Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

giovedì 30 settembre 2010

La legge di Hugh


 I froci portano lo smalto
Era solo un gioco, papà
Un gioco da froci.

E già Hugh si era sfilato la cinta per impartire a suo figlio Simon una indimenticabile lezione di vita e di sesso quando Muriel, scivolando silenziosa alle sue spalle, calò con tutte le sue forze una vigorosa padellata sulla testa del marito mandandolo al pavimento.
Lo hai ucciso?
Nella domanda di Simon non c'era apprensione, ma sollievo.
No, si sveglierà con un gran mal di testa e niente altro. Se siamo fortunati avrà un'amnesia e non ricorderà più nulla ma, in ogni caso, è meglio che tu non ti faccia vedere per ora. Vai da Sarah e aspettami da lei che verrò a prenderti  quando avrò sistemato la faccenda.
Era scesa in cantina, Muriel, dove aveva scovato una robusta corda ed  un rotolo di nastro adesivo poi, con un bel pò di fatica, era riuscita a trascinare Hugh sul letto e a  togliergli la camicia prima di legargli i polsi alla spalliera.
L'ematoma che gli aveva procurato era molto grande, al risveglio avrebbe avuto un emicrania bella forte.
E avrebbe cominciato a lamentarsi, perchè Hugh non sopportava nemmeno un milligrammo di dolore.
Con cura, Muriel, distese la larga striscia di adesivo sulla bocca del marito, assicurandosi della sua aderenza.
Poi gli sfilò anche i pantaloni e si distese al suo fianco, in bigodini e vestaglia, in attesa che lui rinvenisse.
Si risvegliò accanto ad un Hugh furioso che scalciava come una bestia in trappola.

Sai Hugh, è in queste situazioni che si valuta la propria capacità di fronteggiare l'imprevisto e tu mi stai deludendo. Sei un idiota se pensi che dimenandoti come un ossesso tu possa riuscire a liberarti. Ecco, non volevo farlo ma mi costringi a legarti anche i piedi. Tutta questa agitazione ti procurerà solo un mal di testa più forte. Devo proprio dirtelo ma in tutti questi anni sei stato un vero stronzo con me e con i ragazzi. Ci hai costretto a vivere sotto la tua legge. A sopportare le tue angherie, i tuoi umori ed i tuoi tradimenti. A fare a modo tuo, sempre e senza discutere. La legge di Hugh. La legge del macho. Perchè è questo che tu ti consideri, no? Un macho. Un vero uomo. I muscoli e tutti quei tatuaggi......guarda me, invece, come mi hai ridotta.
Muriel fece scivolare a terra la vestaglia  rimanendo nuda davanti a lui.
Nell'ossatura minuta sporgevano quelli che un tempo erano stati seni generosi e che ora ricadevano come borracce flosce sul ventre rimasto gonfio e segnato dalle cicatrici delle gravidanze e degli aborti
E' per non vedere questo che quando mi scopi spengi la luce? E' per non  vedere questo, vero? Bastardo.....mi fai schifo. Sei solo un animale che grugnisce quando dorme, grugnisce quando scopa, grugnisce quando viene. Grugnisci sempre, Hugh, solo che tu non ti senti. Ma oggi la luce rimarrà accesa e così ti costringerò a vedermi perchè oggi  la tua legge non conterà un cazzo.
Da un cassetto estrasse una bottiglina fucsia
I froci portano lo smalto, lo schernì rifacendogli il verso e mostrandogli il flaconcino.
Era solo un gioco di bambini, stronzo, ma tu avresti comunque ammazzato di botte tuo figlio. Adesso gioca con me, Hugh, e fammi vedere quanto sei macho.
Muriel iniziò a pennellare le unghie dei piedi del marito che, nonostante le corde, cercava di impedirglielo.
Se ti muovi ancora, Hugh, giuro che ti conficco uno spillone prima nei capezzoli e poi nell' uccello.
Questa minaccia fatta con voce calmissima indusse l'uomo a rilassare i muscoli e rimanere fermo
Devo dire che il fucsia ti dona. Non muovere i piedi che deve asciugarsi, ordinò perentoria mentre introduceva l'ultimo batuffolo di cotone tra le dita per impedire che si toccassero.
Ora ti dipingo le unghie delle mani  che, per come sono legate, non sarà facile, perciò cerca di stare fermo e non farmi innervosire, altrimenti sarò costretta a  spiegarmi con altri argomenti.
Sorrise di sghembo materializzando un lungo ago da materasso.
Le grosse mani di Hugh pendevano legate alla spalliera, la mano sinistra gravava sulla destra coprendola interamente cosicchè Muriel, per averne accesso dovette torcergli, verso l'esterno, il polso sinistro
Un singulto di dolore fuoriuscì dall'adesivo.
Mi spiace, Hugh, ma hai le dita di un babbuino e lo smalto non risalta. Devo radertele. Inutile che ti dica di stare buono, vero? Se stai fermo non sentirai troppo male.
Raccomandò Muriel tra le cui mani era apparsa una vecchia lametta annerita.
Sai quante volte ho pensato di tagliarmi le vene con questa? Ogni  fottuta volta che tu mi scopavi. Poi pensavo ai bambini e lasciavo perdere. C'era sempre un figlio a cui render conto, compresi quelli che non ce l'hanno fatta a nascere. Ma oggi si fa a modo mio. Oggi ci stiamo chiarendo.
Enfatizzò con allegria mentre con la lametta strappava via lembi di pelle dalle dita del marito che ciondolavano, inerti e scorticate, con le unghie sgargianti di fucsia.
Ho fatto il meglio che potevo, Hugh, ma le tue mani fanno davvero schifo.
Non si era accorta che lui era svenuto
S'infilò la vestaglia stringendola stretta  in vita con un lembo di corda avanzata, riavvolse un paio di bigodini nelle loro ciocche ed uscì chiudendosi la porta alle spalle.

mercoledì 22 settembre 2010

Cavalcare uno tsunami

Stamani l'alba faticava a penetrare con la sua luce gli strati notturni del cielo fin quando, con una stilettata repentina, ha trafitto il cuore della massa buia che si è liquefatta come nevischio scuro, lasciando il posto al chiarore instabile del giorno.
Amo le albe con lo stesso entusiasmo con cui amo le notti.
E' l'intervallo del giorno la parentesi noiosa di cui potrei fare a meno.
Soprattutto in autunno.
Ultimamente ho difficoltà a scrivere il mio diario, così parlo di me attraverso i miei racconti cercando di mischiare le carte.
Di far perdere le mie tracce.
Sono altresì consapevole che se i miei scritti non fossero pubblici non avrebbero per me senso perchè verrebbe a mancare l'elemento principale, la motivazione più vera, per cui questo blog è nato perchè ,molto presuntuosamente, è proprio nel mio diario il libro che avrei voluto scrivere.
Il ritratto di una donna qualunque: desideri, aspirazioni, fallimenti e scoperte.
E sperimentazioni.
Nel concreto una sorta di Living Theatre progettato in contesto letterario per realizzare quello che era lo scopo primario: l'interazione.
Scrivere un diario, e renderlo pubblico, non è facile, bisogna avere molto coraggio per mostrarsi dentro, molto più  coraggio di quello che occorre per scrivere raccontini sfrontati e disinibiti.
E, quando trovi questo coraggio, cavalchi uno tsunami
Adrenalina pura.
Ed è la stessa sensazione meravigliosa d'invincibilità come quando con un rasoio, incidi le vene ma non affondi per tua scelta perchè ti basta come prova di coraggio: hai saputo dominare i battiti del cuore e controllare il tremore delle mani.
Continuerò a cavalcare lo tsunami perchè senza il mio diario questo blog sarebbe niente.
Marilena

venerdì 17 settembre 2010

Una scrittrice

A chi dice che il vero sia la virtù dei giusti io appassionatamente mi oppongo e dico no, non è la banalità del vero a fare di noi persone migliori e peroro, con convinzione, per il caos intellettivo.
Parteggio per le dimensioni parallele, dove non c'è confine tra il reale ed il fantastico.
Disconosco l'equilibrio di quel mondo di pietra che grava immane sulle spalle di Atlante, eroe già sconfitto.
Osanno i pigmei e le formiche e tutte le creature minime che si accingono, con determinazione e pazienza, a scarnificare minuziosamente il loro pasto duramente conquistato nell'approccio quotidiano contro le asperità degli elementi: un boccone per volta, facendo attenzione a non disperderne nemmeno una briciola
Sono per gli inganni teatrali.
Per le costruzioni scenografiche.
Per il brutto, o il bello, ad arte organizzati.
Sono per gli incarti bizzarri.
Per i miraggi da caleidoscopio.
E le finte prospettive.
Sto dalla parte di chi veste le proprie bambole con  carta di caramelle.

mercoledì 15 settembre 2010

Giochi di bimba

Le fantasie sconce sono l'overture dell'erotismo.
Le fantasie sconce sono la porta del paradiso.
Toglietevi dalla mente quelle fesserie che subdolamente vi hanno inculcato secondo le quali il sesso è purezza e sacralità e, soprattutto, che il suo fine è il concepimento.
Il fine unico del sesso è il piacere.
Il sesso è energia, impertinenza, impudicizia, dissacrazione e godimento assoluto
L'estasi del corpo va a colmare l'anima.
E non lasciatevi fuorviare dalla teoria contraria secondo la quale l'anima è priva di terminazioni nervose.
E questo è scientifico.
Fantasie sconce con cui giocare: è di scena il FULL FOREPLAY
Invenzioni provocatorie per una piece privata e molto intima.
Propongo solo qualche idea ben sapendo che la fantasia femminile è in grado di fecondarne centinaia di altre, inedite o rivisitate, personalizzate, col copyright o a libero mercato.
Il FULL FOREPLAY è la mela peccaminosa di Eva, le mutandine impregnate del suo odore che lei porse ad Adamo sotto l'albero del bene e del male, per una sniffata, è il caso di sottolinearlo, paradisiaca.
E, proprio come fece Eva, porgete al vostro lui le vostre mutandine indossate durante un preventivo atto di autoerotismo ed impregnate così del vostro odore per un'annusata, appunto, da capogiro.
Raccontategli la storia di quelle peccaminose slip, dei pensieri proibiti che a voi hanno inspirato nella voglia di quel privatissimo orgasmo e riproponetelo, mettendolo in scena solo per lui.
Lasciatelo guardare mentre vi accarezzate vestite solo di un paio di lunghi guanti di raso.
Regalategli la realizzazione visiva di questa fantasia maschile: vi adorerà.
Sotto il vestito......niente.
Così lui potrà vedere, e sentire, ciò che agli altri nascondete.
Questo gioco lo manterrà in uno stato di prolungata eccitazione soprattutto se inizierete a giocare quando lui meno se lo aspetta: aperitivo, serata con gli amici, cinema, libreria o quant'altro la vostra immaginazione vi possa suggerire.
Dovete essere, però, molto brave a non trasformare la seduzione in un atto di meretricio.
Un abito leggero gli permetterà di percepire la vostra intima nudità quando voi vi struscerete contro.
Siate allusive mantenendo uno stato di normalità apparente.
Pensate al turbinio di sensazioni che questo può scatenare nella sua mente.
Niente tubini, signore, ma abiti eterei, sensibili al vento e al suo respiro.
Una benda sugli occhi aiuta ad esplorare la profonda oscurità dei sensi, troppo spesso banalmente condizionati dall'esigenza della luce.
 Insegnategli a vedere con le dita.
Accarezzatelo fin quasi a farlo venire eppoi......cambiate zona, per prolungare il gioco e la sua attesa.
Raccontategli delle vostre fantasie più impudiche.
Ascoltate le sue.
Stuzzicatelo.
Provocatelo.
Dominatelo.
O sottomettetevi.
Fate insieme una doccia dove voi entrerete vestita con una gonna di seta per fargli assaporare la sensazione piacevolissima dello sfregamento del tessuto sul suo sesso.
Se non avete mai fatto l'amore su un terrazzo, o davanti ad una finestra, vi consiglio di provarlo: è un gioco davvero eccitante.
E' come fare l'amore su un palcoscenico.
E, seppur la scena può sembrare scontata perché troppo sfruttata in cinematografia e letteratura, vi assicuro che le sensazioni che se ne ricavano sono forti e davvero eccitanti.
Storditelo con la vostra femminilità.
Un buon profumo ed accessori inusuali con cui giocare: guanti di pelle o di raso, fili di  una collana, corde, foulard, cinture, la sua camicia, le vostre mutandine......
E non dimenticate gli elementi naturali, e tutte le meravigliose strategie che possono suggerirci l'aria, l'acqua, la terra, ed il fuoco.

mercoledì 1 settembre 2010

Naked Souls



- E questi cosa vogliono dire? -
Non è una vera domanda la sua perchè la risposta è già nel mazzetto di volantini che, rabbioso, getta sul tavolo.
Una manciata di foglietti colorati che mi fotografano, discinta, tra le braccia di due ragazzoni molto atletici, un bianco ed un nero, per la par condicio.
- Public relation - rispondo io, consapevole delle immagini e della sua ira.
- Public relation? - ripete con disgusto, come se non avesse ben afferrato le parole.
Deglutisce e stringe i pugni.
HATE, tatuato sulle dita della sua mano destra chiusa a pugno, risalta ancora più minaccioso.
- Public relation? Mi prendi per il culo? -
A questo punto sono costretta a guardarlo in faccia: il suo interrogativo lo esige.
- No, è la verità - lo fronteggio cercando di mostrarmi disinvolta.
Sotto i capelli a spazzola i suoi occhi sono duri e le mascelle contratte.
- Public relation? Io qui vedo una sgualdrina e due stalloni - afferma sbattendomi in faccia un volantino.
- Sicuro, perchè tu vedi solo quello che ti par di vedere - controbatto con misurata aggressività
- Perchè, cosa ci sarebbe da vedere che io, invece, non vedo? - il tono vorrebbe essere sarcastico ma alza di un ottava e così diventa stridulo.
- E' per pubblicizzare l'ultima piece di Rosemary e Sondra, NAKED SOULS, che una modella non se la potevano permettere e così hanno chiesto a me di posare per quei volantini e.....insomma, io non ci ho visto nulla di male, è semplicemente una performance artistica -
- E questa tu la chiami arte? - dilata le narici e batte un pugno sul tavolo.
I volantini si sparpagliano per terra
- Quello è il tuo culo, e le mani che lo palpano non sono le mie -
Decido di giocare d'attacco, di non dargli il tempo di mettermi nell'angolo.
- Se al mio posto, su quel volantino, ci fossero state Rihanna o Shakira non avresti trovato nulla da ridire. Normale. Allora sarebbe stata arte. Ma ci sono io e le cose cambiano. In loro avresti visto l'artista trasgressiva, in me, invece, solo una puttana -
- Tu non sei Rihanna, sei la mia donna, cazzo, è un tantinello diverso, non credi? Sai quanti porci segaioli, compresi conoscenti ed amici, sbaveranno su quei volantini e faranno pensieri sozzi ogni volta che ti vedranno? Rihanna, Shakira...... ma fammi il piacere.....sono così lontane da questo buco da non sembrare neppure vere. Ma tu, perdio, qui ci vivi. Che non è la stessa cosa anche un ritardato riuscirebbe a capirlo! -
Sferra un calcio stizzito ai volantini sparsi ai suoi piedi poi, come se qualcosa in lui si fosse spento, rimane in silenzio a fissarli rimuginando sulla incontrovertibilità dei fatti così enunciati.
Dal suo punto di vista come dargli torto?
Si materializza in una scena horror il sorriso guasto di Dave, lo zio di Sondra, il vecchio segaiolo che cerca di strusciarsi a me e a Rosemary ogni volta che gli capita l'occasione.
Vedo le sue dita gialle di nicotina avvinghiate al suo cazzo floscio mentre cerca di farselo venir dritto sbavando su uno di quei volantini.
Con disgusto scaccio via la visione.
Quanti altri maschi affetti da libidine pervasiva accarezzeranno il loro uccello davanti alla fotografia del triangolo uomo donna uomo?
Ma quei volantini sono una indispensabile pubblicità per NAKED SOULS, opera prima, come orgogliosamente la definisce Rosemary.
E' lei che ha avuto l'idea, solo poi tirarsi indietro al momento di fare le foto perchè il suo lato B, fa sapere, non è all'altezza della situazione.
Convengo che ha un culo davvero insignificante, talmente esiguo che sarebbe scomparso sotto le mani dei due ragazzotti.
E Sondra......lei si è tirata fuori da subito, impossibile con quello zio maiale che vive a casa sua.
Così sono rimasta io, e loro sono mie amiche da sempre e non potevo rifiutargli il favore e mandare all'aria la loro operazione di marketing. Eppoi, lo ammetto, davanti al flash mi sono sentita come J.Lo con un lato B addirittura migliore del suo perchè assolutamente naturale, anche se questo ha lasciato indifferenti i miei due partner, (per la cronaca due aspiranti fotomodelli in cerca di pubblicità ed ingaggiati a costo zero) beccati, durante gli intervalli, a pomiciare col fotografo.
NAKED SOULS, è un titolo che non c'entra nulla col messaggio fotografico dei volantini e solo una fuori di testa anoressica, come Rosemary, poteva ideare una follia del genere.
Non mi è difficile immaginare la delusione, e la rabbia poi, del pubblico di questa opera prima ingannato dalla promessa di uno spettacolo scopereccio che si troverà a sorbirsi, invece, le seghe esistenzialiste delle due autrici ed uniche interpreti, in un pallosissimo atto unico senza cambi di scena, nè di costume.
Rifletto che NAKED SOULS altro non è che un inganno programmato.
Finzione totale.
Rifletto che l'unica cosa reale di tutta questa storia è solo il mio culo immortolato sui volantini.
Rifletto che devo chiedergli scusa.
Ma lui è già uscito di scena.
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