Tiziaaa, Lorèèèè, Elisèèèè, Tonìììì, ma che è 'sta robba?
Logos, nel frattempo, era intento a porsi domande esistenziali su come parlare senza avere un microfono.
Iniziò una ricerca forsennata su Google e si perse nei meandri del nichilismo fra Nietzsche e Vattimo.
Idea, sempre molto discreta, si rivolse a S.Gennaro, supplicandolo di farle una grazia affinché le cose vadano sempre bene. La risposta fu un rombo del Vesuvio, subito afferrato da Miryam, la quale scrisse una poesia in lode alla città partenopea.
Insomma, dopo molte ore si riunirono e decisero ti ritrovarsi in assemblea plenaria in un luogo remoto di Utopia.....all'ora X.
( Da un manoscritto dattiloscritto stenografato, ritrovato su un sentiero fra Heuropa e Utopia, mentre stava per essere ingurgitato da un cavallo claudicante di nome MAHATMA)

L'assemblea

Prende la parola Logos, presidente ed unico uomo del team che, reduce da una sostanziosa colazione di lavoro, si mostra ben disposto ad accettare suggerimenti ed idee, stoicamente predisponendosi anche al vaglio di quelle più strampalate.
In realtà la norma è:suggerimenti strampalati a iosa, proposte concrete......è li che si difetta!
Io ho avuto avuto una soffiata sulla possibilità di pubblicizzare l'iniziativa su Facebook e così non vedo l'ora di rendere partecipi gli altri: costo un euro.
Ma è proprio quel tipo di pubblicità molesta che, invece di portare adepti alla causa indisporrà anche chi ha già aderito, obietta Doriana, dottoressa in farmacia, che di nevrosi se ne intende, in particolare da quelle derivanti da un abuso smodato della pubblicità.
Potremmo pagare direttamente gli stessi blogger, saranno loro i nostri pubblcitari. Spediamo a tutti una mail con incluso il logo ed il messaggio da propagandare ed il bonus di un euro da spendere su eBay. Una specie di catena di S,Antonio e, già che ci siamo, chiediamogli pure il miracolo di far riuscire st'impresa. Propone ironico Logos.
Ma i fondi dove li troviamo? La domanda...... un coro sconcertato ed in apprensione.
Era una battuta! Taglia corto Logos
Proposta bocciata.
Il presidente batte con decisione il martelletto per ristabilire l'ordine che si sa, dove ci sono tante donne è impossibile avere il silenzio completo che sempre c'è da suggerire alla vicina un dettaglio, un pensiero improvviso o soltanto per complimentarsi del nuovo taglio di capelli.
Doriana ha una ispirazione fulminea: l'inserimento di un fogliettino recante le coordinate e le modalità dell'iniziativa all'interno delle scatole dei medicinali, al posto del bugiardino.
Potresti coinvolgere anche altri tuoi colleghi farmacisti. Suggerisce con discrezione Idea.
Ma certo, la proposta non è male. Con un giro ben organizzato di farmacisti adepti entreranno nelle case degli italiani, attraverso le scatoline dei medicinali, milioni di fogliettini propagandistici dell'iniziativa.
Chi vuoi che non abbia bisogno di comperare almeno un'aspirina? Concorda entusiasta Miryam.
Diciamocelo, questa di Doriana non è una proposta: è una genialata!
La nostra Web Strategy che sovverte ogni regola di mercato, l'unica che per comunicare on line si avvale degli antichi metodi della carboneria.
......ed i farmacisti sono gente solida ed affidabile. Sanno consigliare. E' la conclusione dell'arringa difensiva di Doriana per quella sua proposta che riscontra l'assenso entusiastico di tutte noi.
Stiamo ancora congratulandoci con lei per quella machiavellica strategia pubblicitaria, strette di mano e pacche sulle spalle, seppur virtuali, quando il martelletto picchia di nuovo inesorabile.
Proposta bocciata.
E Logos inizia ad innervosirsi.
Si rifiuta perfino di dare spiegazioni sul perché della bocciatura dell'idea di Doriana che a noi pare rivoluzionaria.
Forse, il presidente, ha solo fame
Al nord hanno orari diversi dal sud per il pranzo e la cena.
Anche se qui, convengo, non c'è di mezzo un fuso orario.
Chiedo a Doriana se tutti quelli del Piemonte hanno lo stesso fabbisogno di proteine e carboidrati di cui mostra continua necessità Logos.
Assolutamente no. E' la sua risposta decisa e scandalizzata dalla mia domanda
Altre proposte?
 Marilena & Lorenzo

domenica 16 gennaio 2011

Essere di sinistra

Ora questa iniziativa, e l'ho già detto, non è nata sotto l'egida di alcun colore politico ma ciò non toglie che io sia di sinistra: i miei valori, il mio vissuto, la mia visione della vita sono di sinistra.
Dare corso ad un evento collettivo, il più largamente condiviso e senza colore di bandiera, non significa sconfessarsi.
Sarebbe irrispettoso verso noi stessi.
Saremmo parodie.
Manichini che si vestono per l'occasione giusta.
La mia fede politica è di sinistra e non ne ho mai fatto mistero, ma questo forse invalida la bontà dell' evento che andiamo preparando?
Lo rende meno condivisibile?
Il mio essere di sinistra impedisce la comunicazione, la reciprocità o forse, invece, proprio da questo ne scaturisce l' esigenza?
Ho sempre ragionato in termini di collettività.
Continuo a pensarla così a tutt'oggi, nell'era dell'individualismo più esagerato e del pensiero unico, andando oltre, immaginando una comunità pluralista, multietnica, avanguardista: l'umanità di Blogosphere.
Il mio essere di sinistra non contempla l'indottrinamento, semmai  la condivisione.
Quindi non sono io, donna di sinistra, ad esser rimasta al palo, legata ai vecchi schemi della vita e della politica, ma chi, invece, pensa che la collettività abbia bisogno, per rimaner coesa, di asetticità, uniformità di colore e di comportamento.
Niente di più sbagliato e fuori dagli schemi di Blogosphere.
Sono le idee che contano e la loro attuazione.
E se queste sono proposte nei termini e nei modi il più largamente condivisibili sarebbe infantile rigettarle solo perchè sono scaturite da una coscienza di sinistra.
Marilena

sabato 15 gennaio 2011

Equivoci & Fraintendimenti

Sgombriamo il campo da ogni equivoco e fraintendimento riguardo l'iniziativa contro il plagio indetta per il 1 Febbraio.

Punto primo - Non è una iniziativa ad personam.
Seppur l'incipit è scaturito dal plagio di un mio post non è nel mio nome che questa iniziativa è nata.
Da subito gli è stata data una connotazione collettiva e non individuale e, ad essere ancora più chiari, da parte mia c'è stato anche il cortese, ma fermo rifiuto, alla proposta di usare il mio post plagiato UN DOLORE DA UOMO come testo da pubblicare sui blog che vi avrebbero aderito, proprio per non dare una caratterizzazione personale e non averne io una pubblicità speciale e gratuita.
E questo lo trovate scritto nelle mie risposte ai commenti sui miei post che trattano di questo argomento.

Punto secondo - Non è una iniziativa politica.
Se per politica s'intende una collocazione destra/sinistra questa iniziativa assolutamente non ce l'ha.
E' un problema etico questo di cui andiamo parlando e l'onestà intellettuale non è ascrivibile ad una determinata sfera politica e, sicuramente, per quel che mi riguarda la politica partitica ha già fatto troppi danni, moltissimi dei quali irreparabili e paradossali.
Mi viene da sorridere perchè questa piccola, microscopica iniziativa, sulla quale ci stiamo dannando l'anima per farle avere un pò di visibilità che vada oltre il circuito chiuso dei nostri blog, ha subito perfino un "boicottaggio" (involontarietà? disattenzione? menefreghismo?) da parte di un blog di quell'area a cui siamo stati "incolpati" di appartenere :)

La verità è che non ci caca nessuno, detto in parole povere, nè gli editor a cui siamo andati a bussare per avere consiglio, nè chi di solito fa grandi proclami sulla democrazia e le peculiarità della rete e, lasciatemolo dire, neppure gli stessi blogger ( timidezza? scetticismo? menefreghismo?) che, invece, del tema dovrebbero appropiarsene.
Ho avuto una solidarietà immensa quando ho dato notizia del plagio del mio post, e di questo, a tutti, e dal profondo del cuore, sono grata, ma .......la solidarietà è facile: è un attestato di stima e vicinanza la cui funzione si esplica e termina nelle parole.
La partecipazione è altra cosa.
E' quella che può render grande qualcosa che nasce piccolo e a cui si dà la giusta importanza per renderlo palese agli occhi dell'opinione pubblica, e nell'interezza del suo valore riconosciuto.
E' la dimostrazione che non occorre avere alle spalle agganci, sponsorizzazioni, testimonial, organizzazioni di partito, creatori di eventi, per organizzare qualcosa di grande e di vero.
Ma la realtà è che non siamo ancora pronti a prenderci le nostre responsabilità.

Personalmente ci ho messo la faccia ed il cognome non per averne vantaggio personale (quale poi?) ma soltanto perchè ci credo davvero e, mi è parso giusto che gli altri avessero qualcosa di concreto, oltre un nick ed un indirizzo mail, a cui far riferimento.

Ho sempre parlato chiaro ed in faccia, come è giusto che sia.
Sgombrare il campo da ogni equivoco, e fraintendimento, penso che sia oltre che doveroso assolutamente necessario.
 Marilena
P.S. - Non mi sono eletta  e, nessuno mi ha eletto, portavoce della comunità blogger.
Riconosco che ognuno è libero di aderire o meno, partecipare o meno, crederci o meno.
Quello che mi premeva era chiarire, sopra ogni cosa, che questa iniziativa non è ad personam nè reca colore politico.
Marilena

venerdì 14 gennaio 2011

Calamity o Marylin?

Sono emersa dalla notte senza avere concezione immediata del giorno.
Il caffè sa di fretta e di zucchero.
Non sono nella predisposizione di sorseggiarlo e gustarne l'aroma.
Ho però bisogno della sua spinta energetica e del suo calore.
Lo ingollo d'un fiato come si fa col whisky.
Ma non basta.
Il secondo caffè raggiunge lo scopo: è freddo ed arriva allo stomaco come un pugno, inaspettato e cattivo, ma è quel che occorre per far scattare i miei nervi sullo stato di allerta.
Assicuro il coltellino alla caviglia nel fondo dei miei stivaletti messicani, spargo un pò di maquillage, come polvere magica di pirlimpimpina, a ravvivare il mio sguardo straniato ed arruffo, più che pettinare, i miei capelli che avrebbero bisogno di uno shampoo che, stamani, non ho assolutamente voglia di fare.
Così li raccolgo in una coda di cavallo striminzita che mi ballonzola sul collo, e la frangia, come una tendina incollata sugli occhi.
Nascondere il tutto sotto un cappello da cow boy sarebbe l'ideale.
E gli occhiali neri farebbero il resto.
Ho un'aria vissuta, no...... stralunata.
La mia palandrana da pistolera penzola dalla stampella come una pelle scuoiata.
Ma stanotte non c'è stata alcun'altra caccia se non quella al sonno.
Rifletto che le notti, da un bel po di tempo ormai, si somigliano tutte, e mi verrebbe da dire anche i risvegli.
Ma no, quelli invece sono sempre diversi, seppur all'apparenza paiono seguire l'usuale regia.
Differenze ci sono tra un risveglio ed un altro, e sono quelle che decidono la giornata.
Sono quelle che t'inducono ad ingollare, invece che gustare, un caffè troppo caldo o troppo freddo, ad indossare stivaletti messicani e palandrana da pistolero piuttosto che decolté tacco 12 ed un vestito sexy.
Calamity o Marylin?
Marilena

martedì 11 gennaio 2011

Attenzione è una trappola!


Molto furbescamente, per correlare immagine e scritto, quel tanto che basta per non trasgredire i buoni principi dell'etica e per non macchiarmi dell'infamia di essere autrice di un messaggio ingannevole, avrei potuto inventarmi un titolo metaforico per giustificare la scelta di questa foto (di cui, per altro, non ho trovato il nome dell'autore) a rappresentare questo post ma, in verità, il suo unico scopo è quello di attirare l'attenzione sull'iniziativa, per altro seria, della giornata contro il plagio, che stiamo organizzando per il 1 Febbraio.
La visione di splendide gambe che calzano deliziosi stivaletti rosa (non storcete la bocca signore, saranno anche hitch ma, a livello d'immagine, davvero azzeccati ) serve solo a rendere meno tediosa la mia richiesta ( ma non è detto che vi venga personalmente a stanare uno per uno e compia, poi, feroci rappresaglie :) di pubblicizzare nei vostri blog il logo ORIGINAL IS BETTER e, se possibile, la pagina FB del blog LA PROPRIETA' INTELLETTUALE, per dare un pò più di visibilità a questa iniziativa, coinvolgendo in questo modo anche i blog che ruotano nel vostro circuito.
Non lo intendo come un  favore personale, è una richiesta specifica e seria dal momento che il problema esiste e può coinvolgere ognuno di noi.
Ovvio che l'argomento è individualmente recepito in maniera diversa, ma ciò non toglie che dovrebbe da tutti essere inteso come la difesa sacrosanta di quel principio etico che sancisce, a salvaguardia della paternità delle opere di qualsiasi tipo, sempre l'attribuzione del nome dell'autore.
La libera circolazione delle opere e delle idee, la possibilità del loro utilizzo all'inteno della Rete in modo diverso da come fino ad ora eravamo abituati a concepire attraverso il monopolio dei Copyright (SIAE), non  giustifica in alcun modo l'uso improprio, e banditesco, di chi pensa che qui tutto sia davvero a portar via.
Marilena
P.S. - Non accetto recriminazioni sulla trappola di questo post dal momento che siete stati preventivamente avvisati, e messi in guardia, già dal titolo a caratteri cubitali :))))))))))

domenica 9 gennaio 2011

Original is better!





Stiamo organizzando, per i primi di Febbraio, una giornata contro il plagio in Internet atta a sensibilizzare l'attenzione dei blogger su questo argomento e, a tal fine, abbiamo aperto un blog LA PROPRIETA' INTELLETTUALE collegato direttamente con FB e con Twitter.
Quello che chiediamo è il vostro aiuto a pubblicizzare l'iniziativa attraverso i vostri blog ed i vostri contatti FB e Twitter, e la vostra iscrizione alla pagina de La proprietà intellettuale, il cui logo è presente sulla colonnina destra del mio blog.
Marilena

BLOG compie tre anni!


venerdì 7 gennaio 2011

Le cose a posto

Ringrazio Idlos per aver rimesso le cose a posto apponendo il mio nome in calce allo scritto Frammenti - Un dolore da uomo, pubblicato sul suo blog.
Marilena

Aforisma

 Il plagio è un atto di omaggio. Chi copia ammira.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983 

Sarei d'accordo con Gervaso se i proventi, e la fama, guadagnati con un plagio venissero poi restituiti, come un mazzo di rose, a chi è stato plagiato, con accluso un bigliettino di scuse e l'attribuzione del nome.
Allora si, sarebbe ammirazione!

Ti ammiro così tanto che per un breve attimo ho creduto di  poter essere te.
Ma se ti ammiro così tanto è proprio perché sò che non potrò mai esserlo.  
(Amaranta, L'antro della strega, 2011)
 


 UNA GIORNATA CONTRO IL PLAGIO
  Stiamo cercando di dar vita ad  UNA GIORNATA CONTRO IL PLAGIO: la tecnologia fa il suo dovere, i sistemi interagiscono tra di loro attraverso l'attivazione, per lo specifico, di un nuovo blog La proprietà intellettuale di cui ogni articolo scritto verrà, in automatico, ripubblicato sia su Facebook che su Twitter, nelle pagine preposte de La proprietà intellettuale , in attesa di organizzare un gruppo su FB.
Se questa iniziativa v' interessa potete dare il vostro contributo in idee ed adesione: questo mio blog e quello de La proprieta' intellettuale sono a disposizione di chiunque abbia qualcosa da dire, da proporre, da criticare......bè, che le critiche siano costruttive e non solo di stroncatura :)


mercoledì 5 gennaio 2011

Eva

EVA
Niente è più lussurioso e sessuale, Eva,
delle tue labbra rosse
bagnate di succo
che sminuzzano una polpa di uva
lasciando scivolare nella gola
quella turgida essenza
che ha sapore di acqua aspra
Niente è più lussurioso e sessuale, Eva,
di quei tuoi piccoli denti
che non mordono
ma accarezzano
nell' umido salivare
la buccia esterna del frutto
che si sfalda languido
e si apre
lasciando travasare il suo liquido acre
nella dolcezza della tua gola.
Niente è più lussurioso e sessuale, Eva
che poter essere, fra le tue tue labbra,
quella goccia d'uva.

lunedì 3 gennaio 2011

Per saperne di piu'

Per chi voglia saperne di più circa il Diritto d'Autore e della Proprietà Intellettuale ho trovato molto esaustivo questo link
http://www.googlerank.com/ita/guida-posizionamento/tutela-legale-contenuti.html

domenica 2 gennaio 2011

Chiudo il mio blog

Dunque, da quel che ho capito documentandomi su Internet, chi è copiato ha davvero zero strumenti a cui far ricorso, allora ho deciso di scrivere tutti i giorni sul blog di IDLOS e penso che questo non possa arrecargli alcun dispiacere dal momento che il mio post UN DOLORE DA UOMO lo ha usato come manifesto del suo sito che, a questo punto, sento anche un pò mio :)
Ci andrò a scrivere tutti i giorni, ho circa 430 post già pubblicati, penso che per il momento possano bastare
Se guerra è......guerra sia.

 I MIEI TENTATIVI PER CAPIRE QUALI STRUMENTI DI PROTEZIONE OFFRE LA RETE:
NESSUNO  STRUMENTO.

SEGNALAZIONI DI UNA VIOLAZIONE DEI TERMINI DI SERVIZIO DI GOOGLE
Qualcuno si sta appropriando dei miei contenuti

Qualcuno sta copiando i contenuti che hai pubblicato su Blogger su un altro dominio o sito web? Purtroppo Blogger non potrà intervenire in alcun modo, poiché i contenuti che ti sono stati copiati non esistono sui nostri server. Ti consigliamo vivamente di contattare il provider del blog che ti ha causato il danno per richiedere ulteriore assistenza in merito.
Un utente di Blogger sta copiando i tuoi contenuti? Tieni presente che Blogger non è nella posizione di poter fare da arbitro nelle questioni relative alla proprietà dei contenuti. Tuttavia Blogger rispetta il Digital Millenium Copyright Act (DMCA) in vigore negli Stati Uniti. Per ulteriori informazioni su come presentare un reclamo in tal senso con Blogger, fai clic qui.
    Ecco, quel clic, apre una lunga, dettagliata pagina, ovviamente scritta in inglese, che rimanda al
    Digital Millennium Copyright Act - Blogger

    nel quale si specifica che verranno intraprese azioni legali solo in caso di scritti protetti dal copyright

    Per chi gestisce un blog, pagare la SIAE è assolutamente impensabile, almeno per chi ha uno stipendio medio e, meno ancora concepibile per chi, come me, lo ha addirittura dimezzato (600 euro al mese)
    Il prezzo si aggira intorno ai 150 euro, (la stessa cifra, ad esempio, per 100 scritti o uno solo), ed ogni anno bisogna ripagare per riconfermare il copyright.
    In questa ottica chi ha un blog dovrebbe prima accumulare tantissimo materiale da far registrare col marchio SIAE e, solo dopo, pubblicarlo, oppure, pagare tutte le volte per ogni singolo scritto.
    Altro metodo suggerito è quello d'inviarsi il proprio scritto in busta sigillata e mantenerla tale fino a che non serva esibirla come prova della leggittima appartenenza, tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno.
    Personalmente trovo impraticabili entrambe le soluzioni, per questo chiudo il mio blog perchè mi è intollerabile l'idea di uno sbaraglio completo e, ancora più intollerabile, che un giorno magari possa trovare un mio scritto esibito, o pubblicato, con il nome di qualcun altro.
    Possiamo provare ad affidarci a COPYSCAPE, come gentilmente ha suggerito Miryam, cinque cent per attivare la ricerca e controllare se uno scritto è stato plagiato, ma chi lo risolve il problema, se lo scritto è stato copiato?  Ed ancora, come potremmo riuscire a sapere quali fra i tanti nostri post pubblicati siano quelli plagiati? Non credo che serva il criterio di cercare solo tra i più letti e, la ricerca, dovrebbe essere spessissimo ripetuta. Dovrei lasciare i codici d'accesso della mia carta di credito,( qual'ora ne avessi una :) a chi gestisce il software e tenere il conto del numero dei post e delle volte che l'ho attivato ed una volta scoperto il plagio......ritorniamo al punto di prima.

    E scrivo questo con tutta la rabbia che la mia passione m'ispira, senza troppe arie ma senza nemmeno troppe false modestie, che il valore di ciò che qui ho pubblicato, e condiviso, è assolutamente, per me, immenso.

    Per tre anni sono stata padrona di un dominio, qui in Blogosphere: un'avventura esaltante che mi trovo a chiudere perchè sono davvero scoraggiata dalla situazione attinente alla PROPRIETA' INTELLETTUALE, che getta allo sbaraglio senza offrire un minimo supporto, da parte delle piattaforme d'Internet, se non quello della "gentilezza" da parte del ladro di ristabilire la verità.
    Eh no, non ci stò.
    Un furto è un furto in qualunque modo lo vogliamo mettere.
    E, quello delle idee, è più furto di tutti gli altri.
    Ed i ladri andrebbero puniti.
    Concludo, riflettendo con amarezza, che sono le persone mediocri quelle che, come sempre, detengono e condizionano, i destini del mondo.
    I ladri e i falsari non li scalfisci con nulla, sono di granito, e rubare e plagiare è il loro mestiere, per questo un mediocre IDLOS continuerà a tenere il suo stupidissimo blog, mentre io, invece, chiudo il mio.
    Non ho soldi, nè tempo, nè energie di fare le guerre per gli ideali e, tantomeno, quelle legali, ne ho già intraprese ai miei tempi ed i risultati......insomma, il mondo reale, e quello virtuale, è degli IDLOS e di quelli come lui.

    Questo post, scritto in tre volte, è il meno curato di tutti quelli fino ad ora pubblicati, ma non ho badato molto alla forma, che il dispiacere è tanto ed il senso di sconfitta pure, ma se ci fermiamo a riflettere sulla gravità di quello che a moltissimi di noi accade, dovremmo chiudere tutti i nostri blog costringendo gli hosting a trovare un sistema per garantire o, almeno, prendere seriamente in considerazione, i diritti della PROPRIETA' INTELLETTUALE.
    I saluti ed i ringraziamenti non li ho dimenticati, sono davvero sentiti, e sinceri, per tutti voi.
    Un bacio
    Marilena
    P.S. - Da domani, il mio blog, apparirà aperto solo ad un pubblico selezionato, ma non è così, è chiuso a tutti, ma è l'unico spazio disponibile dove conservare i miei post fino a che non riuscirò a copiarmeli tutti.
    Marilena