Dedico questo blog a mia madre, meravigliosa farfalla dalle ali scure e dal cuore buio, totalmente priva del senso del volo e dell'orientamento e, per questo, paurosa del cielo aperto. Nevrotica. Elusiva. Inafferrabile.

domenica 31 agosto 2008

Primo giorno di ferie

Dovrei fare la valigia e andarmene comunque da qualche parte, staccare la spina e magari riuscire così anche a vincere la mia paura per gli spostamenti. Bingo! Ma non funziona così nella mia vita reale: ho una voglia pazzesca di andare via per qualche giorno ma una maledetta paura di farlo da sola.
Mi è stata proposta l'idea di cercare su Internet tra i viaggi organizzati o quelli condivisi, ma benchè io sia molto accomodante di carattere e schifosamente democratica, l'idea di dover passare giorni con gente sconosciuta e con la quale magari non avrei nessun punto d'intesa non mi attrae minimamente e, con la fortuna che sempre mi accompagna, forse mi ritroverei a condividere viaggio e stanza con un serial killer!!!
Naaaaaa, non sono tipo d'avventura. Io programmo tutto, detesto i cambiamenti e gli imprevisti perchè devo poter avere sempre un minimo di controllo, vista la mia immensa insicurezza e la scarsissima fiducia nelle mie capacità pratiche.
Primo giorno di ferie questo.
Programma della giornata: visita a mia madre e centro commerciale.
Dal buio dell'alzheimer ai colori delle vetrine.
Di mezzo avrebbe dovuto esserci il mare della Costa Azzurra.
Spenderò sicuramente e tornerò a casa coi sensi di colpa, ma devo uscire dalla prigione di questo appartamento e, cosa ancora più necessaria, da quella della mia testa. Un loop mortale! (e se i sensi di colpa sulle probabili spese per un momento mi distoglieranno da altri e ben più gravi problemi, ben vengano!)
Vestito rosso e tacchi alti, ho ancora voglia di sentirmi l'estate addosso e d'altronde qui a Roma è ancora afosamente caldo, solo che ora la notte si respira un pò (bè...... stanotte no) Alle 2 del mattino ero già sveglia, tv accesa e caffè. Una sigaretta anche: stavo riuscendo a smettere di fumare ma gli avvenimenti negativi di questi ultimi giorni mi hanno spinto ad accettare qualsiasi tipo di gratificazione, anche se niente potrà sostituire il sogno sfumato di quel meraviglioso viaggio in Costa azzurra.
Marilena

Anteprima

Amore cannibale

Anteprima


L'amore cannibale divora dapprima la tua anima nutrendosi dei tuoi pensieri più nascosti per lasciarti alla fine completamente spolpata. Uno scheletro in un deserto di sabbia. Ma ancora non basta. E succhia allora i residui di linfa nelle tue ossa, in una folle idea di possesso totale.

( Per non ricadere nel delirio)

sabato 30 agosto 2008

Nel cuore nero del pozzo (cattive ossessioni)

Dietro il sipario scuro c'è un eccesso di vuoto, un pozzo nero in cui precipitare ancora vivi mentre il pendolo di Poe scandisce, tra isterici squittii, le ultime ore della nostra vita.
Le prime ore della nostra morte.
Dove sono le mie vecchie ali appassite?
Stanotte ne avrò bisogno.
Stanotte, quando la festa giungerà all'apice e i fantasmi già ebbri alzeranno i calci per ingoiare nelle loro torbide gole l'ultimo assaggio, allora io, in silenzio, sguscerò nell'ombra alle loro spalle e con le mie ali appiccicose balzerò oltre la tenda scura del sipario, diritta nel cuore nero del pozzo.

Anteprima
Purposeless survival
Now there's nothing left to die for
So don't struggle to recognize
Now the cruelly heart-felt suicide
(SHRINKING UNIVERSE - MUSE)

venerdì 29 agosto 2008

I libri dei defunti

Entrai.
Era una stanza più lunga che larga, completamente tappezzata di libri che poggiavano su assi di legno grezzo, attaccate alle pareti.
Le assi partivano appena sopra il livello del pavimento, salendo verso il soffitto.
Gli unici varchi liberi erano la finestra e la porta.
Niente altro che libri posti in orizzontale e in verticale, in obliquo, pressati ed accatastati in bizzarre geometrie di volumi e accostamenti di colore.
Esaurito lo spazio verso l'alto, alcuni grossi tomi giacevano sul pavimento, sotto le assi più basse, quelle a livello di suolo.
- Nelle condizioni d'affitto troverà la clausola che questa stanza non può essere toccata, deve rimanere così com'è. Il resto della casa, invece, è assolutamente a sua disposizione per tutte le modifiche che lei vorrà apportare -
- E' una collezione fantastica -
- Lieto che la pensi così. Abbiamo difficoltà ad affittare l'appartamento proprio a causa di questa collezione. Per la maggior parte delle persone è uno spreco di spazio e un ricettacolo di polvere, anche se questa camera rimane piuttosto appartata, ed è assolutamente irrilevante per quanto riguarda la logistica della casa -
- A chi appartengono tutti questi libri?-
- A mio padre. Era un collezionista, non troppo esigente, devo dire, e alquanto fuori dagli schemi. Qui può trovare edizioni molto vecchie e altre molto dozzinali, tutte senza valore di mercato. Non ci sono rarità. Tutti questi libri hanno la particolarità di essere appartenuti a persone decedute. Mio padre leggeva i necrologi e si offriva di acquistare i libri del defunto qual'ora sussisteva la necessità di disfarsene. Sono tutti appartenuti a persone morte -
- Perchè solo di persone morte? -
- Gliel'ho detto che lui era un collezionista fuori degli schemi. Ogni libro è stato da lui personalmente visionato e medicato, ed infine, collocato fra gli innumerevoli altri. Qui tutto può apparire disposto secondo una casualità, ma in realtà vige una sua personalissima metodica di collocazione. Vede, dei defunti non gli interessavano solo i libri ma voleva conoscere anche le loro vite: interessi, passioni, idiosincrasie. Tutto questo per creare poi sugli scaffali una giusta armonia per favorire rapporti di buon vicinato. Questa stanza per lui, convintamente ateo, era un luogo sacro. Qui si entrava in silenzio e vi si sostava con rispetto. Ci passavamo interi pomeriggi. Era davvero coinvolgente il racconto di quelle vite reali che s'intrecciavano con storie assolutamente fantastiche da lui inventate per spiegarci la metodica del suo ordine. Ed ecco così, ad esempio, il partigiano Attilio Rossetti coabitare sulla stessa mensola della signorina Mafalda Lupinelli, accomunati entrambi dall'amore per la libertà. Il partigiano Rossetti era stato ammazzato dai fascisti mentre combatteva per difendere il suo principio di libertà, lo stesso principio per cui la signorina Lupinelli era morta irriducibilmente single, ancora piuttosto giovane, stroncata da una polmonite ma fermamente decisa, nel corso della sua breve vita, a rimanere a tutti i costi nubile. Entrambi ribelli e di gran temperamento, non si sarebbero mai conosciuti da vivi, il partigiano Rossetti e la signorina Lupinelli, ma qui, in questa stanza, è accaduto. Amanti passionali, concludeva mio padre, ma per loro niente matrimonio! -
- E' davvero affascinante. Suo padre avrebbe dovuto scrivere un libro su questa stanza. Ed ora è lei a curare la collezione?-
- Io, anche se presumo che con la mia morte tutto questo finirà in un macero. Ho provato a coinvolgere mia figlia, ma non è molto interessata. Forse non sono un buon narratore -
- E se narrasse a me le loro biografie? Io sono un' ascoltatrice molto attenta e adoro i racconti. Potremmo registrarli. -
- Niente meccanica, diceva mio padre, le storie vanno tramandate oralmente, ma vis a vis, solo così i morti continuano a vivere: nel calore dello sguardo e nella passione della voce. Raccontati attraverso un anonimo nastro di registrazione risulterebbero privi d'identità ed anima: irrevocabilmente morti -
- Le racconti a me le storie di questa stanza. Le prometto che sarò un' ascoltatrice concentrata ed un'appassionata divulgatrice, assolutamente fedele alle regole stabilite da suo padre: ha mai sentito parlare di YouTube?

mercoledì 27 agosto 2008

Battaglie

Botte oniriche, ma pur sempre botte, solo che i lividi non si vedono.
Una battaglia cruenta terminata alle 6 del mattino. Ho pensato per un istante, pur di non arrendermi, ad una onorevole morte sul campo, un karakiri spettacolare da poter essere ricordato nella leggenda. Ho lasciato i Freaks a festeggiare selvaggiamente la loro ennesima vittoria e sono ritornata in questo parallelo, dove ben altre battaglie mi aspettano.
E' da ieri che sto sottoponendo i miei nervi ad uno sforzo immane e sono davvero convinta che stavolta non ce la farò. La tentazione di farla finita è davvero forte......trovare la pace, è così che la vedo io.
Sono stanca, incasino ormai alla grande. Vivo in apnea, in costante deficit d'aria e con un'arsura che mi dilania la gola. Devo assolutamente staccare la spina. Devo ritrovare me stessa perchè ultimamente mi sono persa troppe volte.
La mia battaglia per non soccombere: ed ecco che la strega urla dal suo inaccessibile antro le sue sacrosante ragioni, solo che i toni sono striduli e di rifiuto ad ogni compromesso. Non ha una bella voce la strega quando s'adira, respira affannata, annaspa con le braccia scheletriche nell'aria avara, batte i pugni o prende a calci le pareti, ma è assolutamente irremovibile.
Quanti compromessi nella mia vita passata e per ritrovarmi al punto in cui sono oggi.
Aver barattato pezzi della mia consapevolezza per creare fittizie armonie e giungere alla fine al risultato di una non-vita, è un prezzo davvero troppo alto.
Devastazioni: sul campo di battaglia sono rimasta solo io a rimuovere le macerie e ad alimentare i fuochi delle pire. Sullo sfondo nubi gonfie di tempesta e il puzzo insopportabile della carneficina.
Devastazioni: gli artefici materiali di così tanto sfacelo sono emigrati in luoghi e contesti più sicuri lasciandomi da sola, unica sconfitta, a combattere una guerriglia, solitaria ed ignorata, per affermare me stessa e le mie ragioni.
Quelle stesse ragioni per cui oggi mi batto strenuamente e per le quali sono disposta a rinunciare anche alla sicurezza di un futuro se questo esige un mio "addomesticamento".
Marilena

Anteprima

martedì 26 agosto 2008

Rivelazioni

E' stato il giorno in cui ho smesso i gonnelloni, e i maglioni over
size, quello in cui ho acquisito la consapevolezza di possedere anch'io un corpo che fino a quel momento avevo ignorato, disprezzato e nascosto.
Soprattutto nascosto perchè, pur non indossando un burka, ho sempre fatto in modo di rendermi invisibile: troppo magra, troppo bianca, troppo brutta. Insignificante. Complessi accumulati fin dall'adolescenza e mai risolti davvero. Non ho mai pensato di essere bella e non ho mai fatto nulla per diventarlo. Ho semplicemente accettato, ignorandomi, di essere come mi vedevo. Fino a quel giorno......quando il mio corpo prepotentemente è resuscitato, malizioso e stupito, fasciato in un abito inusuale. Non ero diversa, ma nuova. La stessa di sempre ma finalmente visibile. Sotto il tessuto aderente l' abbozzo del seno e il disegno dei fianchi, l'orlo ondeggiante sopra il ginocchio e le gambe scoperte, e la scollatura tonda da cui emergeva il collo e il groviglio scuro dei capelli. Sentirsi belle è una sensazione meravigliosa, ma vedersi belle......è una rivelazione.
Avevo 42 anni.
Marilena

Il messaggio è IMPARARE A GUARDARE CON GLI OCCHI DELLA TIGRE

E' un'epoca meravigliosa questa a cui noi apparteniamo, basta non dar retta agli infausti cantori di un medioevo prossimo a venire. C'è una vitale confusione ed un sano imbastardimento. Il cinismo* si è conquistato quell'etica che il buonismo parruccone ormai non possiede più e così il futuro avrà ancora una qualche possibilità di sopravvivenza.
Il messaggio è IMPARARE A GUARDARE CON GLI OCCHI DELLA TIGRE

Il cinismo è l'arte di dimostrare in maniera ironica cosa conta davvero nella vita.
Ovvero niente

(da Nonciclopedia)


lunedì 25 agosto 2008

Interview

Amaranta - I tuoi racconti sono scoordinati, sommariamente abbozzati e piuttosto imprecisi
Marilena - Ho smesso di cercare la perfezione e d'altronde io sono così: scoordinata, abbozzata e assolutamente imprecisa
Amaranta - Forse potresti fare di meglio
Marilena - Forse, ma non è questa la cosa più importante. Ho fretta di scrivere perchè ho fretta di recuperare
Amaranta - E cosa devi recuperare?
Marilena - Me stessa, la parte più vera, quella che ho sempre volutamente ignorato
Amaranta - E pensi di riuscire a recuperarla qui?
Marilena - Non lo so, ci sto provando e ce la sto mettendo tutta, non voglio farmi sopraffare di nuovo dalla nausea Ogni giorno è una battaglia silenziosa e troppo spesso mi capita di pensare che sia molto più semplice chiuderla qui. Anche ora lo sto pensando. Lo penso continuamente. I mondi paralleli, quelli della fantasia, sono una buona via di fuga perchè la vita, quando non mi deprime, mi annoia. D'altronde è davvero patetico mantenersi lucidi soltanto perchè ci si possa razionalmente render conto di tutto questo.
Amaranta - Allora stai dicendo che anche questo tentativo si sta rivelando un fallimento?
Marilena - No, voglio continuare a provarci fino in fondo, è la cosa migliore che sono riuscita a fare dopo tanto tempo per me stessa. Solo, mi rendo conto che non basta e che, anche questo, inevitabilmente avrà una fine.
Amaranta - Alleluia.
Marilena & Amaranta

Anteprima

venerdì 22 agosto 2008

Quella

Viveva da esiliata in quel buco del mondo.
Usciva di rado: la testa coperta da un foulard (nessuno mai l'aveva vista a capo scoperto, mistero sul colore dei suoi capelli), il viso parzialmente nascosto da grossi occhiali neri, vestita in severi abiti scuri, si era creata la fama di eccentrica e asociale.
Assolutamente infrequentabile.
Le sue rarissime uscite erano meticolosamente annotate con morbosa curiosità dagli occhi critici dei paesani e, qualcuno tra loro con più fervida immaginazione aveva elaborato ipotesi, talvolta incredibili, talvolta grottesche, sulla vita segreta di Quella.
Quella, perchè così la chiamavano in paese, anche se il suo vero nome era l'unica cosa davvero certa e a conoscenza di tutti.
Quando lei usciva, però, i paesani si spostavano al suo passaggio col timore reverenziale riservato all'ignoto e alla paura strisciante che si ha per l'oscuro.
Lei camminava, apparentemente indifferente, senza fretta, senza dar mostra di accorgersi di essere il soggetto di una così morbosa curiosità.
Passava davanti al bar dove i perditempo sostavano ai tavolini all'aperto con i giornali sportivi, fumando svogliati e ingollando l'ennesimo caffè e lei sentiva i loro occhi, come punte di spillo, penetrarle dietro le spalle.
D'istinto, come una cavalla che una volta era stata di razza, drizzava la schiena e aggiustava il passo.
Passava davanti al sagrato della chiesa dove le pie donne, intente a sorvegliare la figliolanza, al suo passaggio smettevano il chiacchiericcio per poi riprenderlo, ancora più fitto, una volta che Quella aveva svoltato l'angolo.
Conoscevano ogni centimetro del suo percorso, sempre lo stesso, sempre invariato nel corso del tempo, eppure, nessuno, mai nessuno le aveva rivolto la parola o un sorriso o un cenno amichevole.
Al suo passaggio i marciapiedi si svuotavano di corpi ma si riempivano di occhi.
Anche il prete, che di solito arrancava lento lungo le stradine sconnesse, ansimante e sudaticcio in qualsiasi stagione, s' affrettava nel passo per quello che gli era concesso dall'imponenza della mole e dalla decenza della tonaca.
Tutti sapevano perfettamente verso quale sito era diretta e lei, neppure questa volta, li avrebbe delusi.
Non vi deluderò neppure ora.
Questo pensava varcando la porticina scura della farmacia.
Non vi deluderò neppure ora.
Questo, ancora pensava, ripercorrendo lo stesso percorso.
Ripassando davanti al prete, alla chiesa e al bar, stringendo tra le mani un pacchettino discretamente avvolto in una carta anonima, ma non per questo davvero anonimo.

martedì 19 agosto 2008

Positività

Positività: ancora una decina di giorni e finalmente starò fuori dalla trappola dell'Agosto. Se potessi cadere in letargo durante questo mese lo farei volentieri. Non l'ho mai amato, nemmeno da bambina, lo trovo ipocrita e strombazzante, troppo hawaiano per i miei gusti.
Adoro l'estate, ma detesto l'Agosto.
Ora che il lungo treno gremito di bikini (e troppi dei quali, ahimè, illecitamente portati) si sta allontanando verso altri paralleli, sto riacquistando positività. La città tornerà a pulsare con lo stesso ritmo caotico di sempre ed anche il mio cuore riprenderà i suoi battiti normali.
Rapporto simbiotico con la metropoli: pelle e cemento. Amore nevrotico ma contraccambiato: ci sono angoli di paradiso anche nel cemento. Io riesco a vederli e a rimanerne incantata.

Positività: ancora poche ore e Amaranta ritornerà dal suo viaggio. Iggy continua a dormire tranquillo nel suo angolino buio. I lineamenti distesi, in pace finalmente con se stesso forse perchè momentaneamente immemore della sua stessa esistenza.
Quanti anni avrà Iggy?
Il mio istinto materno......l'ho coperto con un lenzuolino, perchè ora le notti sono più fresche.
E' stata questa un' operazione alquanto lunga, al rallenty, con la paura che il leggerissimo impatto del tessuto potesse svegliarlo.

Positività: in questo lunghissimo mese ho superato momenti davvero duri senza l'aiuto delle medicine e senza il supporto dello psico. Ho sputato il veleno delle mie tossine nell'infinito universo della rete sicura che non infetteranno nessuno perché il web, per me, è simile a quei macchinari per il lavaggio del sangue che si prendono il tuo, malato, e te lo restituiscono novello.

Positività: adoro la vita, comunque e sempre e nonostante tutto.

lunedì 18 agosto 2008

Divergenze

Marilena - Stai scherzando vero? Non puoi farlo......non puoi andartene e lasciarmi sola con lui
Amaranta - Si tratta di un giorno, massimo due, avanti  Mari non essere paranoica!
Marilena - Non se ne parla assolutamente, se tu vai lui viene con te.
Amaranta - Ma dorme, è in stato letargico, lasciamolo in pace.
Marilena - Dorme, non è mica morto, quindi ci sono buonissime possibilità che possa risvegliarsi durante la tua assenza
Amaranta - Sai fare solo bei discorsi ma quando ho bisogno di te ecco che ti defili.
Marilena - Lui...... non era nei patti.
Amaranta - Ok, ma ora c'è e tu dovresti prenderne finalmente atto. Devo desumere che tutti i tuoi sacrosanti discorsi sulla reciprocità e sulla sorellanza sono a senso unico?
Marilena - Un paio di settimane e poi vado anche io, lo chiudiamo qui, non potrà nuocere a nessuno,  magari ti riuscirà di nuovo a convincerlo a calarsi in questo suo strano coma letargico e così non ci sarebbero problemi per entrambe. Mi sembra democratico no?
Amaranta - Democratico? Io ho bisogno ora di andare ed è per questo che sto chiedendo la tua collaborazione. Ora, e non fra due settimane. Non vedo democrazia nel tuo rifiuto.
Marilena - Non ce la faccio a rimanere sola con lui: non dormirei, starei sempre a sorvegliarlo, la mia ansia diventerebbe enorme e così dovrei iniziare a controllare anche me stessa, un circolo perverso e tu sai di cosa parlo, e poi cosa diavolo faccio se Bela Lugosi si desta da quella specie di fossa dove lo hai cacciato, chiedo rinforzi a Boris Karloff? Avanti sorellina, lo sai che mi stai chiedendo una cosa davvero impossibile. Farei tutto per te, ma questo proprio non ci riesco perchè onestamente è fuori dalla mia portata.
Amaranta - Qualunque cosa...... ma non questa! Ed è l'unica cosa di cui adesso ho veramente bisogno. Wow. Tank you. Bello sapere di poter contare su di te.
Marilena - Senti non te l'ho mica imposto io di adottarlo. Penso di essere stata anche fin troppo buona ad accoglierlo qui, a sopportare le sue interminabili cantilene e ad assistere ai suoi paranoici rituali, senza parlare dell'accumulo di tensione di cui mi carico ogni volta che tu devi intervenire per "disinnescarlo"e dei discutibilissimi mezzi di cui ti servi per farlo.
Amaranta - Ehy, non accetto lezioni da te su ciò che è lecito e no. Non riesco a capire questa tua paura preconcetta: è ancora meno di un nano e leggerissimo e puoi stenderlo con un dito. Non le capisco tutte queste storie da parte tua visto che non ti ha mai fatto del male.
Marilena - Anche Hitler era molto basso e molto magro, però guarda i casini che ha combinato
Amaranta - Iggy non è un nazista!
Marilena - E' un killer.
Amaranta - E' un' altra delle tue fissazioni questa: non ha mai ammazzato nessuno.
Marilena - Certo, fino ad ora e non per bontà d'animo, ma solo perchè enormente impedito dal suo disturbo: troppi rituali da esplicare prima di prendere la mira, così la vittima corre il serio rischio di poter morire di morte naturale.
Amaranta - Bene, siamo in vena d'ironie ma questo non cambia la storia perchè ho una vita anch'io sorella e faresti bene a ficcartelo in testa una volta per tutte, quindi me ne infischio del tuo consenso: io vado e Iggy resta.
Marilena - Dove stai andando? Gli alter ego non hanno una vita propria.
Amaranta - Sicura? E chi lo dice? Gli altri non lo so ma io, fuori da questo buco, ho una mia vita molto intensa e molto privata a cui di sicuro non intendo rinunciare per assecondare le tue paranoie, quindi, ora, come programmato farò la valigia e ci rivedremo tra un paio di giorni: io non sono il tuo ostaggio.

sabato 16 agosto 2008

Buoni propositi

Scongiurata la temuta invasione notturna dei Freaks (troppo caldo anche per loro?) è da un pò che sono sveglia perchè a quest'ora è ancora possibile respirare il fresco e non sentirsi, da subito, devastati dall'afa. Tutte le finestre spalancate e questa luce bellissima e pulita, appena un pò appannata, che irrompe nelle stanze piroettando leggera sulle scarpette a punta di eterea ballerina e induce a propositi assolutamente positivi.
Nel vaso rosa, colmo d'acqua, come una sacerdotessa cerco di leggere gli auspici della giornata, e cazzo, si sono anche pronta a barare perchè voglio vederci solo cose belle: Morgana piuttosto che Cassandra. Impresa al limite dell'impossibile, me ne rendo conto, vista la connotazione melodrammatica che troppo spesso do agli eventi che mi accadono. C'è stato un periodo in cui riuscivo a sdrammatizzare, quanto tempo fa? Sotto farmaci....bè detto così sembra che io sia una impasticcata e di brutto, no, non lo sono, non a grandi livelli, ma da sola non sempre ce la faccio ad opporre la giusta resistenza al mostro asserragliato nella mia bile (devo avere una bile moooooolto elastica e moooooolto resitente!). Certo le circostanze esterne contribuiscono enormente nel far si che a volte vorrei prendere un mitra e fare un bel repulisti, almeno negli immediati paraggi, ma una volta iniziato il lavoro dovrei portarlo a termine.....rimarrebbe ben poca umanità nelle mie ristrette vicinanze.
Presuntuosa? Talebana? Asociale?
No, sono soltanto una che ha le palle piene anche se oggi voglio avere unicamente buoni propositi e pensare positivo e.....occhiali rosa, please
Di colore rosa c'è intanto il vaso colmo d'acqua in cui vedo riflessi i primi raggi di sole, traballanti e instabili i cuccioli dell'aurora cercano di trovare il loro baricentro per reggersi, autonomi, sulle proprie zampe. Le foglie hanno già colore d'autunno e il leggero vento notturno ne ha strappate un bel pò che ora giacciono sparse sul pavimento del terrazzo. Le calpesto col piede per sentire quello scricchiolio di fragili ossa che si spezzano: i frammenti si disperdono come coriandoli striscianti.
Buoni propositi, buoni propositi, buoni propositi, buoni propositi, buoni propositi.....il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca....
Marilena
PS - Di sottofondo LA CURA di Battiato, una bellissima dichiarazione d'amore.

Anteprima

venerdì 15 agosto 2008

Festa barocca di ferragosto

Festa barocca di Ferragosto per esorcizzare le inevitabili paranoie, i conflitti interni, il mal di vivere, la cattiva digestione, i sogni surreali, la pressione bassa, l'effetto serra e la necessità, sempre più pressante, di trasmigrare su altri mondi.

Anteprima
(images by Victoria Frances)

giovedì 14 agosto 2008

Iggy, uno sputo dell'inferno

Iggy si è accasciato in una sorta di letargo autoindotto, asfissiato dall'afa e dal suo animo rancoroso, sempre più oppresso dalle esigenze perentorie del suo D.O.C, giace, rannicchiato in posizione fetale, in una specie di buca freschissima e buia scavata per lui, in un angolo marcito dell'antro, da Amaranta.
Finalmente domato, il killer-salamandra riposa dal suo incessante andirivieni e, concede anche a noi un' agognata tregua dalle sue sommesse e petulanti nenie.
Amaranta s'aggira seminuda cercando invano una lingua fresca di vento che lenisca l'arsura tremenda che devono pur soffrire i suoi nervi, abituati a luoghi molto più bui e molto meno caldi. La luce, gialla e liquida del sole, s'insinua fin dalle prime ore dell'alba penetrando dentro le fessure più sconnesse dell'antro e colorando gli interni di seppia e marrone, così che ci sembra di stare dentro una vecchia foto d'epoca. Dovrei permetterle di andarsene per un pò, in attesa dell'inverno e di nevrosi più grandi, ma proprio non ce la farei, in questo periodo senza il suo supporto e cazzo, si, devo ammetterlo, alla fine mi mancherebbe anche lui, Iggy, il killer salamandra, sosia perfetto di Iggy Pop. I suoi passi maniacali e metodicamente sottolineati dalla conta, scandiscono il tempo con l'esattezza di un metronomo e mi danno la misura reale del mio grado di sopportazione dei fattori esterni.
Iggy è il mio termometro umorale e se Amaranta decidesse di andare via dovrebbe andarsene anche lui perchè so perfettamente che da sola non riuscirei a gestirlo: è una creatura estremamente perversa e impenetrabile, uno sputo dell'inferno che non muove nessuna pietà eppure, stranamente, io lo comprendo.

mercoledì 13 agosto 2008

La porta di pietra

Anteprima


Se penetri la porta di pietra potrò mostrarti, nel ghigno cerebrale, il lato dolce dell'isteria.

martedì 12 agosto 2008

Sintomi

Ci sono di nuovo tutti i sintomi: apatia, spossatezza, deconcentrazione, insonnia ed aggressività.
La mia indipendenza dai farmaci è davvero molto limitata, senza lo stordimento programmato ogni giorno è un'avvicinarmi sempre di più alla bocca nera dell'antro e, quanto prima, ne sarò di nuovo inghiottita.
Cosa cazzo speravo di fare? La depressione è una compagna fedele e ostinata che ti accompagna per tutta la vita ed il mio è stato solo un patetico tentativo di depistaggio anche se, per un lungo momento, ho creduto davvero di potercela fare.
Ho creduto alla forza della scrittura, al potere della musica, alla mia voglia di esserci nonostante tutto, all'aiuto dosato dei farmaci: ho stupidamente tentato di scalare con le unghie una piramide di cristallo. Carica di entusiasmo ho abbracciato per un lungo momento quella superficie scivolosa con tutta la forza del mio corpo, diventandone un tutt'uno: la mia testa ad un passo dalla cima, ho rivisto dopo tante notti la possibilità di un'alba.
Ma i sintomi ci sono di nuovo tutti e non mi è possibile ignorarli. Sono dentro di me con tutta la loro brutale pesantezza. I sensi di colpa mi stanno schiacciando: colpevole anche di scrivere questo blog. In realtà il mio grande errore è stato quello di renderlo pubblico a chi mi conosceva ma al momento in cui ho iniziato a postarci ero talmente carica di entusiasmo di non averne soppesato le inevitabili conseguenze anche perchè, inizialmente, doveva essere una semplice raccolta di racconti e considerazioni molto meno intime, non di certo il mio diario.
In questo contesto le persone che mi conoscono (non tutte ovviamente) sono state devastanti al contrario di chi, invece, non conoscendomi personalmente ha avuto riserbo e rispetto per me, attestandomi simpatia e solidarietà attraverso e-mail e qualche commento.
In quest'ultimo periodo ci scrivo in maniera ossessiva perchè ho paura di perdere, come mi è già accaduto nel passato, la capacità di concretizzare, attraverso le parole, i pensieri. Ho questo folle terrore d'iniziare a pensare di nuovo al rallentatore in quello stato di sonnolenza catatonica che distacca dalla realtà. E' la stessa paura che deve aver provato mia madre quando si è accorta di non saper più scrivere il proprio nome. Ecco, allora, che mi lascio invadere dalla frenesia della scrittura perchè devo lasciare tracce di me, della mia esistenza, del mio passaggio, perchè ho il timore di perdermi e di non riuscire a ritrovarmi più.
Marilena
PS - Potrei chiudere questo blog e riaprirlo di nuovo in forma anonima, ma per me non sarebbe più lo stesso perchè qui ci sono tracce del mio entusiasmo iniziale e delle mie aspettative, uno nuovo sarebbe solo una copia sbiadita e da subito agonizzante.

Anteprima

domenica 10 agosto 2008

Una scelta d'amore

Sono compressa in un sottovuoto mentre i miei nervi pulsano violentemente come in preda a crampi.
Mi manca l'aria e ho difficoltà di respiro.
Mi sento allo sbando.
Come farò ad affrontare questa giornata?
La rabbia di ieri non si placa, anzi, la sento ancora più forte ed esasperata......un fiume che rischia di tracimare travolgendo tutto. Ho davvero paura di questa sensazione che mi riporta a un deja vu devastante e non troppo lontano.
Tutto il lavoro fatto in questi ultimi tre anni......non posso permettermi di mandarlo a puttane, nemmeno per amore. Tornare indietro non mi è possibile e soprattutto non voglio più essere quella di un tempo. Eppoi continuo a chiedermi che razza di amore è quello che ti costringe alla difensiva, a doverti continuamente giustificare, a chiedere scusa, che ti tiene compressa sotto tensione emotiva e riduce le tue ragioni ad un balbettio incoerente e nello stesso tempo ti obbliga a sottoscrivere un copione.
Sono stanca ed ora anche annoiata.
Io sono io e non intendo essere altro.
Se mi poni davanti alla scelta di stare con te o essere me stessa non ho dubbi perchè scelgo di continuare ad essere io e dal momento che, nonostante tutte le ragioni e i discorsi e le motivazioni che pazientemente, e a discapito del mio sistema nervoso, ho cercato di dare questo discorso non è stato recepito.
Reclamo il mio diritto ad esistere indipendentemente dalle aspettative e dai bisogni degli altri.
Scelgo la libertà di essere e di esprimermi, quindi scelgo di esistere.
Non tornerò indietro nel periodo buio delle lamette.
E' anche questa una scelta d'amore.
Marilena

Anteprima

Dov'è lo sbaglio?

Smetti di tormentarti le mani, il tuo sistema nervoso ora è andato in tilt perchè stai vivendo quella cazzo di telefonata con tutto il profondo senso d'ingiustizia che tu ci senti (non ridimensionarlo e non provare neppure a giustificare chi non vuole proprio capire le tue esigenze)
Ascolta sorellina tu la devi assolutamente smettere di preoccuparti di quello che possono o non possono causare le tue parole......e non mi sembra che tu scriva chissà cosa.
Dov'è tutto questo gran problema?
Hai scritto di un momento di disagio, di solitudine.
Dov'è lo sbaglio?
Cerca di respirare lentamente, non devi sentirti in colpa per questo o per non essere subito corsa al telefono a raccontarlo.
Qui stiamo parlando di forza e d'intelligenza, stupido chi ti accusa del contrario.
Respira Mari e cerca di smontare la rabbia forte che senti per questa ennessima ingiustizia.
Incomprensioni alimentate e stupidamente fomentate nonostante le innumerrevoli spiegazioni, ma perchè devi essere sempre e solo tu a capire, a modificarti, a chiedere scusa?
Scusa poi di cosa?
Di essere stata male e aver comunque superato quel disagio, di esserti avvalsa dello spazio di un blog per sputar fuori l'amaro, di non aver voluto rovinare le vacanze a nessuno?
Perchè non si apprezza la tua forza invece di reclamare la tua debolezza?
Piangi di rabbia perchè ti senti impotente, odi te stessa per aver dovuto subire quest'ultima ingiustizia, perchè ora vorresti vomitare la mostruosità che si sta gonfiando nella tua bile e sguainare le unghie per poi farla a pezzi.
Piangi Mari, batti i pugni sui muri e sbatti pure a terra gli oggetti, ma non provare a distruggere te stessa. Sono le persone che dicono di amarti che dovrebbero fare uno sforzo per capirti e non essere sempre tu a doverti giustificare.
Amaranta
P.S - Giuro che t'impedirò con ogni mezzo di cancellare questo fottutissimo post

Anteprima

Sacred

Sacro per me questo blog dove non rendo pubblica la mia interiorità ma solo quella parte che io decido possa essere espressa.
Il mio profondo rimane unicamente mio: inviolabile.
Non cerco nè comprensione nè condivisione, qui vomito il mio malessere, qui mi rigenero.
E' così difficile da capire che in questo spazio riesco a star bene anche quando sto davvero male?
Ho qui tutto quello di cui ho assoluto bisogno in determinati momenti: la musica, la tastiera, le parole.
Questo è il mio luogo sacro.
Divieto d'accesso alla polveriera per chi teme la faccia cattiva dell'angelo.
Marilena
PS - Da oggi in poi non cancellerò più nulla di ciò che scrivo, nè mi preoccuperò di ferire troppo la sensibilità di chi legge.
Questo blog è nato da mie particolari esigenze e merita per questo rispetto.
Troppe volte ho censurato o addomesticato i miei scritti per altro nella consapevolezza di star commettendo, così, un errore.
Qui parlo di me, non si è obbligati a leggere e se lo si fà esigo rispetto per ciò che, di gradevole o sgradevole, io possa scrivere.


Anteprima

L' ultimo mare

Anteprima

L' ultimo mare: nel mio grembo ho raccolto spuma di onde e code di pesce e occhi di conchiglia e sassi color del deserto. Meravigliosi gioielli gocciolanti di mare e ruvidi di sabbia.

sabato 9 agosto 2008

Paranoia

Sto fondendo di brutto, appena tornata dal mare ho iniziato a respirare male e a sentire dentro quel vuoto pazzesco che annebbia le mie percezioni: mi sono spogliata di getto ed ho iniziato ad annusare il mio vestito, avevo bisogno di sentire il mio odore, di ritrovarmi. Ho acceso a palla lo stereo perchè non venisse coperto dal getto della doccia, e sono rimasta seduta a terra lì, sotto la cascata tiepida dell'acqua. Grande sforzo per uscire fuori e asciugarmi grattando via rimasugli di spiaggia fino a quando ho sentito la voce lamentosa di Iggy perso in qualche anfratto del mio appartamento, rimasto intrappolato chissà dove.
Il piagnucolio del killer-salamandra mi ha riportato di getto nella mia claustrofobica realtà.
Dovrei aiutarlo ma non ho il coraggio di aprire l'armadio e cercare nel fondo, scavando nel legno e poi nel pavimento fino a scendere giù nella gola buia che è l'antro dove lui dimora.
Più tardi, forse, riuscirò a sbloccare la situazione perchè ora ho assoluto bisogno di placare in qualche modo questa inaspettata paranoia che mi attorciglia lo stomaco.
Marilena
PS - Dove diavolo sei Amaranta?
Dove cazzo è finita tutta la gente?
Unintended dei Muse.......non riesco ad ascoltare altro, ma chi, oltre me, si lascerà trasportare dell'ossessione di questo brano ripetuto all'infinito e a volume altissimo nel palazzo deserto?

Anteprima

venerdì 8 agosto 2008

Notti estive

Detesto l'agosto e la città privata della sua anima perchè, in questi giorni, rischio fortemente di perdere anche la mia.
Il freddo nel cuore contrasta con il sudore della pelle: solo il blu notturno riesce a dare un pò di respiro al trasudo scivoloso degli oggetti e alla promessa di refrigerio, brevemente mantenuta, dalla bottiglia appannata di una birra.
Il giorno scivola via lento e appiccicoso e la notte......mai davvero buia, mai davvero amica, la consumo cercando di comporre sulla tastiera del computer melodie che quasi mai diventeranno vera musica.
Troppe luci in queste notti estive: il cielo di Roma, incredibilmente pieno di stelle, minaccia di invadere il buio caldo di questa stanza dove anche il riverbero d'ambra della bottiglia di delicious, nell'alone incandescente della lampada, ha ardenti bagliori di sole.
La musica...... c'è solo il potere assoluto della musica a far si che i miei pensieri non diventino troppo ossessivi e si mantengano su quel loro strano, ma controllabile stato, di paranoia estiva.
Marilena

Anteprima

mercoledì 6 agosto 2008

L'assassino

L'assassino mi è scivolato accanto, senza rumore, nel buio del sonno.
Si è sdraiato al mio fianco, barriera insormontabile tra la sponda del letto e la salvezza della porta.
Nel silenzio solo il fruscio freddo della pistola lungo le mie gambe.
Il mio urlo è catturato dai suoi tristi occhi cattivi.

martedì 5 agosto 2008

Accettare l'inganno......

Ho rimosso la barriera, amore mio, mi è costato farlo perchè parlava del disagio della mia anima e lo faceva tramite le sensazioni di quel momento: cattive, nevrotiche, esasperate. Mi costa togliere ciò che scrivo anche se sono cose poi superate nel tempo perchè per me hanno valore di testimonianza e di ricerca introspettiva, mi aiutano a capirmi meglio e ad analizzare l'evolversi delle situazioni. Sono pietre miliari lungo il mio percorso e lo so che è difficile da capire l'amore ostinato che nutro per qualunque cosa io scriva e la mia ritrosia poi nel rimuovere, ma sono, nel bene e nel male, realissime sensazioni dei miei sentimenti trascritte nel momento stesso in cui le provo.
Stanotte ho rimosso una barriera che di certo ti feriva, perchè sono consapevole che niente fa più male che continuare a leggere di dolore o d'incomprensione dal momento in cui questo è stato superato e ci si appresta, con animo nuovo e più ben disposto a riscrivere, con termini più leggeri, i futuri passaggi della nostra storia.
Eppure io ostinatamente amo ogni frase da me scritta, anche la più ostile, perchè nasce monda da ogni subdolo tentativo di ricatto morale o dal voler far prevalere ad ogni costo le mie ragioni: qui, è ovvio, viene comunque espresso il mio modo di sentire e di vivere le situazioni e i sentimenti senza contradittorio. Egocentrica e colpevole di smodato protagonismo...... solo in apparenza, in realtà io ausculto il mio mondo interiore e lo confronto con quello di superficie attraverso un crudo processo di analisi che è caratterizzato, ovviamente, dalla mia personalità e dai miei punti di vista che qui emergono incontrastati, ma che appartengono comunque alla logica di questo blog, autobiografico ed intimo e, quindi, niente affatto neutro.
Ma, in ultima analisi, non mi sembra di descrivere neppure me stessa troppo benevolmente, convinta come sono che scrivere di se stessi è come farsi un autoritratto in cui non si dovrebbero mai correggere e, tantomeno, cancellare le proprie imperfezioni, ridisegnandole attraverso un sapiente gioco di luci e di ombre, mediante il quale si vanno ad abbellire i caratteri marcati del viso, si ammorbidisce la linea dura della bocca o si alleggerisce la pesantezza degli occhi.
Accettare l'inganno da noi stessi costruito è infantilmente barare.
Marilena

Anteprima

venerdì 1 agosto 2008

Nevrosi latente

Sono fortemente agitata stanotte, scomparso il sonno ho riacceso il computer e sto qui a sudare davanti al suo schermo in questa stanza senza correnti, preda del mio io, istintivo e assetato di giustizia e terribilmente incazzato nei miei confronti perchè, anche se sono sempre più stanca ed annoiata di dover ancora controribattere ad argomenti completamente sviscerati e che dovrebbero aver trovato una loro giusta accettazione e collocazione, sto ancora a giustificarmi e a chiedere scusa per non essere io come si vorrebbe che fossi.
Si è ridestata così la mia nevrosi latente, arginata nel suo straripare solo dall'ostinazione della mia ferrea volontà di non farmi trascinare nel vortice del ciclone dal mio io, istintivo e scalciante, assetato di un pò di giustizia.
Eppure ancora mi controllo (e senza l'aiuto dei farmaci, a volte, è davvero difficile), mi limito, medio e, la cosa peggiore di tutte, mi giustifico e chiedo scusa per essere io, ma dentro di me sento tutta l'ingiustizia per non essere accettata per come sono davvero e arrabbiata verso me stessa per sottostare, invece, a tutto questo.
E sono stanca, soprattutto, di dover essere quello che gli altri vogliano che io sia....e va bene non ho più il tono giusto e intuitivo che avevo nel passato e faccio fatica a volte nello spiegarmi ma anche tutto questo gran parlare mi annoia e mi sfinisce. Poi, di frequente, capita anche che faccia confusione, date ed eventi si mischiano o addirittura si cancellano nella mia testa, e compio sforzi assurdi per non farmi prendere dalla paranoia quando spesso mi accade di non ricordare nella sequenza esatta o, peggio, di non ricorare affatto. E' una tortura per me scavare nella mente e sentirmi incalzata e non saper addurre le giuste motivazioni perchè non ricordo più nell'ordine corretto e sono alla mercè delle parole e dei numeri e mi sento inchiodata ad un muro incapace di frasi vere, solo balbettii e scuse per quella che può sembrare omertà ma in realtà è solo devastazione mentale.
Tutto questo mi esaurisce, mi fa sentire sbagliata e inaffidabile, riacuisce le mie vecchie insicurezze e mi costringe a lottare per poter riaffermare la mia credibilità di essere umano e di donna i cui sentimenti vengono costantemente vivisezionati e scrupolosamente passati al microscopio e, infine, sottoposti ad' esame autoptico per accertarne la veridicità.
Poveri sentimenti straziati dal bisturi chirurgico e, in ultima analisi, neppure fino in fondo creduti!
Divento nevrotica e sento il respiro soffocarmi nella gola e vorrei urlare, come ho fatto un tempo, e non accettare più questa "infelicità" che mi viene sommistrata a piccole, ma letali dosi, eppure ancora testardamente mi ostino nel voler davvero credere a questa storia calpestando me stessa nel momento in cui, invece, sarebbe forse più opportuno dovermi perentoriamente impormi.
Nel corso degli anni e sulla mia pelle ho capito che prima ancora di amare bisognerebbe imparare ad essere felici di quello che si ha nel momento stesso in cui lo si ha e non a vivere con la paura folle che, un domani, tutto questo possa finire perchè è così che, inevitabilmente, si uccide l'amore.
Marilena
PS - Guardami, forse sono la persona più imperfetta di questo mondo ma sono sempre io, accettami, infine, per quella che sono.

Anteprima